Lavorare gratis

a camera tossing shot - mick logan

a "camera tossing" shot - mick logan

Battaglia per sopravvivere. Come sotto i cartoni vicino al supermercato. Che ha messo il vestito nuovo, ha messo la frutta in bella vista, le luci rossastre per far sembrare tutto da copertina.
Supermercato strapieno, come prima di un uragano.
E tanti ortaggi che si affollano alle casse, ortaggi parlanti, con bocche di cavolfiore e sorrisi di peperone.
La British chiede ai suoi dipendenti uno sforzo. Lavorare gratuitamente in luglio. Essere flessibili, aiutare l’azienda. Che perde, per il momento, duecentoventimilioni di sterline.
Che dio poi se passa aiuterà, ma intanto tocca far da soli.
Aria cattiva per gli aerei. Un periodaccio.
E qui si resta a guardar zucchine di ritorno dal lavoro. A cercare fra gli scaffali qualcosa che faccia dimenticare caldo e fatica. Qualcosa che ci aiuti a comporre una buona cena.
Consumare in fretta, parlando con la bocca piena.
Restare stremati dalla stanchezza.
Mascelle che seppur poco impegnate hanno terminato la corsa e seguono meccaniche i cambiamenti di luce dello schermo di fronte.
Nemmeno la dignità.
Non so se ci sia rimasta quella.
Ma la sera non ci si ricorda della dignità, la sera si cerca un refolo d’aria entrare dalla finestra e il buio, con una piccola brace arancio e i pensieri in fumo.
(E.)
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Published in: on giugno 17, 2009 at 10:11 am  Comments (14)  
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14 commentiLascia un commento

  1. che dire, emma?…che il lavoro non dovrebbe essere mai gratis, neanche quello di distribuire i giornali agl’angoli della strada.
    neanche le signorine la danno gratis…
    però viviamo in tempi dove il non dovrebbe diventa deve : si fanno scelte , prendere o lasciare.
    si china la testa, e si tira la carretta.
    d’altronde non si dice viver d’amor?
    dovrebbe bastare per un mese :))

  2. la stanchezza, la cena, le mascelle, la televisione… sono scossa in questo periodo, fors un po\’ troppo. però non è solo per questo che certe tue parole mi sembra di capirle più a fondo di tante altre. :\’-

  3. Oh che cosa immondizica il lavoro gratis.
    Io per il momento sto gratis senza lavoro. E manco ci torno me sa.
    Poi spiegherommi. Te tieni duro, ma per un pochetto. Poi bisogna ahimè seguire l’esempio dei topolini e le barchette.

  4. un po’, alle 61,000 sterline dell’AD, io ci penso…. eh….
    ma solo un po’….

  5. Proprio ieri sera mi ha intervistato una tizia dell’ISTAT. Mi chiedeva nella settimana del 2 giugno e nelle quattro settimane precedenti e il primo impiego e l’anno della laurea e lo stipendio netto eccetera. Dicevo appunto che la mia compagna in pratica fa quasi due ore di straordinari non pagati al giorno.
    In compenso abbiamo il piacere di vivere in questo paese.

  6. segnalo da guardare il video di Beau Colburn:
    http://www.flickr.com/photos/beaucolburn/3633663406/

    che giornate… infinite e brevi.
    una sorta di rincorsa affannosa in circolo.
    la vita di un criceto.

  7. senti criceto se ti fa piacere saperlo stasera da me son zucchine.
    Detto questo, lavorare gratis ti toglie pure la dignità

  8. A pensarci bene lavorare gratis dovrebbe essere l’unico modo sensato di lavorare.Chi ama il suo lavoro lo farebbe anche solo per passione,gli altri evidentemente il lavoro lo detestano ma in compenso amano i soldi.Tutti a lamentarsi che non hanno lavoro e poi quando lo trovano lo vivono come una condanna.
    Scusate l’intrusione,non capiterà più.

  9. why pecche`?
    intrusioni benvenute, zucchinette mie!

  10. scusa lanza, ma il lavoro non deve essere gratis, se no diventa volontariato, che è un’altra cosa.
    io faccio un lavoro per te, lo faccio al meglio, amo quello che faccio e vengo giustamente retribuita.
    se vado in carcere tutti i sabati mattina due ore a giocare con i bimbi delle donne rom regalo qualcosa di mio (tempo, amore, disponibilità) ed è un’altra cosa.
    se il lavoro non fosse retribuito di cosa vivremmo??
    scusa emma..ma a me i filosofi delle nuvole fanno strani effetti reagenti..:))

  11. riguardo alla filosofia dei tempi moderni ho citato nel post scorso parole che riassumono bene cio` che penso, ma non credo sia il caso del lanza, anzi, minnie.
    il parere impopolare ha maggior cittadinanza del popolare invece a casa mia, sai?
    detesto i lecchini piatti.
    e questo mondo ne e` pieno.
    lo spunto del lanza non e` affatto da disdegnare, minnie, non voglio fare il suo avvocato, anche perche` non lo faccio da tempo e di questi tempi proprio non rimpiango affatto la cosa.
    la provocazione di lanza e` interessante, alla beppe grillo.
    dobbiamo smetterla di salire sulla seggiola tutte le volte che qualcuno usa parole scomode che andrebbero invece valutate bene.
    il lavoro nobilita l’uomo. non lavorare tutti i giorni leva la dignita`.
    bisognerebbe lavorare gratis e avere tutte le cose di cui necessitiamo solo per il semplice fatto che esistiamo.
    i soldi banditi, le diversita` pure.
    ecco.
    so che e` utopia e mi chiamerete comunista.
    non me ne vergogno.
    nel frattempo pero` combatto per gli sfruttamenti e guardo con i piedi affondati nel terreno il mondo nauseabondo che mi circonda.

  12. Io rimango e rimarrò sempre un fan sfegatato del baratto…!!!!!

  13. due righe di risposta : possiamo passare il tempo su un divano a far filosofia su questo (lavoro gratis ecc)..la realtà, quella in cui vivo, quella in cui i miei piedi affondano , quella realtà che io amo molto, è ben altra cosa.
    anch’io sono comunista, e il comunismo non parla di lavorare gratis, ma di lavorare tutti.
    stamattina in uno scambio di sms ho risposto che il mondo gira attorno ai soldi, al potere e al sesso , il resto sono pippe per filosofi.

    buona serata, emma.

    sono contenta che il mio lavoro sia retribuito, e mi permetta di mantenere me e le mie figlie.
    scusate se non è abbastanza romantico :))

  14. cara minnie, mi rincresce molto d’esser stata fraintesa, o meglio forse intendo io d’esserlo stata.
    lavoriamo certo, amiamo ciò che facciamo, o proviamo a farlo, cerchiamo di riversarci tutta la passione, per le cose ben fatte, per le cose che vanno fatte, per le ingiustizie che vediamo o che subiamo, lavoriamo per vivere, per comprare le cose di cui necessitiamo, per veder crescere chi ci sta accanto, per dare un futuro anche a noi che ci crediamo meno. al futuro.
    ma l’esasperazione del lavoro, di come esso sia diventato status, del suo significato meramente classista, di questo parlavo. o a questo alludevo almeno nel mio commento.
    il post era provocatorio. i padroni chiedono sacrifici.
    molti di noi producono, lottano, si affannano.
    ma molti altri, è vero, scappano all’ora stabilita, fuggono via dal loro loculo in cui vivono per otto o dieci ore al giorno per illudersi di andare a vivere.
    e spesso scappano per finire davanti al televisore.
    corrono affannosi verso il letto, per poi rialzarsi e tornare a lavorare.
    rispetto al post evidentemente si tratta solo di evoluzione di riflessioni. esso partiva dalla constatazione che si trovi anche il coraggio di chiedere di lavorare gratis quando si è sottopagati, quando si fa fatica a farsi bastare ciò che si ha.
    e le sere restano sempre le stesse.
    qualche riflessione malinconica, qualche sogno ancora acceso e nanna.
    (grazie)


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