Ho paura quando ho freddo

   la foto è mia, ieri, parco
In quei momenti interminabili e unici, quando niente può entrare e niente può uscire, nessun sussurro, solo gli uccelli e due pagine di un libro letto all’imbrunire finchè gli occhi possano distinguere le lettere, sulla soglia del balcone, in un tempo senza tempo, tornano sapori non ascoltati o fuggiti per troppa fretta di arrivare e non si è arrivati, non ci si è mai fermati.
Momenti di magliette verdi, rubate su un letto, mentre storie di solitudine si srotolavano in case che non ci appartenevano.
E quella maglietta verde, che abbiamo indosso, è l’unica cosa che ci ricorda che quei momenti ci sono stati e che li abbiamo sprecati. Ad ascoltare i rumori della tangenziale rombante, in quella casa dove non siamo più stati.
Col caldo che stava arrivando e le speranze che avremmo fatto questo o quello. E poi scendere in strada in un giorno qualunque e rivedere volti dimenticati, rumori tappati come bocche che dicono troppo e dovrebbero tacere.
Alzarsi sulle punte delle scarpe e sentirsi felici per un attimo. E ricordare quella felicità fatta di nulla.
Perché è il nulla che ci strappa un sorriso, il pieno ci ingolfa, ci leva il fiato.
E ricordarsi di amare come quella volta, di essere ancora l’involucro che raccoglie tutti quei sogni, quelle corse coi piedi di rugiada in un giardino qualunque.
Ricordare che dentro quella maglietta verde, con un buco ormai, vestita come si veste il silenzio di ciò che non abbiamo saputo trattenere, c’è sempre quel sogno, quel canto per sconfiggere la paura e il freddo.
Anche se il freddo in sere come queste è un frullo di uccelli e un rumore lontano della strada.
Che c’è ma non si vede.
(E.)
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Published in: on giugno 3, 2010 at 9:11 pm  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. In quei momenti che descrivi davvero tutto mi pare più lontano. Non capisco se il tuo è un sogno, un desiderio oppure e lo spero per te un momento di vita vissuta, perchè davvero se non ti invidio poco ci manca. e perlo delle prime righe. Un bacio.

  2. Che bell’erbetta, fai venire voglia di sentirla sotto i piedi

  3. Stavi leggendo “Tenera è la notte”?Se si,credi nei segnali?Un bacio.Roberto

  4. esatto, Lanza, sì.
    grazie perché sfogliate ogni tanto questo libro, di passaggio, tutti.

  5. anche a me hai fatto venir voglia di andare a distendermi sull’erba!


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