Gia’ Aspra

Casperia

La campagna e’ ancora verde, di una gamma di verdi tale da far perdere il conto.

C’e’ soltanto qualche angolo incenerito dal sole.

La strada e’ sinuosa e tesa come i fianchi di un cavallo in corsa.

Qua e la’ cipressi e pini marittimi, verdi corrucciati. Il resto e’ distinto, squillante, verde vigoroso.

Il percorso e’ dolce, come una ricompensa.

Il borgo attende. Ci attende il borgo.

Su tre strati, di pietre e di rupi, senza crema.

Selci ferrigne, salite a spire, corte e avvolte.

E poi il miracolo.

Un affaccio sulla vallata, con seni generosi e ciuffi benevoli.

La conca del peccato e’ chiamata, come se dopo le selci tutto sia talmente arrendevole da esser perverso.

Antica Aspra. Aspresi i suoi abitanti.

Casperia che sa di Sabina e di fantasmi, di silenzio e di gatti addormentati.

E.
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Published in: on settembre 10, 2007 at 9:58 am  Comments (6)