Pendolo.!.!.!.!

Il pendolino viaggia celere per recuperare il ritardo accumulato.

L’accademico, seduto di fronte a me ripeteva presuntuoso che l’anima gemella era un fatto quasi dimostrato.

– Il fato e il destino sono elementi presi in notevole considerazione nelle ricerche scientifiche, economiche, in tutto.

(2.7m x 3.5 m, h = 2.80 m)

Il destino esiste! E’ per questo che io credo nell’anima gemella. In modo assoluto-, assentiva, mentre si avvicinava gli occhiali al naso e i suoi due incisivi gli davano ragione sporgendosi dalle labbra umide.

Il militare partecipava alla conversazione con meno concitazione, visto la sua sofferenza al viaggio in pendolino (anche il nome “pendolino” effettivamente richiama un po’ di mal di mare!). Lui vedeva le mie posizioni, studiava me, forse infastidito altrettanto dagli atteggiamenti radicali dell’accademico nella discussione in fatto di soluzioni al terrorismo. Infatti, l’accademico, formatosi a Oxford, non si limitava a dare uno spaccato preciso della questione antisemitica dalle origini ai nostri giorni, fornendo percentuali date e quant’altro servisse a collocare il suo discorso nell’ambito scientifico, ma con una lucida analisi aveva infornato le sue fobie sulla civiltà araba insieme alle esperienza vissute a Londra durante i giorni degli attentati. Diceva che i persiani non avevano inventato nulla e con una presunzione da arcilaureato, aggiungeva che era una civiltà di incivili. Io dibattuta tra il fastidio e la riprovazione pensavo ai tappeti e ai paragrafi sulle civiltà dei miei trascorsi sussidiari.

Il militare e io provammo a interporre un dialogo alla sua ostinazione esponendo il nostro dissenso alla intransigenza delle sue posizioni, ma i suoi eminenti titoli lo facevano sentire così fortezza da non fargli provare il benché minimo dubbio rimorso alle sue frasi anche un po’ razziste. Forse è stato questo che ci aveva uniti in quell’occasione, a me e al militare. Forse era proprio stato questo, mi dico, a indurre il militare a credere al fatto che visto che entrambi affermavamo di non credere all’anima gemella, allora eravamo davvero fatti l’uno per l’altra!

L’ultimo tratto di treno, prima di intravedere l’apertura dello Stretto tra le gallerie intermittenti e la notte, lo passai schivando i tentativi del militare di prospettare un eventuale altro incontro o lo scontato scambio dei numeri di telefono. Riuscii ad evitarlo, anche perché lui scese una fermata prima della mia. Non mi piaceva il suo alito, affatto!

(C.)

Published in: on settembre 13, 2007 at 1:28 pm  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. ineccepibile!
    (le pastigliette per l’alito dovrebbero essere imposte dalla legge)
    Ma, di palo in frasca, l’anima gemella, il terrorismo e l’antisemitismo stanno fra loro come i cavoli a menda, Oxford e il buco nell’ozono.
    Altro che mal di mare!

  2. Confieso que lo he vivido!
    Cara E. non c’é mai fine alla realtà,… ma nel malaugurato caso che fosse fantasia, vorresti un di travelgum?
    😉

  3. Ma era uno che faceva il militare a Cuneo, come Totò? Parlando del suo alito, magari si era rimpinzato di bagna caoda…

  4. Qualcosa del genere, ecco sì, qualcosa del genere.


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