Corteccia

Nell’oblio di questa notte

mi rassomigli un po’

rassomigli al mio mondo,

al mio neo sognato

sotto le labbra.

Sono stata sola come quel neo,

come una galleria buia,

come un mercato affollato e vociante.

Da me fuggivano i giorni,

la notte entrava possente

per poi tornare a celarsi.

Uccelli destati da uno sparo,

liberavano il mio cielo

e mi sopravvivevano nel volo.

Corpo di pelle, di edera, di acqua.

Corpo che mi spinge a cercare

nella terra bruna,

nella corteccia di un albero

che cade e ricorda il tempo,

la ragione di questa sete.

Di questa strada indecisa e tortuosa

che conduce di nuovo in questa stanza

dove cerco un motivo,

inutile,

per cui mi rassomigli.

(E.)

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Published in: on settembre 30, 2007 at 11:54 pm  Comments (4)