sette di forma

Ai tempi della scuola, come adesso, i temi sociali, politici, economici, costituivano motivo di “infocamento” e mi spingevano a discuterne, scriverne, richiedere ore di dibattito, di scambio di opinioni.

Ricordo il giorno del crollo del muro di Berlino.  L’anno prossimo saranno vent’anni!

Il giorno dopo chiesi al prof di Italiano e Latino di poter leggere una cosa che avevo scritto e discuterne con la classe. Lui accordo’ la proposta, ma da craxiano liberale disse che lui sarebbe uscito poiche’ credeva di non poter condividere il mio intervento, considerandolo comunque legittimo.

Rimasi sola in tutti i sensi. Ma continuai fra guaiti di disapprovazione a leggere. Qualcuno, solo i soliti (non piu’ adesso) “sinistrini” della classe, ascoltarono e commentarono.

A parte questo episodio, ricordo che comunque lo stesso prof di prima, che pure apprezzava molto la mia scrittura e come trattavo argomenti di varia natura, era solito punire le mie scelte di affrontare il tema in classe di stampo socio-politico-economico con “un sette di forma, non di contenuto” diceva. La cosa mi scoraggiava da continuare a scegliere quelle tracce che pure lui inseriva come trappole per farmici cadere.

Smisi di abboccare e smisi anche di richiedere ore di dibattito, ascoltavo i suoi commenti storcendo lievemente il naso quando leggeva l’allora Corriere della Sera, che a me pareva un giornale dal contenuto altamente cancerogeno.

Tutto questo per dire che la storia si ripete, Giambattista Vico ha sempre avuto ragione, e lo odiavo tanto.

Quando scrivo non di tentativi letterari di maniera o di stile cado nella disapprovazione o nella pochezza forse di contenuti. Non so. Comunque nella poverta’ di commenti e di stimoli all’esterno.

Il che a questo punto per far contento il prof porterebbe ad abdicare nuovamente.

Ma siccome sono testarda e il mezzo che utilizzo oggi non e’ un tema che legga una persona soltanto e i dibattito non e’ per giovani in formazione, fra i quali tra parentesi i peggiori son diventati i “sinistrini”, tentero’ di spaziare ancora in quegli ambiti che sono parte della mia vita.

Sbattessi le corna ancora, mi accorgerei improvvisamente di essere un alce e la via di fuga potrebbe anche essere piu’ elegante.

a tal proposito segnalo: http://primadellafine.com/?p=76 per farsi una risata amara

(E.)

Published in: on ottobre 24, 2007 at 11:00 am  Comments (11)  

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11 commentiLascia un commento

  1. Cara Emma, da dove evinci che siano poco graditi i tuoi interventi di stampo socio-politico-economico (P.S.: la mia mail è una coincidenza strana vero)?

  2. ehehe davvero!
    comunque evinco perche’ conosco i miei polli e pulcini e tasto il loro polso, senza che loro se ne accorgano.

  3. 🙂

  4. ma che te frega?..evviva il contraddittorio!!!

  5. ti seguirò ma ho messo dei bracciali d’acciaio ai polsi…non si sa mai

  6. io uno già ce l’ho di bracciale, magari ne aggiungo un secondo🙂

  7. Beh io ricordo alla perfezione un giudizio del mio professore di italiano di liceo seguito da un quattro, ed era il seguente: “contenuto aberrante”.

  8. quindi dici che il sette di forma puo’ risultare accettabile?
    bah sui professori e le loro valutazioni potrei riempire un tomo pesantissimo, tuttavia il prof in questione era fra i migliori.

  9. Ehehehe anche il mio!

  10. Ricordo che quando ancora facevo le Elementari ci venne chiesto di commentare l’appena avvenuta Strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974). Più o meno tutti i temi trasudavano di orrore, di dolore, di indignazione, ecc. Benissimo. Ricordo che io feci un collegamento con quella di Piazza Fontana dicendo che i colpevoli potevano essere gli stessi (come già allora si mormorava ed è poi stato dimostrato). La maestra ascoltò il mio e poi mi disse a bassa voce “Farò finta di non aver sentito”.
    Arrivato a casa stracciai quelle pagine, le buttai nel water e tirai l’acqua.

  11. Io ti amo emma🙂


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