Sei donne sotto un tetto – 2

Fotografia natalizia. Abete vero, non si usava avere spirito ecologico, gli aghi riempivano dopo qualche giorno l’intero pavimento dell’ingresso.
I soliti festoni argentei, il solito rito della ricerca dell’albero, fatta rigorosamente il 7 dicembre, perchè l’8 l’Albero andava montato in ogni sua pallina, sistemato in modo che a Natale già fosse bello che spogliato da ogni ago.
L’otto dicembre era un rito da consumare in gruppo. Le piccole marmocchiette in attesa che fosse issato nel suo bel vaso, guardavano l’abete e decidevano la posizione migliore, quella a favore di occhio.
Palline alla mano, gancetti pronti, si lanciavano nell’addobbo, senza pudore alcuno di mettere colori insieme poco abbinati, nella ricerca selvaggia di ricoprire tutto l’albero rendendolo simbolo di abbondanza.
Dunque dicevo fotografia. Ricordo una delle tre zie immortalata in una di queste preparazioni. Ha i capelli sempre gonfi, anche se siamo già nei primissimi anni ’80, e neri. Ha un abito di lana rosa, che si ferma sopra il ginocchio, si intravvede nella foto la sottana bianca, ha una pallina in mano e una espressione da bambina, anche se ha più cinquant’anni.
Si vede il suo volto appena in ombra, il protagonista è l’abete, tuttavia sfigurato da un taglio di inquadratura che lo rende spuntato e senza il lato destro. La foto dunque smarrisce il ricordo del puntale d’argento e delle palline contenute nel lato destro, vittime dello scempio.
L’immagine seguente ritrae lo stesso albero, sotto il quale due bimbe sono inginocchiate sotto. Una ha il viso pieno e capelli corti addomesticati sul liscio. Formano due onde strane e innaturali ai lati della fronte e l’espressione è da furbetta, una calza di lana è smagliata sul ginocchio, le babbucce sono rosse. L’altra soliti capellucci lisci a incorniciare il viso e espressione da madonna addolorata con babbucce identiche ma blu, senza smagliature alle calze.
Le stesse due impunite compaiono in altra foto, unica per tantissimi motivi.
La composizione rara raccoglie quattro persone, per caso e per fortuna comprese in una immagine e una sola.
Centrali un uomo coi baffi scuri (un uomo!) e i capelli ricci scuri, espressione distesa (strano!), e una donna, anni ’80 senza alcuno scampo, vestito bordeaux, capelli ricci in criniera (fasulli) castani. Bella nonostante tutto. Ai lati le due impunite.
La furbetta a destra ha le babbucce dell’altra, scambio furtivo ma con giusta motivazione, almeno stavolta.
La mariaaddolorata è modestamente mascherata con oggetti e indumenti di fortuna. Ha le calze scure lunghe, un giaccone pesante rosso, le babbucce rosse (tono su tono), un fazzoletto bianco a mò di barba e un cappello rosso di lana. Un Babbo Natale improvvisato.
La foto nella sua incredibile unicità immortala quella che non fu mai una famiglia.
Fu scattata da una delle zie, che non tranciò nessun particolare.
Per anni rimase in un cassetto alla vista degli avventori alla ricerca di calze e di maglie di lana.
Tutte le altre foto trovarono giusta allocazione in album e raccoglitori, onorate dalle sei donne come simboli di una famiglia che parlava solo al femminile.
Come si parla donna?
Nel modo in cui ti viene, sempre attente alle sopracciglia ben pettinate e ai capelli in ordine, però.
Nessuna espressione che potesse superare l’oibò ovviamente. Da suicidare prima di varcare l’arcata dentale.
Porcaccia la miseria!

(E.)

Published in: on novembre 20, 2007 at 6:01 pm  Comments (10)  

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10 commentiLascia un commento

  1. Emma: (ffffffffff………)

  2. i più bei ricordi riportano sempre al natale….da bambino vivevo in sua attesa poi, crescendo, quasi l’ho odiato, ed ora, invecchiando, lo riamo e lo aspetto tutto l’anno…..i casi della vita

  3. :))

  4. ah dimenticavo…clap clap clap

  5. ma che carino sei, Bitu!

  6. Che bel racconto.
    A volte la nostalgia può essere strumento dell’intelligenza.

  7. bellissimo…

  8. Ma davvero grazie a tutti, Luciano e Any in testa a tutti, perchè sono in coda.
    Quindi quando mi vengono ‘sti pezzi di memoria fa piacere leggerli?
    Continuerò.

  9. I pezzi di memoria sono sempre bellissimi!!

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