25 Novembre

Volevi un biglietto, ti piacciono i biglietti, te li scrivo sempre.
Volevi parole mie, parole che conosci.
Parole delle quali intuisci il senso, quello nascosto, anche se chiudi gli occhi, e vedi le immagini.
Parole che capisci anche leggendole al contrario.
Rivoltate come una maglietta bianca lasciata distratta sulla poltrona, come sempre.
Volevi due righe da me, perché il regalo lo hai già scartato.
Volevi un cerchio da riempire, con colore, il mio colore, cangiante, sempre.
Volevi una delle mie smorfie fotografata nelle parole sotto al cuscino, di domenica mattina.
Vorresti che restassi sempre, con la stessa forza con cui sempre mi spaventa.
Vorresti che la guerra, la nostra, la guerra degli altri, tutta la guerra, fosse un ricordo.
Vorresti che i sorrisi di chi non c’è più tornassero a baciare i tuoi occhi stanchi.
Ti lascio una canzone, che non ti piace nemmeno, ma che potrebbero essere le mie parole.
Due righe per dirti che sono ancora qui.
Ancora.

(E.)

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Published in: on novembre 23, 2007 at 6:36 pm  Comments (4)