Case

Nevio Leoni - Case

Non volendo distaccarmi troppo dal tema appena toccato, mi sono divertita trenta secondi col gioco delle associazioni. Padronanza. Evoca un padrone, certo, uno che abbia il possesso, la proprietà di una cosa. Ecco, la proprietà, uno dei temi portanti delle lotte di classe, il tema delle case, quindi.
Certo le case. Le case che sono il nostro rifugio, la nostra croce anche, perchè raccolgono dentro di loro i nostri affetti, i nostri dolori, i nostri sacrifici, i nostri segreti.
Le case. Alle porte di dicembre pensarci ovviamente evoca l’ICI e il fatto che i flagellati dai mutui di cui si parla tanto sono tenuti al pagamento di questa tassa, che serve fra le tante a permettere ai Comuni di fare tante cose, di far funzionare i mezzi pubblici, di comprare le coperte negli ospedali. E serve anche a dare da mangiare ai poveri portaborse degli assessori che altrimenti non saprebbero quale vacca mungere. Certo.
Ma non parlerò di case con questa accezione, il tema è scottante al punto giusto certo, ma se si può ne ho uno più scottante o comunque altrettanto interessante, spero.
A questo punto se fossi Zauberei, che sa bene intrattenere il pubblico e sa fare la buona padrona di casa, offrirei biscotti, panini e il suo immancabile caffè. Non essendo lei, tuttavia apprezzando oltre ad altre sue doti anche quella della convivialità, faccio lo stesso.
Servitevi pure, il caffè è appena fatto.
Dunque di che case vorrà mai parlarci vi chiederete.
Di Case ben più costose delle nostre, di Case che contribuiscono a costruire e ad affossare il mondo contemporaneo.
C’erano una volta i laboratori, popolati da studiosi che lavoravano alacremente per provare, riprovare, testare (il verbo non mi fa impazzire molto), valutare e sperimentare cose nuove e farle diventare ancora qualcosa di diverso. Questi studiosi hanno prodotto cose come la bomba H, la pennicillina, le cellule staminali.
Ecco, ed hanno generato valanghe di implicanze concatenate con la nostra vita di carattere sempre etico, sociale, politico ed economico. Oltre che religioso, certo.
E la pecora Dolly e il silicone nuovo di zecca, per attributi sempre all’avanguardia.
Dunque proprio stamattina ascoltavo alla radio della rinata esplosione dell’AIDS a Washington DC e, nonostante i sensazionalismi ed i terrorismi dei media che fanno diventare l’aviaria un male che distruggerà il pianeta, con l’AIDS non si scherza.
L’Italia aveva le sue piccole Case, storiche, una era sulla Casilina per esempio. Il palazzo se non ricordo male, c’è ancora, con la sua bella scritta sopra. Poi anche quella Casa è stata comprata dai colossi, dai giganti americani.
Sì, parlo di Case Farmaceutiche. Che pompano continuamente soldi, dentro e fuori, come fossero un cuore gigante e pulsante.
Le grandi Case Farmaceutiche del mondo sono poche ed intorno ad esse fluttuano satelliti piccolissimi, fatti di Enti, Istituti, studiosi singoli, Dipartimenti. I soldi sono loro, sono loro che foraggiano la ricerca, che la pagano, che comprano topi (ci sono adesso quelli bionici, sentivo ieri, resistono al cancro!), che organizzano fasi di sperimentazione su pazienti, che organizzano raccolte fondi, che fanno beneficienza per pulirsi la boccuccia dopo aver spremuto il mondo. Che costruiscono un ospedale in Namibia, dopo aver spostato bancali di prodotti dall’altra parte del mondo, a scopo di ricerca, certo. Ma il lucro se lo dimenticano tutti. Tranne loro.
Non credo nessuno abbia il dubbio che lucrino su ciò che fanno. Eppure, visto che collaborano con Università, con Ospedali cui forniscono anche farmaci per curare malati terminali senza avere soldi in cambio, eccetera, attraversano i confini con pochi spiccioli, popolano le nostre terre più belle (la Toscana per esempio) importando sistemi americani di produttività in cui i piani di attacco prescindono dalle persone e dalle cose, l’obiettivo è scoprire prima delle altre, costi quel che costi.
E così le dogane le conoscono bene, hanno i loro dati, firmano senza guardare i documenti, basta che ci sia il timbro lì e la fattura là.
I broker doganali vivono di loro, le multinazionali del trasporto pasciono i loro figli con loro.
Ecco, la grande macchina che si muove e che paga profumato, a servizio ultimato e perfetto, che paga in poco tempo, senza storie.
Un mondo dorato. Due lacrime per il malato che soffre e il rumore dei soldi che cadono nelle casse dei palazzi di vetro.
E, dall’altra parte, c’è il pubblico. I dipartimenti universitari. Gli istituti nazionali vari, altisonanti o meno, conosciuti o no. Che lottano con i topi nei laboratori, quelli di fogna però. Che hanno macchinari che cadono a pezzi. Ricercatori che hanno deciso di lavorare per 800 euro al mese e che insegnano anche nelle aule di università, tutto compreso. Che lavorano sull’AIDS per esempio, sui tumori per esempio, per salvare il pianeta.
E non sono remunerati abbastanza, ma lo fanno col sorriso. Ne conosco un paio, hanno gli occhi che brillano, anche se la burocrazia li schiaccia e per chiedere una cosa in più debbono trovare i fondi, chiedere lo sconto, pagano in ritardo e molti non vogliono lavorare con loro.
Questo post è per voi, piccoli eroi silenziosi che combattete come Davide contro Golia. Anche se la guerra non è fra voi, quanto fra il male e il tempo. Fra la corsa e la cura.
E vi batteranno le Case, quasi sempre. Anche se non sempre succede.
Fin quando avrete soldi migliori, più veloci e paghe più dignitose. Fin quando la ricerca non sembrerà per la gente una perdita di tempo e di soldi. Ma la nuova risorsa per rinascere. Tutti. Economicamente, socialmente.
Per riavere dignità.

(E.)

Published in: on novembre 29, 2007 at 10:22 am  Comments (37)  

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37 commentiLascia un commento

  1. Però Emma, non tutti i poveri sono belli.

  2. Mah, credimi, stavolta non capisco che volevi dire.
    Grazie per l’aforisma.

  3. Nel senso che condivido in generale il tuo post, ma che non sono convinto di questo teorema per cui dove ci sono soldi c’è per forza il marcio e dove non ci sono i soldi ci sono sempre gli eroi. E’ invece una vergogna che in Italia la ricerca sia considerata uno schifo al contrario di quanto avviene ad esempio negli States.

  4. Comunque ho lavorato e ancora lavoro per delle farmaceutiche, capisco cosa vuoi dire. Anche se non condivido il fatto che lucrare sia IN SE’ una cosa cattiva.

  5. Bene, grazie per la spiegazione, davvero.
    Tu lo sai anche che le Farmaceutiche le conosco bene, fin troppo, quindi non si tratta di fare a gara a chi ha diritto di parlarne.
    La parola lucro che anche in economia ha un significato neutro, etimologicamente evoca prede, sgraffignare bottini, mercificazioni. E per me comunque risulta se vuoi anche cattiva. Ma per me, s’intende.
    I poveri sono poveri. Anche se hanno il cervello, comunque.
    Questa è la legge spietata del mondo.
    E gli States che sovvenzionano la ricerca non sono i modelli cui ambisco, preferisco gli stati dell’Europa del Nord ad esempio.
    Gli States sono i colpevoli dell’abbuffata di queste case farmaceutiche.
    Grazie ancora, Offender.
    (ogni parere discordante è benaccetto, ci mancherebbe, tuttavia rispondere è lecito e anche cortesia)

  6. Emma, lungi da ma l’intenzione di fare a gara. I poveri sono poveri, anche se hanno il cervello, ma i cretini sono cretini anche con le pezze al culo. Inoltre in alcune aree del mondo chi è povero o diciamo poverello e ha cervello molto spesso dalla povertà riesce a uscirne. Se conta qualcosa.

    So che odi gli States, fa parte del tuo credo. Che io non condivido, ma lo sai già.

  7. Non mi sembra, comunque, di aver parlato né di poveri né di cretini, tuttavia se il post non ti sembra interessante puoi dirlo, o forse il “cretini” era per me?🙂
    Quanto all’esempio dell’India cui ti riferisci senz’altro, certo come no.
    Non provo odio per nessuno. Nemmeno per chi meriterebbe.

  8. Ma no daiiiii non prendere tutto alla lettera🙂 Tu hai detto che i poveri sono poveri anche se hanno cervello, ed è vero, io ho solo puntualizzato che non basta essere poveri per essere automaticamente intelligenti.

  9. Mai visto nessuno produrre utili senza che vi fosse altrove, ovunque nel mondo, qualcuno impoverito. Però il post racconta anche altro.

  10. Beh oggi imparo un sacco di cose, mannaggia la pupazzetta!🙂 Grazie mille, Offender!
    Ho una chicca su una farmaceutica di poco fa e sui suoi satelliti, cretini, poveri loro:
    Lo sciopero di domani paralizzerà spostamenti di campioni di ricerca, ovvio, e chiaramente alcuni centri sperduti, devono saperlo.
    Informata una dottoressa ha risposto: ah io non so se posso conservare il campione in frigo, può chiederlo alla farmaceutica?
    Ovvero: se tirate il filo forse riesco a camminare, disse la marionetta al puparo!

    Ecco, Ramone, grazie di averlo notato!

  11. scusate l’intromissione….che le case farmaceutiche facciano soldi a palate è più che certo e questo perchè se ne approfittano….certi medicinali costano poi un patrimonio e aumentano continuamente di prezzo, resta infine da vedere la validità di certi medicinali….concludendo, associo le case farmaceutiche alle banche, ladri legalizzati

  12. Nessuna intromissione, un parere rispettabile il tuo, NY, e di gran lunga condivisibile!

  13. NY: anch’io sono della tua stessa opinione. Il mio era un discorso più generale, forse c’entrava poco con lo spirito del post, perdonatemi.
    Con Ramone invece non sono d’accordo, non completamente perlomeno. Dal punto di vista algebrico, è ovvio che se qualcuno incassa, qualcun altro ha sganciato. Però se io ad esempio acquisto un computer che mi serve per il mio lavoro, si può dire che l’acquisto mi ha impoverito? Se stasera mi gusto una cena in un buon ristorante, mi sono impoverito, pur arricchendo il ristoratore? In sostanza il mio, opinabilissimo, ovviamente, e personale parere è che il lucro non sia IN SE’ una cosa cattiva, ma è solo una mia opinione.

  14. @emma: scusami, evidentemente non riesco a farmi capire. la mia osservazione era molto semplice e non assolutistica, ho detto: “non tutti i poveri sono belli”. L’ho detto leggendo una tua frase che era: “Ricercatori che hanno deciso di lavorare per 800 euro al mese e che insegnano anche nelle aule di università, tutto compreso. Che lavorano sull’AIDS per esempio, sui tumori per esempio, per salvare il pianeta.”. Ora, secondo me tra chi lavora a 800 euro al mese ci saranno eroi, salvatori del pianeta e cervelloni che fanno quello che fanno per scelta, ma anche perfetti cretini, incapaci, e gente che magari ha cercato di impiegarsi nel privato (farmaceutiche) o all’estero senza successo. Magari per te era ovvio e lo sottintendevi, ho fatto solo un commento che è quello che mi è venuto in mente leggendo il post, come tutti🙂

  15. Non per difendere Ramone, che ha ben altre frecce al suo arco, ma lui faceva un’analisi economistica, non biecamente algebrica.
    Un esempio lampante? Lo sfruttamento dell’Africa del Sud da parte dei coloni Olandesi.
    Se una parte del mondo si arricchisce, inevitabilmente un’altra si impoverisce, a meno che non abbia una fabbrica di soldini e risorse in cantina per sfornarne di nuovi!
    I nuovi ricchi hanno allargato la fascia dei nuovi poveri. E il divario fra di essi è diventato voragine.

  16. Offender, perfetti certini perchè non hanno deciso di arricchirsi personalmente?
    Bah.
    E la fuga di cervelli? Pensi che tutti abbiano pensato al loro lucro o meglio forse al loro lucro cessante?
    Il mio mondo ideale è fatto di gente che pensi a mangiare ma non ad abboffarsi, ecco.
    Il tuo credo sia diverso.
    Rispettosamente.

  17. “Offender, perfetti certini perchè non hanno deciso di arricchirsi personalmente?”

    NO! NO! Ho detto che tra chi lavora a 800 euro al mese c’è sicuramente gente in gamba che ha deciso di guadagnare poco per lavorare in un contesto più etico, ma ci sarà anche gente che non è molto in gamba, io questo ho detto se rileggi! Perché mi metti in bocca parole che non ho detto?

  18. Per quanto riguarda Ramone, il discorso che fai tu a livello di nazioni lo condivido senz’altro di più, e comunque si tratta di opinioni. Sulla varietà e queliatà delle frecce che ha al suo arco, non mi permetto certo di discutere non conoscendolo nemmeno. Comunque penso che non essere d’accordo possa essere interessante, come facevi notare anche tu ieri alla Zaub. O no?

  19. Ma povere case farmaceutiche!!
    Fanno tanto del bene a chi lo sa prendere!!!
    Prendiamo i viaggi pagati di medici ed informatori del farmaco (con famiglia al seguito) in paradisi tropicali!!
    Oh, POVERE casette farmaceutiche!😉
    …mi prendo un alka seltzer!?😀

  20. Ma io sono d’accordo sulle case farmaceutiche Michi! Ma perché non riesco a farmi capire?

  21. Caro Offender, la scelta di parlare di questo argomento e la scelta di sottoporlo all’opinione di qualunque viandante di passaggio certamente comprende anche la varietà di opinioni. Quindi tutte bene accette.
    Michelina, maccerto che ci vuole un alkaseltzer, tuttavia anche qualche suppostina prescritta ai gentili medici e gentili portaborse vari non disdegnerei di darla!

  22. Ho seguito l’interessante dibattito che avete intavolato e mi sembra che piu’ o meno state dicendo tutti la stessa cosa solamente detta in maniera diversa. Diciamo che quel che vale per le case farmaceutiche vale per tutti gli enti, associazioni, societa’ e chi piu’ ne ha piu’ nemetta, dove girano delle grosse a dir poco quantita’ di denare e di potere… logico che perche’ questo accada ci deve essere chi lavora sottocosto perche’ gli utenti possano usufruire del prodotto finale.
    Dona…. forse riassumendo?
    ciao ciao

  23. Grazie Dona, non proprio, non direi, tuttavia rispettabile anche la tua opinione.
    Innanzitutto non diciamo tutti la stessa cosa e ben venga anche.
    Inoltre divido nettamente gli Enti dalle Case Farmaceutiche, se non altro per una miriade di questioni, giuridiche, economiche eccetera.
    Non si tratta di lavorare sottocosto, anzi le farmaceutiche come dico pagano profumato.
    Parlo dei tapini contro di loro, che hanno poco da fare, ma provano a resistere.
    E all’ingiustizia sociale che ne deriva.
    E all’ingiustizia planetaria che ne deriva, per il semplice fatto che un ricercatore che non abbia uno sponsor di quelli privati e danarosi non possa avere i mezzi giusti per portare avanti il suo laboratorio di ricerca, magari universitario.

  24. E., ma che ti prende! Sei aggressivissima. Una bacchetta, presto una bacchetta…

    Un bacio con sole a tutti.

    *.*

    C.

  25. se non sbaglio siamo agli ultimi posti per i finanziamenti alla ricerca sanitaria…sono orgoglioso di aver dato il mio 5×1000 o qualcosa del genere a Veronesi, piuttosto che a quei ******* del Vaticano o dello Stato….
    i medicinali dovrebbero poi essere venduti a prezzi irrisori, sapete che un farmacista con una propria farmacia guadagna quanto un notaio? altro emerito ladrone di questa società?
    una bacchetta anche per me!!!

  26. Offender il lucro non è reato, concordo. Anzi, sinchè si vive sul pianeta è meccanismo inevitabile. Tuttavia, se penso alla ricerca medica e scientifica, alle politiche dei trasporti e delle energie rinnovabili, ai meccanismi di produzione e di accumulo del capitale, alla gestione della cosa pubblica etc. etc. mi convinco che siamo sudditi di una classe dirigente incapace, che ha capovolto i valori del mondo senza che vi siano meccanismi di riconoscimento del merito.
    Sempre più stiamo diventando (secondo me che sono un vecchio autonomo pensatore) schiavi che applaudono la libertà e la democrazia: schiavi perchè viviamo in un paese in cui, prima ancora della libertà di opinione o di informazione, manca la libertà di FARE (non importa se aprire una pizzicagnoleria o accendere un mutuo)e di PENSARE.
    Dico questo perchè frutto delle mie convinzioni e senza alcun intento di polemica o di giudizio verso altri.

  27. Ho come la vaga impressione che facciamo un lavoro simile

  28. Mi piacerebbe intervenire a questa interessante discussione, vorrei avere un’idea buona, un’idea nuova, un’idea bella eticamente ed esteticamente… insomma vorrei avere un’idea.. un’idea mia.. autonoma.. senza le sovrastrutture di qui nel precedente post.. ma mi rendo conto che non ne ho.. e ne prendo atto..!!! Forse abbiamo quell’età di mezzo che ancora ci aggancia alle ideologie del recente passato.. e nello stesso tempo siamo tentati di proiettarci nel futuro… ma con lo zaino in spalla troppo pesante e gli occhi troppo pieni per affrontarlo a velocità necessaria..!! Insomma voglio dire… se analizzo i post non c’è discussione, si contrappongono e si compenetrano tra loro la libertà d’impresa con l’arricchimento indebito, il mito del povero e bello con la lotta di classe..! Ecco vorrei riuscire ad uscire da questo schema.. ma non sò come farlo.. ed è frustrante.. poichè credo che solo quando riuscirò ad uscire dallo schema.. saprò dare un’idea mia..!! Forse proprio questo è ciò che si chiama utopia..!!
    Ma una sola cosa vorrei dirla… perchè sia oggi che domani che dopo domani sarà sempre vera.. arricchirsi sulle spalle dei malati è deprechevole..! Proprio oggi ho ottenuto il Social Security Number Americano, una sorta di nostra cassamutua anni ’70… Ora quindi mi assisteranno per le tasse e con la mia bella AmeX a portata di mano se mi prende un colpo.. forse mi portano anche all’ospedale..!!!

  29. Deplorevole certamente, Ale.
    Non credo di non avere un’idea mia, autonoma, sai?
    Rivendico questa piccola autonomia, almeno nelle mie idee.
    Sono certamente nell’età di mezzo, tuttavia non mi sento così condizionata come dici, fra l’altro nell’altro post eri tu a parlare in modo quasi miracoloso dei condizionamenti che sono “riferimenti” e gli uomini ne hanno bisogno.
    Spero che l’America non ti faccia male ehehehe

  30. Perfettastronza carissima, non so, penso che in ogni caso il lavoro che facciamo non abbia condizionato i nostri pensieri! Un abbraccio caro.

  31. Proprio in questi giorni si parla di Telethon, l’ennesima maratona mediatico-televisiva per la raccolta di fondi da destinare alla ricerca, col mitico tabellone luminoso in cui aumenta vertiginosamente la cifra raggiunta, che di solito supera i 7-8 miliardi delle vecchie lire (ma su France 2, che fino a due anni fa si vedeva anche qui a Milano, la cifra era quasi il doppio).
    Ogni anno, incessantemente, la stessa scena.
    Ma progressi, almeno in Italia, se ne vedono pochini…ergo…DOVE VANNO QUESTI SOLDI????
    Io un’idea ce l’ho…
    Da qualche anno Telethon ha un donatore in meno.

  32. George caro, sinceramente non lo so. Ho avuto a che fare con la fondazione in questione e so solo che i fondi che hanno a disposizione non sono tantissimi. Non giurerei che non li hanno, tuttavia i progetti che mettono in campo sono talmente tanti che i soldi che raccolgono servono a mala pena a tenerli in piedi, senza strafare.
    Il vero problema non è la donazione dei cittadini o comunque dei privati, ognuno fa ciò che può. Quanto i soldi stanziati dal pubblico. Quello resta lo scandalo.
    Grazie mille, come sempre.

  33. Uh che bellina la citazio paninesca. Volevo commentà de sopra che mi era sembrato esteticamente chic, ma son venuta quaggiù. Io sono piuttosto ignorante in materia e quindi dirò cose banali. Ma non addosserei alle case farmaceutiche l’onere e la colpa di un intero sistema decisamente perverso. che gonfia di qua per togliere di la. I farmaci servono, e per farli occorrono soldi, gli stessi che lo stato italiano non fornisce. Gli stessi che purtroppo – perchè a me piacciono molto pure – stanno mandando ner casino il buon vecchio modello nord europeo. Che stanno in rosso nero.

    Ora dirò una cosa provocatoria, ma incazziamoci gentilmente per il lucro sulle cose inutili oltre che sulle cose utili. So benissimo che il mondo delle case farmaceutiche è sciacallesco, ma conosco altrettando bene questo desiderio collettivo di vedere chi lavora per la salute come una specie di santo missionario, che non dovrebbe mangiare, lavarsi manco cagare. E così i medici lucrano, gli psicologi lucrano, e i ricercatori lucrano. E Dio bono almeno arzano il culo.
    (o vedi offender? pe na vorta semo d’accordo, ma nun te ce abbituàPPPP)

    Grazie della citazio paninanza!

  34. Certo parlavo di condizionamenti come male minore.. come riferimenti per non naufragare..!! Come impossibilità di uscita da un modo di pensare comune.. che non significa tutti uguale, ma all’interno di alcuni parametri che sono quelli che la convivenza ci impone se vuoi, proprio per questo chiamo utopia il voler avere un’idea nuova..!!! Io credo fortemente che esista un mondo migliore di questo.. e lo sai.. ma credo che ancora non ci sia un’idea vera nuova sulla quale ragionare e costruire.. quelle che sino ad oggi, sia in materia di economia, sia in materia di politiche sociali, sia in materia di sviluppo globale, sono state messe in opera, hanno portato a questa situazione, dove da una parte c’è il dominio delle multinzionali.. di cui sono testimone, dall’altra c’è un’umanità che resta indietro… senza speranza..!! Come si risolve questo problema ? Non credo sia compito di fondazioni o volontariato o eroismo di alcuni, fare in modo di costruire un’altro mondo..!! Insomma uscire dagli schemi del socialismo reale e da quelli del liberismo imperante.. una sorta di nuovo illuminismo.. una fase di confronto e cambiamento.. ecco ciò che penso sia necessario.. confronto e cambiamento sia dentro noi stessi.. sia come momento sociale, comune, senza pregiudizi.

  35. Voi che conoscete così bene le case farmaceutiche come si fa a lavorare con loro ?
    Sono un laureato in chimica biorganica.
    Che consigli mi date ?

  36. Buongiorno Silvio, non pensavo di far diventare il blog un ufficio di collocamento, tuttavia posso dirti che lavorarci è difficile o facile come per gli altri posti.
    Curriculum, magari con un occhio ad eventuali stage che di solito permettono ad giovani di entrare e farsi conoscere.
    Prova a telefonare alle case farmaceutiche chiedendo del responsabile del personale, poi avendo un contatto invii a lui/lei le tue richieste, via mail magari.
    Grazie e in bocca al lupo.

  37. […] tanti ricercatori. Ne ho parlato in un post che vi invito a rileggere se non l’aveste fatto (qui). Recentemente anche in televisione abbiamo potuto constatare quanti sono i pianeti che gravitano […]


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