SIDA/HIV/AIDS

Il primo dicembre è stata l’ennesima giornata mondiale per la lotta al Virus.
Il punto sulla situazione non è affatto confortante: i casi, dopo una quasi stabilizzazione, sono tornati ad aumentare, le vittime sono le più disparate, checché ne dicano gli “strumenti di informazione”.
Gli africani non sono soli. Così si diceva anni fa quando si pensava che il virus fosse destinato a rimanere prigioniero della povertà e dell’ignoranza in cui vengono lasciate le popolazioni africane. I casi erano drammatici solo fra gli africani, i casi occidentali erano in calo. E si auspicava quindi attraverso le organizzazioni umanitarie di riuscire a debellarlo. Peccato che la maggior parte di esse non consiglino i preservativi, poiché contrari ai dettami della Chiesa.
La ricerca non ha fatto i passi avanti sperati. Lo scienziato, Robert Gallo, co-scopritore del virus, denuncia l’uso spregiudicato di soldi che hanno portato a poco. Tanti vaccini in sperimentazione e nessuno efficace. Secondo lui la ricerca di vaccini succhia i soldi necessari per la ricerca di base, che pare dimenticata da governi ed enti sottoposti che corrono da soli con vaccini singoli e con pochi successi ottenuti.
E si punta ancora il dito contro i governi, che monopolizzano gli obiettivi di ricerca che negano a tutti l’accessibilità alle terapie, che non allargano le opportunità per la gente comune di accedere ai controlli. Secondo lo scienziato, che pure appartiene ad una delle molte scuole di pensiero sull’argomento, dovrebbero essere le università, gli scienziati, i ricercatori tutti a doversi occupare del radicamento sul territorio delle modalità di prevenzione e di ricerca e non invece seguire pedissequamente direttive comuni che rischiano di omologare ciò che per definizione è un mondo fatto di diversità marcate e spesso inconciliabili.
In Italia, per pensare al nostro orticello, i casi sono aumentati di oltre quattromila l’anno. La natura della trasmissione è ancora per la maggior parte sessuale. Il condom resta una parolaccia, mentre anche il governo indonesiano, uno fra i più estesi stati islamici, apre ad una campagna di prevenzione nonostante il no dei suoi leaders.
In Italia, come dicevo, gli enti interessati sono tanti, il più importante è lo Stato stesso, attraverso le sue “braccia”, che stanzia fondi che vengono utilizzati per la ricerca. Ultimamente non si registrano, da nessun osservatorio tanto meno da quello da cui scrivo, particolari cambiamenti, sembra che la ricerca sia in stallo e i vari ricercatori si scambino documenti vari e non più campioni da analizzare. Rimangono pochi focolai di ricerca sul campo che spesso, per ragioni logistiche, vengono tagliati fuori. Parlo dello Swaziland e del Cameroun, che sono fra le nazioni che ospitano centri di ricerca all’uopo. Per trasportare materiale da e per questi centri tocca lavorare tanto in fase di organizzazione, nel contempo però la burocrazia interna non si è affatto adeguata all’emergenza e spesso, nonostante gli sforzi, rimangono fuori, restano ignorati, per evidente lungaggine e per impossibilità di garantire sufficiente igiene e sicurezza.
Non credo sia necessario aggiungere altro, se non che ci si aspetta serietà nel trattare temi come questi, da parte degli organi competenti soprattutto.
Per dovere di completezza, al di là di teorie che come per ogni cosa spuntano, come quella per cui l’AIDS sarebbe un virus inventato, poiché risulterebbe mai stato isolato e concomitante con altre patologie già conosciute o addirittura che sarebbe stato creato a tavolino dal ministero della difesa della più grande potenza mondiale, eccovi alcuni numeri della ricerca (anche non del tutto aggiornati):

• 120.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus.
• 150 miliardi di US$ sono stati stanziati fino ad oggi nei soli Stati Uniti per le ricerche sull’AIDS.
• più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di miliardi di lire all’anno per aiutare i malati di AIDS.
• alcune decine di miliardi di dollari all’anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci “salvavita” antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western Blot, Viral Load)
• organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS (United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di miliardi di lire per combattere l’AIDS. L’ONU ha chiesto vari stanziamenti di miliardi per affrontare le emergenze.

Qualunque sia il punto di vista, continuano ad aumentare i casi.
Su questo non ci sono teorie.
E continua ad uccidere.
Chiunque.

(E.)

Published in: on dicembre 2, 2007 at 4:05 pm  Comments (9)  

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9 commentiLascia un commento

  1. Purtroppo , in questo momento storico, tutto è un’opportunità,tra questo anche le malattie..!
    Insomma ciò che si chiama indotto, ne muoiono migliaia, ne sopravvivono migliaia grazie all’indotto.. è atroce ma è così..!! Cosa possiamo fare per interrompere questo perverso loop ?! per modificare questo giro vizioso, per farlo divenire una linea virtuosa ? credo che quando si parla di malattie, come dicevo nel precedente post, bisognerebbe davvero riuscire a saltare il fosso.. ad entrare nella dimensione più edificante per un essere umano, quella del dono…!!
    Intanto, aspettando che le coscienze facciano il loro corso, se abbiamo rapporti occasionali, facciamo che siano davvero un momento di espressione di noi stessi.. un momento anche di trasgressione e godimento se vogliamo.. ma Dio mio… Usiamo il PRESERVATIVO..!!

    Have a Nice Week

  2. Quella del vaccino è una storia strana. Nella comunità scientifica non ci crede quasi nessuno che possa diventare realtà. Si dice che molti dei fondi destinati al vaccino siano in realtà utilizzati per altro. Così perlomeno mi dice un conoscente di professione infettivologo.

  3. (infatti ho detto che stando alle mie fonti, i fondi sono utilizzati ultimamente per scambio documenti, questo risulta a me, non infettivologa eheheh)

  4. Come tante altre cose, riguarda tutti noi, ma proprio tutti. Eppure, come per tante e troppe altre cose, abbiamo la tendenza a sottovalutarle.
    Nel nostro piccolo, non taciamo, proteggiamoci e proteggiamo. Basta poco. Chissá in quanti che passano a leggere i blog non hanno mai fatto il test per l’HIV…eppure é ANONIMO e GRATUITO…

  5. hai ragione Ste, ma credo che per averlo gratuito devi andare in un reparto speciale dell’ospedale. IO a Reggio Calabria l¨ho sempre pagato e se non sbaglio sui 30 euro…

  6. Gratuito non sempre, Ste.
    Al consultorio a Roma, dove l’ho fatto, sì, lo era.

  7. qui cadiamo in casa. non so nelle altre realtà, ma in Piemonte il test è davvero gratuito.
    buttate un occhio al sito
    http://www.testhiv.piemonte.it, c’è l’elenco di tutti i posti in cui è possibile fare il test. Giusto stamattiva notavo l’assenza di alcuni organi di informazione sull’argomento e mi chiedevo a cosa servono gli sforzi medici, di ricerca, comunicativi se preferiamo dare spazio a corona che va a trovare in carcere azouz piuttosto che ad un argomento così importante.
    Ciao ciao

  8. Hai ragione, e poi tu parli di disinformazione in Piemonte. Prova a immaginare a Locri o a Canicattì, per non parlare dell’ignoranza presente anche tra l’organico ospedaliero: molti ancora ti guardano come un infettato solo per aver chiesto di voler fare il test.

    Davvero, sperimentato sulla mia pelle, e a pagamento.

  9. solo un saluto, devo scappare (mi inseguono)…a domattina!


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