Talee

sottrattivo

Ispirazione improvvisa, dopo una immagine.
Cari lettori, lezioni di botanica applicata.
Mi metto in fondo, e prendo appunti.
La logica dell’innesto, ovvero di saldare una bella pianta in salute su un’altra simile, ha spesso funzione di mantenimento in vita. Si tratta di un trapianto: si prende un bell’organo sano e lo si mette dentro un corpo che senza non ce la farebbe.
La talea invece è un pezzetto di una pianta rimessa a vivere per conto suo, che riprende vita, perchè ne ha le forze.
Perchè ce la può fare.
Gli innesti sono terapeutici, le talee sono darwiniane, spietate e dirette.
Quando si cambia radicalmente, lo dice la parola, non si ha il tempo di mettere radici.
Si mettono dopo, quando la nuova terra ti permetterà di resistere e di farcela.
L’innesto permette di trovare una casina un po’ messa male e di rimetterla in sesto.
Una sorta di ristrutturazione, ma la base, le fondamenta, spesso anche i mobili, rimangono gli stessi. Si porta luce nuova, una nuova mano di colore, tende pulite.
L’innesto forse è l’amore. O forse un tipo d’amore.
La talea è l’innamoramento. Il paracadute aperto sul vuoto sotto. Che se lo apri in tempo è fatta e lanci un urlo di liberazione!
L’innesto è più democratico, perchè produce un cambio di codice genetico, che si adatta alla coesistenza.
La talea è egoista o altruista, dipende dai punti di vista, comunque nel riadattamento utilizza le stesse armi che ha, poi le migliora, col tempo, per permettere alle sue foglie di resistere e al suo giardiniere di rallegrarsi.
Sul giardiniere posso dire poco.
Tuttavia quando incontri una persona nuova, o una vecchia, una persona insomma, non sai se essa è talea o innesto. Nel senso che non sai da dove viene, vedi i suoi occhi, il suo presente che si specchia nei tuoi, anche se la incroci per sbaglio.
E quello ti lascia un sapore. Vedi un colore, ma non sai perchè, ovvero se si è sommato o sottratto ad altri per farti vedere quella tonalità. Quella precisa.
Non sai nulla del suo passato.
E se ti capita di conoscerlo scopri varietà botaniche sconosciute.
Rametti di rosmarino su forti rami di cedro.
O foglie solitarie di platano fattesi albero.
Un mondo che non conosciamo, ma di cui siamo fatti.additivo

(E.)

Published in: on dicembre 4, 2007 at 12:30 pm  Comments (13)  

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13 commentiLascia un commento

  1. Una piccola nota: amore e innamoramento da intendersi, almeno così li ho intesi io, in senso lato.

  2. Credo che lo avessi dentro già da tempo questo scritto.
    Mi è piaciuto molto, anche perché sovente le metafore sono il frutto di una fertile immaginazione, tanto per parlar da contadina.
    E poi, ma questo è un fatto del tutto personale, io sono una “taleara”.
    Spesso rubo pezzettini di piante che incontro in viaggio o per strada e le faccio crescere nella mia casa.
    Quando non ce la fanno me ne dispiaccio, ma piango un po’ più in là per non salar la terra.

    Bella pianta, buone le radici.
    Buona giornata

  3. Il titolo talee nasconde in effetti la preferenza della scrivente.
    Ti ringrazio molto, Cecilia.
    Lo avevo forse dentro, ma lo hai ispirato tu.

  4. talee quale ad un innesto

  5. Molto belle queste metafore anche se sugli innesti ci sarebbe molto altro da dire… intendo dal punto di vista tecnico. Probabilmente si ha un idea di innesto come di ridar vita ad una vecchia pianta, in realta’, dalle mie parti l’innesto viene usato per rendere “mesteghi” (addomesticare) certe piante selvatiche soprattutto piante da fratto (meli, peri, viti,) ma anche fiori soprattutto piante di rose. In questo modo e’ come togliere la vera identita’ della pianta ed e’ un po’ quello che la societa’ cerca di fare trascinando nel suo vortice ogni singola personalita’ appiattendola e talvolta disintegrandola.
    Buon pomeriggio
    Dona

  6. ..e io facevo agraria all’università..

  7. io lavoro con le piante, e la metafora mi ha colpito non poco. bella.

  8. Grazie ragazze, qui è in atto una festa, si beve (ommamma, sono ubriaca alle 16.00!).
    Grazie Dona per la spiegazione, apprezzata e utile.

  9. Dopo tutto non so più se sono una talea od un innestato, ad ogni modo complimenti Emma per il post, e per la festa.

  10. Se tocco le piante, queste muoiono.
    Dev’essere una sorta di contrapasso.
    La mia coda…

    PS. ci sono piante e piante

  11. La sbornia è passata (un rum malgascio, fatto e portato da un malgascio, il festeggiato, coi chiodi di garofano e la frutta, una roba potente e imbevibile, ma l’ho bevuta!).
    Cara perfetta, che pianta sei tu? E che colore hai?
    (accarezzo la tua coda :-))

  12. Non sò che pianta sono, ma ho messo radici un pò quà un pò là, ad ogni latitudine e longitudine… al caldo e al freddo.. ad occidente e ad oriente.. un sempre verde..!!
    o forse, cosa più probabile, non le ho messe da nessuna parte… come quelle piante che non ne hanno bisogno per vivere, che si nutrono essenzialmente dell’aria e la trasformano in tutto ciò che le necessita..!!
    Si ecco.. ho bisogno d’aria… e non di radici.. preferisco la leggerezza del respiro alla solidità della terra..!!

  13. Quindi anche tu sei talearo tendenzialmente, Ale.
    In una ricerchina su internet ho appurato che quindi sei una magnifica Tillandsia (pianta senza radici).
    Se sei curioso vattela a cercare, ti somiglia anche!
    Pare il tuo contrappasso vegetale!😉


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