Omaggio a Giorgio Caproni

Nulla

Luigi Cervoni – Nulla, nel solo palpito d’infinito – Olio su tavola (2004) 

Intendo farvi un regalo prenatalizio.
Una di quelle cose che fanno bene al cuore. Senza pretese, certo, ma con un po’ di dolcezza, visti i dolci che sto mangiucchiando sulla scrivania da ieri, doni arrivati in pacchetti poco colorati e quindi con minore soddisfazione per l’occhio.
Mi piacerebbe soddisfare almeno la vostra vista e poi i sensi impalpabili, quelli che ci portiamo dietro tutti i giorni o che lasciamo dormicchiare, perchè fuori fa freddo e stanno bene sotto le coperte.
Giorgio Caproni. Non lo conoscevo fino a circa 8 anni fa. Sapevo che era un poeta, ma non avevo mai aprezzato la sua unicità sin quando una persona speciale me ne ha parlato e mi ha spiegato anche la sua voglia di riportarlo alla gloria, di farlo conoscere a quelli che non fanno dottorati ad esempio, o a quelli che non leggono antologie del Novecento.
Nato umile, livornese, poi genovese di adozione e di studi, traduttore sapiente di belle opere francesi, maestro elementare, studioso e amante della musica.
Un uomo tormentato, direbbero i commentatori di poetiche nelle critiche letterarie.
Un uomo semplice e complesso direi forse io, sempre non riuscendo a non sfiorare il luogo comune.
La musica nelle sue parole è viva, contiene e trasmette il timbro degli archi, per esempio, ricorda la musica sognata e quella vissuta.
Le parole di chi mi porgeva questo poeta del Novecento furono poche e vaghe. Scoprii presto che i versi di Caproni somigliavano molto a chi me li aveva indicati.
Caproni è musicale come può essere un violino nel silenzio della notte, evocativo dei viaggi e dei sapori come è un viaggio col pensiero su un viaggio passato. Per nulla realistico, per nulla diremmo rosselliniano. Immaginifico rimanendo fuori dal metaforico e dal naturalistico. Anzi quasi denunciando l’impossibilità del poeta e di chiunque di rendere la bellezza.
“Buttate pure via
ogni opera in versi o in prosa.
Nessuno è mai riuscito a dire
cos’è, nella sua essenza, una rosa”.
E passare piano verso la impossibilità del mondo tutto. Dolce e forte, come dice il suo epitaffio. Passare al fatto che «Non c’è il Tutto, non c’è il Nulla. C’è solo il non c’è».
E cercare quindi quell’assurdo e quell’impossibile nelle cose.
“Viltà di ogni teorema.
Sapere cos’è il bicchiere.
Disperatamente sapere
Che cosa non è il bicchiere,
le disperate sere
quando (la mano trema
trema) nel patema
è impossibile bere”.

Un piccolo omaggio anche a chi mi ha fatto conoscere questo livornese.
A chi mi ha permesso di leggere e di capire che il sapore, il colore delle parole può morire e rinascere. E nel timore e nella impossibilità di conoscere il loro destino rimangono sospese.
“Sparire
come un giorno che muore
dietro i vetri”.
(E.)

Published in: on dicembre 6, 2007 at 2:19 pm  Comments (6)  

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6 commentiLascia un commento

  1. certe scoperte da adulti ci ricordano l’entusiasmo di quando da bambini scoprivamo nuove cose, nuovi giocattoli, quando li smontavamo per vedere cosa c’era dentro

  2. spunto o spuntino?

  3. Beh lo spuntino lo sto facendo con queste specialità inviatemi da gentili signori coi quali lavoro, anzi dovrei smettere, troppa cannella e troppe calorie!

  4. Ciao Emmina,
    ciao gentili signori che bloggate nel blog di Emmina e delle sue amiche e amici, ciao amici loro e vostri, io mi chiamo Uno e volevo rispondere al posto del post che è dedicato a un signore che si chiamava Caproni, che nessuno lo omaggia più, solo quando conviene, insomma. Volevo dire a Emmina che non la conosco ma mi piace il suo nome, che è bello veramente, insomma, perchè è come quello della Bovary, solo che è più piccolo; chi inventa questi nomi è Uno veramente simpatico come il signor Caproni che nessuno lo ricorda, insomma, se non quando serve. Volevo dire a chi scrive, cioè non a me, ma a chi scrive in questo blog, che Caproni era un signore che sapeva far leggere i bambini, che quando entrava in classe e quelli facevano confusione lui si metteva li sulla cattedra, e leggeva un libro. Poi quando il più rompiballe gli diceva cosa stesse leggendovici su quel libro, Caproni diceva ch sul libro che leggeva c’era uno che s’era innamorato di una ragazza che però s’era innamorata di un altro e questo le correva dietro in tutto il mondo finchè non scopre le tracce del tradimento allora impazzisce e un suo amico sale su un cavallo alato e gli va a riprendere i senno sulla. LUNA. sULLA LUNA. l’ORLANDO FURIOSO. Bello, no? Che Uno quando ha saputo questa cosa ha detto che Caproni gli aveva salvato la vita. Peccato che ‘sto Uno sembra uno senza nome, che quell’Uno là si chiama in un certo modo, ma chissà perchè ness’Uno se lo ricorda, però pure a lui è successa la stessa cosa di Orlando, ma non è diventato furioso. Grazie Signora scrittrice, lo sa lei che scrive tanto ma tanto bene?

  5. Oh che meraviglia!
    Grazie Gippi, e grazie anche ad Uno, che non lo conosco ma mi sta tanto simpatico lo stesso!
    Mentre te, davvero ancora grazie. Come vedi l’omaggio gliel’ho fatto senza che mi convenisse!
    Grazie ancora per la risposta e per Caproni.

  6. Superb blog! Do you have any tips for aspiring writers?
    I’m planning to start my own blog soon but I’m a little lost on everything.
    Would you advise starting with a free platform like WordPress or go for a paid option?
    There are so many choices out there that I’m totally confused .. Any recommendations? Appreciate it!


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