Delirio

Scene di guerriglia urbana, autostradale ed extraurbana.
L’Italia è in ginocchio.
Morti ammazzati sul lavoro nelle acciaierie e coltelli a serramanico alle uscite degli aeroporti per tagliare le gomme a chi osa passare.
In ginocchio.
Senza latte, senza benzina.
Siamo nulla.
Nulla di fronte a tutto questo.
E loro stanno a guardare.
Guardano ciechi e sordi, mentre si muore e si protesta, mentre si blocca e si è strappati alla vita per soldi.
E la riforma elettorale resta l’unico problema.
Mentre qui non sembra che sia quasi Natale.

In ginocchio nel delirio.
Ingoiando cenere e fumo di tubi di scappamento.

(E.)

Published in: on dicembre 12, 2007 at 12:37 pm  Comments (20)  

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20 commentiLascia un commento

  1. E’ il Cile di PInochet, ecco cos’è!
    p.s.: ho il latte alle ginocchia.🙂

  2. A quanto mi risulta la dichiarazione è del carissimo Bonaiuti a proposito della faccenda delle intercettazioni di Napoli del loro Vate(r).
    Pensa te che roba!

  3. irevolucion!

  4. Certo, capisco, chiarissimo.
    Tuttavia non si può rischiare di essere accoltellati fuori da un aeroporto ecco! Questo no.

  5. Sarà pure il “Cile” ma se lo è di certo non è colpa dei camionisti! (anche se i casini che creano sono tanti)

    Credo tuttavia che per le strade dovrebbe esserci l’Italia intera a protestare anzi, per mandare a fare in c..o sta manica di incapaci parassiti succhiamiliardi che governano solo per i c…i loro!

    Picco sfogo🙂

  6. ma certo!
    Mi viene in mente la regina Maria Antonietta e la storia del pane e delle brioches.
    Ecco, venne decapitata.
    Il fatto è che scetticamente, pur credendo che la rivoluzione serva, non credo che finirà decapitato nessuno e non credo ci sarà nessuna rivoluzione. Solo gente che tornerà a casa con le pive nel sacco.
    E tutti noi più poveri con i mandarini che costeranno come pepite d’oro.
    Solo i cadaveri carbonizzati nelle acciaierie ci son rimasti, solo i poveracci pagano per i padroni dissennati.

  7. @emma la tua mi sembra rassegnazione, io credo che rassegnarsi con la solita scusa, tanto non cambia nulla alla fine le cose peggiorano anche per la rassegnazione, se vuoi farti rispettare spaventali … e loro ci spaventano, dovrebbe essere di tanto in tanto il contrario!🙂

  8. per nulla rassegnata, ma permetti incazzata?
    (comunque benvenuto sul blog, UMI)
    Mi ritiro nelle mie stanze (a piedi…)

  9. @emma non solo te lo permetto ma mi sarei meravigliato se tu non lo fossi, intendo incazzatissima🙂

  10. ora non è che voglio difendere il governo, però, emma, mi sembra che, questa volta, abbiano fatto delle cose.
    si sono mossi, hanno mandato la polizia nelle strade a denunciare i trasgressori, alcuni sono stati arrestati, la protezione civile a portare latte e medicine, hanno convocato e svolto riunioni con le associazioni di categoria, la magistratura ha aperto inchieste penali.
    sembra che i blocchi si stiano risolvendo.
    non so quanto sia utile buttare il bambino con l’acqua sporca.
    è che tutti abbiamo questa sensazione di mucillagine che ci opprime, ma non posso fare a meno di pensare che qualcuno ci sguazzi in questo pessimismo radicale, in questo grigiore imperante.
    se sono tutti cattivi, i più cattivi possono continuare ad esserlo senza dare nell’occhio.

  11. @d purtroppo quello che chiamiamo governo si è mosso, sì ma se si muoveva prima forse tutto sto casino si evitava, ora dire che sono “cattivi” i camionisti mi pare esagerato, secondo me dovremmo riflettere su tutta la situazione e sono convinto che poi tanto male alle fine non saranno, visto che in definitiva sono così importanti per tutti noi forse dovremmo averli ben più in considerazione, il mio piccolo pensiero.

  12. Buonasera, in notturna per leggervi.
    d, ripeto che non contesto (quasi all’imperfetto)la protesta dei camionisti.
    Non si tratta di governo che fa qualcosa contro i cattivi. Il cattivo è al governo, checché se ne dica.
    Questo almeno per la sottoscritta, che tuttavia non crede di essere in Cile e non crede che la gente sia matura per rivoltare la nazione come un calzino.
    Punire i trasgressori dovrebbe essere una regola, tuttavia si puniscono i poveri trasgressori e sugli altri si dice (cito testualmente) “si è alzato un polverone nei confronti del leader dell’opposizione” : un polverone? qui si fanno sempre i conti con chi conta.
    Questo è sempre stato il problema.
    E si rischia che chi ha ragione passi dalla parte del torto perché alzandosi dal tavolo delle trattative poi decide di usare i coltelli per scoraggiare chi è contro la protesta.
    Non siamo maturi, siamo indebitati, soli e davanti ai soliti tiggì che ci infarciscono di vestiti pieni di sbrilluccicanti pepite di idiozia.

  13. @emma io sono sulla tua stessa lunghezza d’onda … gli italiani hanno lo stesso senso critico che ha un girino🙂

    Poi ovvio se la critica tende verso la propria parte allora non è più critica ma gioco di squadra … io comunque non sono un camionista, nel senso che non ho da fare critiche interessate!

    Con tutto il rispetto per chi rischia la pelle e si spacca la schiena tutto l’anno per farci avere l’ultimo Yogurt alla moda!!

  14. non mi riferivo ai camionisti, parlando di cattivi.
    sono una categoria come un’altra, anzi una corporazione come un’altra e pensano ai loro interessi, come tutti, fregandosene altamente dell’interesse collettivo.
    i cattivi (tanto per restare nella metafora) son ben altri così come i trasgressori.

  15. Emma un regalo
    http://www.flickr.com/photos/davidedenova/

  16. @d che i camionisti pensano ai loro interesse mi pare chiaro, del resto anche i politici pensano ai loro interessi … mentre noi tutti che ci lamentiamo per lo Yogurt che scade invece siamo altruisti he? Ci interessiamo delle condizioni della categoria che ci porta da mangiare noo? Noi non pensiamo solo ai nostri interessi vero?

    Loro secondo te fanno i loro interessi e va bene, e noi che vorremmo che non protestassero solo per fare i nostri ti pare giusto?

    Mi pare un po’ contraddittoria e forse un po’ egoista la tua riflessione, ma forse mi sbaglio.

    E sarebbero i trasgressori nel caso specifico, scusa?

  17. ps, grazie per il dono, apprezzatissimo.
    d, purtroppo tutte le categorie pensano ai loro interessi, come tutte le persone. Si tratta solo di riuscire a conciliare i propri con quelli collettivi.
    Come mi spiegava un bravo professore all’università: la legge, e quindi la pena, interviene solo quando le conciliazioni fra interessi privati e collettivi non siano state raggiunte.
    Purtroppo tutti, o quasi, finchè non vengono “beccati” continuano a farsi i fattarelli loro, ecco.
    Questa è anche la differenza fra libertà e libertinaggio.
    Pur essendo convinta, come dicevo anche in altro post, che purtroppo liberi non lo siamo.

  18. è vero, non siamo liberi. lo saremmo se potessimo sempre scegliere la cosa giusta da fare, al momento giusto. avremmo dovuto protestare, far sentire la voce di chi vuole sapere esattamente cosa succede, e non vedere tiggì di panem et circenses.
    vorremmo farlo, ma non possiamo, perchè c’è la spesa da fare, i figli da portare in piscina, il serbatoio della macchina da riempire…

  19. Cara paoletta, lieta tu abbia colto il succo e lo abbia espresso così lucidamente.
    Tuttavia l’incazzatura ci sta.
    Ed è parecchio forte, visto il clima pre-ibernazione in cui fluttuiamo.

  20. era a proposito dell’ultimo dei romantici
    (il link è sul mio blog)


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