Sugo di coniglio grigio di Carmagnola

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Ed eccomi qui, fra una valigia per il fine settimana da preparare e una corsa che è iniziata settimane fa e non so se e quando finisce.
Non la corsa di natale, non le solite cose di cui si lamentano tutti e che poi fanno regolarmente.
Le code, i regali di corsa, i pacchetti.
Quelle sono cose che si fanno anche, ma che se si prendono col giusto sorriso appaiono quasi come una pausa, un’allegra e ridicola pausa da tutto il resto.
Stasera, rientrando dal lavoro, dopo aver rubato due parole ad un amico al telefono, dopo aver pensato con gli occhi chiusi per un attimo a quello che avrei fatto volentieri, cioè un bel niente, ho scoperto un pacco appena giunto. Una di quelle strenne natalizie, che ricevi ogni anno dalle stesse persone. Roba non proletaria, s’intende. Roba che ti si intorcinano le budella solo a guardarla, per quanto mi riguarda.
Dopo il pane rincarato, i posteriori sbattuti in tv, il tiramisù che preparavo che non veniva e rimaneva liquido, che domani farò una figuraccia, io che i dolci li faccio con amore e profumano di amore, ecco il pacco, quello che ogni anno mi fa stramazzare dalle risate.
Si commentava liberamente in due sul contenuto; mentre litigavo con il mascarpone sentivo da lontano declamare nomi di cose strane e rare, nomi di conserve e di mostarde pregiate, nomi di vini che diosaquantocostano! Ed ecco la scoperta, quella del natale. Il sugo di coniglio grigio di Carmagnola. Un barattolo grande poco più di una mano contenente una gelatina gialla con una roba rossa in centro, che dagli ingredienti risulta essere un peperone.
Ecco, io, a parte che sono una nota carnivora (vedi pelle di pane), dopo la prima risata e la dichiarazione di farci sopra un post, ho iniziato a rimuginare.
Come si fa a regalare cose del genere. Perché coinvolgere nella propria mancanza di fantasia borghese chi pensa che il regalo più bello sia vedere il volto della vicina che sorride per il panettone o un fine settimana prenatalizio in campagna senza troppe pretese, senza semplicemente correre, che qui intorno tutti corrono talmente che se ti fermi ti senti un perfetto idiota?
Ebbene, ecco la corsa. Ecco qual è la mia corsa. Quella per uscire dal natale, quella per trovare il silenzio intorno e un sorriso di chi amo senza doverlo incastrare fra una nauseante presa di coscienza sul mondo intorno e una incombenza che come una tagliola leva anche il piacere di due pennette agli asparagi.
Ecco la corsa.
Povero coniglio. Lui sì che correva senza stressarsi.
Lo hanno levato di torno per imbarattolarlo.
E poi il Carmagnola non era il Conte di Manzoni? Ah sì una tragedia. Come quella del coniglio. Ecco che c’entra!
Ah, dicevo, a proposito: Buon Natale!

(E.)

Published in: on dicembre 21, 2007 at 10:51 pm  Comments (14)  

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14 commentiLascia un commento

  1. ah dimenticavo, visto il nome della conserva e visto il post della perfetta direi: corvo rosso non avrai il mio scalpo!

  2. ok, ti tolgo lo zampone e il cotechino dal cesto, lascio lenticchie e L’ anno della lepre di Paasilinna Arto poi però raccontamelo.
    Buon w e.

  3. una società che inscatola tutto, anche gli affetti, le sensazioni. Che sia proprio il silenzio la chiave per aprire la scatola? Per smascherare, ascoltandosi dentro, le tante bugie che compongono i lati della scatola. Auguri di buon silenzio :-))

  4. Il conflitto di classe in un cesto natalizio. Eccezionale🙂

  5. Mi è venuta voglia di digiuno.

    Auguri.

  6. Solo a Carmagnola ci sono conigli grigi? E chissà come sarebbe il sugo grigio di coniglio.

  7. e perchè mai il sugo di coniglio grigio è giallo?
    mi viene in mente il bianconiglio di Alice.
    ti auguro di essere piccola e di passare dal buco della serratura, dall’altra parte dello specchio.
    e, poi, tutto il resto che vuoi.
    D

  8. Sono passata dal buco della serratura, in effetti, d.
    Rientrata per tornare giusto giusto a lavorare.
    Poi di nuovo via per due giorni.
    Vedete perchè parlo di corse forsennate e di nessuna ragione? Tempo fa parlavo del “senso di nessuna ragione” che è tema che torna spesso nelle mie riflessioni.
    Tanti bei sogni per voi.
    Un sorriso a rip, in aggiunta, un “ce l’ho” a davide (il libro l’ho già letto assieme anche al più famoso mugnaio urlante).
    Inchini per tutti, con cestini e senza.

  9. Sugo di coniglio?!?!
    Ehm….
    (togli un pò di ron dal tiramisù, veniva liquido anche a me …
    buona serata, per domani🙂

  10. beh, il tiramisù nonostante i miei timori era buonissimo, è stato spazzolato anche nella quantità industriale fatta.
    il resto, se ho tempo questa mattina, lo racconto (sto lavorando), altrimenti saluto in silenzio.

  11. Forse fosse stata lepre me la sarei anche potuta immaginare a zampettare per le campagne piemontesi…ma il coniglio grigio non posso che figurarmelo in una gabbietta 50×50 a due passi dallo stabilimento di Mirafiori…boia faus!
    Grande Paasilinna…stanotte ho sognato che leggevo un suo romanzo (“Il mugnaio urlante”, che in effetti mi manca).

  12. George, te lo regalo io il mugnaio urlante, anche a me lo regalarono, continuo la tradizione.

  13. Grazie cara, ce l’ho già…devo solo leggerlo🙂
    Bacio.

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