Que viva!

piedra del solFra le terre che non ho visitato e che ho sempre amato, che ha costituito il sogno dell’adolescente che sono stata e sulla quale ho parlato tante volte con amici che hanno avuto il piacere di andarci, alla sua scoperta, c’è il Messico.
La sua cultura, i suoi misteri, le sue spiagge, la sua gente.
Stamattina ho letto di una leggenda Maya del coniglio sulla luna che vi invito a leggere e a proposito di astri mi fa piacere raccontarvi qualcosa sul Sole, o meglio su Sole, nella cultura degli indiani d’america.
Prima che nascesse Sole tutto era buio. Allora la Madre cominciò a pensare che era il caso di correre ai ripari. Fece prima la lucciola, ma vide che non illuminava molto; allora si decise a fare Sole.
Sole viveva con Luna, ma aveva anche un’altra moglie. Era un omuncolo brutto e deforme, ma ciò nonostante un giorno gli chiesero: “Vorresti essere il padre del mondo?” Egli disse di sì e così lo vestirono d’oro; tutto era d’oro: il vestito, la borsa il berretto.
Poi le divinità soffiarono e lo spinsero verso il cielo e immediatamente il buio si ritirò.
Anche la moglie di Sole non era bella, ma le chiesero se voleva essere la madre del mondo ed ella rispose di sì. Anch’ella fu vestita d’oro e soffiata in cielo dove raggiunse il marito. L’altra moglie di Sole, quando vide che Luna lo seguiva in cielo, corse ma non riuscì a raggiungerla, prese quindi stizzita una manciata di cenere e gliela lanciò macchiandola. Per questo Luna non illumina come Sole e ha una luce diversa.
Per i Maya il Sole è Itzamnà, è deforme con le zanne, a forma di serpente, e genera le stagioni, quindi determina la quadruplicità del cosmo; per questo è il signore del numero 4 e il glifo corrispondente è un fiore con 4 petali.
Quando sorge è luce e vita; quando tramonta e rientra nelle tenebre, è buio, caos, morte e si trasforma in giaguaro.
E la sua pietra, la piedra del sol, riporta al nome del Messico, ovvero Tenochtitlan (cactus sulla pietra). Una leggenda azteca narra che i nomadi (Mexica) ricevettero da un oracolo la profezia di cercare un fico d’India con tre rami su una roccia, e un’aquila con un serpente fra gli artigli, sull’altopiano trovarono un lago, ora prosciugato, e si fermarono fondando il Messico e lo commemorarono col calendario, la pietra del sole, che riporta anche come origine linguistica a quell’aquila e a quel serpente.
Nel mio viaggio invece, quello che immagino da sempre, arrivo a CHITCHEN ITZA per vedere finalmente le leggende e gli aneddoti mistici diventare pietra, realtà, come ad esempio quello del tetto del mondo, di Manu, il grande iniziato atlantideo dell’Oracolo del Sole, che per salvare i popoli dalla corruzione li condusse via per preservarli ed ecco il diluvio che lavò e purificò il mondo ed ecco l’Himalaya, il tetto, riprodotto nelle piramidi.
“Questo è il racconto di come
tutto era sospeso,
tutto calmo,
in silenzio;
tutto immobile,
tranquillo,
e la distesa del cielo era vuota.”
Così inizia il Popol Vuh, il “Libro de la Comunidad”, raccolta di miti maya.
E così inizierebbe il mio viaggio, con la mente sgombra.
Dopo il diluvio.
Nelle parole di Josè Emilio Paceco, Agua y tierra:
Es la hora imperceptible en que se hace de noche.
Y nadie se pregunta cómo se hace la noche,
qué materia secreta va erigiendo a la noche.
Mar, devuelve a la noche
la oscuridad que atraes a tu abismo.
Llueve y el mundo se concentra en llover.
El agua se ensimisma.
La Tierra entera se está hundiendo en la lluvia.

(E.)

Published in: on gennaio 10, 2008 at 11:25 am  Comments (15)  
Tags:

The URI to TrackBack this entry is: https://milanovalencia.wordpress.com/2008/01/10/que-viva/trackback/

RSS feed for comments on this post.

15 commentiLascia un commento

  1. L’aquila col serpente tra gli artigli sopra il fico d’India si può vedere al centro della bandiera messicana…ed è l’unica cosa che la distingue dalla nostra…🙂

  2. Ciao, trovo il tuo blog e mi piace. Mi permetto di proporti il mio, se vorrai dedicarmi un pò del tuo tempo ne sarò felice.
    Baluginando…
    http://baluginando.blogspot.com/

  3. Molto bello questo mito, andrebbe approfondito e analizzato, ma anche solo come racconto è significcativo e affascinante. Come quasi tutti i miti delle origini, che affondano nei tempi dei tempi e riescono a trasportare fino a noi (nonostante tutte le potature che la cultura dei monoteismi ha inflitto) i significati reconditi del nostro pianeta.
    Ti consiglio, se non l’hai già letto “Il mulino di Amleto”, di De Santillana (Adelphi), un saggio che ho trovato meraviglioso e illuminante proprio su queste materie🙂

  4. è un mio sogno da sempre andare in messico..solo che ho paura di non tornare +!!!

  5. E’ un viaggio che devi assolutamente fare, ma con calma, sanza tappe forzate. Un volo in arrivo a Città del Messico, uno in partenza da Cancun e nel mezzo almeno una ventina di giorni a bordo di autobus affollati che non si sa né quando partono o quando arrivano. Nell’attesa: la polvere del messico (Pino Cacucci, Feltrinelli). Per me è stato così. Buon viaggio, quando sarà.

  6. Grazie, Emma, per essere passata. La mia brava ragazza, però, non voleva trasmettere pessimismo e rassegnazione, e la luce della luna è stata per lei il raggio della rinascita. Oggi, per l’indennizzo della vita, non è più segregata e l’arcobaleno la protegge. Mi dispiace se ho trasmesso sensazioni negative.
    Spero di incontrarti ancora.

  7. figurati emma!🙂
    i miti e leggende dei messicani originali sono bellissimi, anche nel popol vuh si trova quella storia di come fu creato l’uomo, che e’ nato dal mais.
    nei messicani “moderni”, questi miti e leggende sopravivono e sono parte del suo essere, quello ci fa diventare delle persone un po’ surreali, che crediamo in cose a volte fantastiche e che non molto ortodosse.
    io sono delle “highlands” messicane, cioe’, dell’altopiano, qui abbiamo poco dei maya, che si trovano a circa 2000 km in direzione sudest😛
    sei sempre benvenuta da queste parti!

  8. grande civiltà quella messicana…molte analogie con l’egiziana…eppure nun se potevano vedè…troppo lontani

  9. Mexicanos, al grito de guerra
    el acero aprestad y el bridón,
    y retiemble en sus centros la tierra
    al sonoro rugir del canón.

    Cine oh Patria! tus sienes de oliva
    de la paz el arcangel divino,
    que en el cielo tu eterno destino,
    por el dedo de Dios se escribio;
    Mas si osare un extrano enemigo,
    profanar con su planta tu suelo,
    piensa oh Patria querida! que el cielo
    un soldado en cada hijo te dio.

    E’ UN INNO MOLTO BATTAGLIERO, MA IO LO TROVO BELLISSIMO.

  10. la faccia triste dell’america
    il vento soffia la sua armonica
    che voglia di piangere ho.
    (cit.)

  11. Queste son situazioni di contrabbando
    meglio star qui seduto a guardare il cielo davanti a me.
    (continuo a cit.)
    messico e nuvole insomma.
    ci andrò prima o poi, ma Nic, come dici giustamente, ci vuole il tempo giusto e devo trovarlo.

  12. asta magnana?

  13. buenas dias senorita, meglio vero?

  14. Vai dove ti portano gli eventi, io ho vissuto 5 anni in Mexico e gli eventi mi hanno dato una bellissima famiglia http://www.skatofix.wordpress.com

  15. quiero una vieja que no sea muy mula y una mula que no sea muy vieja!


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: