Coccodrilli e clown

Data una fune, ben tesa, da qui a qui, e dato un ombrellino, ben aperto, con manico affusolato, quanto ci metterà la signorina in gonnellino rosa ad attraversare lo spazio che la separa dalla riuscita del suo numero?
L’indole della signorina non tragga in inganno, ella dimostra a sè stessa principalmente che può farcela e nonostante ogni difficoltà, che non vuole condurre questa impresa per un tornaconto personale.
Salire in alto e osservare da un’altra prospettiva la città sottostante è necessario per ritrovare un silenzio irreale e confrontarsi con le proprie paure.
La città che respira sotto è popolata di coccodrilli, che lamentano occasioni mancate, possibilità svanite. E popolata di clown che cercano di far piangere meno i coccodrilli e di condurli lentamente nello stagno, asciugando le loro lacrime e rubando loro un sorriso narcotico.
La città di sotto voglia essere considerata come metafora del paese in cui viviamo, la signorina qual briciolo di follia a rimanere che ci è rimasta , i coccodrilli come i nostri amatissimi connazionali, i clown come i nostri governanti.
Ecco, dati tutti questi dati, il candidato voglia esprimere con le sue teorie e con le applicazioni delle stesse la resistenza della fune e della signorina e il tempo necessario per percorrere la sua lunghezza, senza desistere e senza cadere.
Buon venerdì, di passione, a tutti, nani, ballerine ed equilibristi.

(E.)

per la musica da ascoltare: qui
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Published in: on gennaio 18, 2008 at 9:50 am  Comments (18)  
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