Il tempo che ci attende

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René Magritte – Il principio d’incertezza

Dopo un viaggio breve o lungo
di fretta o stanziale,
torno a me stessa,
al mio orecchio solitario
che chiede sempre la parola
per avere poi il diritto
di rimanere in silenzio.

Giungo di nuovo
al centro immobile di me,
da dove mai sono uscita
e come un orologio addormentato
vedo l’ora veritiera
contro quella immaginata.

Ed in quel punto, su quella lancetta
si vede la fessura del tempo
quella da dove non serve che muova
le cinque dita di una mano
per coglierne i dolori
o le necessità.

Ho compreso che non ho bisogno
di molte strade da percorrere,
né di tante sillabe esterne,
di tanti uomini o donne,
di tanti occhi per vedere.

Pare basti quel minuto
che si ferma e che precipita
per risolvere ciò che è rimasto inconcluso.
Non importa la tua perfezione,
né l’ansietà disseminata
in polverose direzioni.

Basta scendere a vedere
il silenzio che t’attendeva
e senti che ti arriveranno
le tentazioni dell’autunno,
tutti gli inviti del mare.
E tutto il tempo che ti resta.

(E.)

Published in: on gennaio 20, 2008 at 7:48 pm  Comments (12)