Soffitta

Ho rinvenuto in questa vita innaturale il pentimento di ciò che è stato.
Ho scovato tutto il tempo traslocato, spostato da luoghi in porti, da case a giorni.
Ho scoperto che il coraggio naturale è quello di attraversare i tempi tempestosi
con l’innocenza con cui ci puniamo per le cose che non sono accadute.

(E.)

la fotografia è mia, la musica sotto la foto è stormy weather
Published in: on febbraio 2, 2008 at 5:49 pm  Comments (22)  
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  1. l’importante è che ci sia il sole che entra dalla finestra della soffitta… illumina il pentimento e attira a sé il mio tempo.
    Emma, un pensiero intenso come sempre, che stavolta mi chiama in causa e mi fa riflettere🙂

  2. a volte si sta bene nella soffitta e non c’è polvere. Che sia lì la fonte del coraggio naturale?

  3. “CORAGGIO NATURALE” DENTRO LA SOFFITTA?
    Non so. Le circostanze della vita spesso mi han portato a vivere in “soffitta”.E mi ci trovavo bene.Come un gatto sui tetti che guarda senza esser visto.Ora è anche il mio studio.Scelto.E bene ci stò! Bianca 2007

  4. “Soffitta” fa pensare a qualcosa di più polveroso e più buio. Bene.

  5. la soffitta è un luogo dove ci sono pezzi della propria vita: vecchi dischi, fotografie, pennelli rinsecchiti, pinne e boccagli, libri dell’università, vecchie lucidatrici; un posto dove se ci torni incontri degli oggetti che vedi come per la prima volta, perché non sono gli occhi di chi li ha riposti lì, sono quelli di chi li accarezza e li accoglie senza più la sofferenza del distacco o la liberazione dell’essersene sbarazzati.
    (oltre che il luogo intimo, dove il coraggio e la debolezza si mescolano, e davanti c’è la consapevolezza: con quel bagaglio si riparte, per un altro viaggio)

  6. Nella mia soffitta ci sono cose la cui esistenza non ha altro senso e scopo se non quello di fare da catalizzatori, da “macchine del tempo”. Cose messe da parte “solo per un attimo”, pronte da decenni per essere utilizzate e non lo saranno più. Oppure ricordi veri, di tempi, persone, avvenimenti importanti… solo per me, per noi. A volte mi chiedo che senso ha tenere queste cose, se siano àncore o propulsori per la mia vita, per il mio progresso. mah

  7. Ci hai talento poetico in abbondanza emmissima – se gentilmente smettessi di darti randellate in testa, e infliggerti pensierini punitivi, sarebbe mejo nespà?

    Decorativi si – ma allegri!
    buon lunedi:)

  8. il “coraggio naturale” non esiste, secondo me.
    è una bellissima licenza poetica, ma nella realtà è solo incoscienza.
    il coraggio, a mio parere, sta anche nella volontà di aver una soffitta e di farci un giro, ogni tanto, dominando la paura degli angoli bui, riempiendosi i capelli di ragnatele.
    comunque mi è piaciuto tanto, ‘sto post.
    buon lunedì, poetica donzella coraggiosa.

  9. il significato della poesia, come di un’opera pittorica,sta solo nella mente di chi l’ha scritta o pennellata…dopo questa premessa posso allora dire che ognuno di noi leggendo quello che hai scritto lo interpreta a modo suo….”vita innaturale”, “coraggio naturale”, “con l’innocenza puniamo…”, quando hai scritto queste parole pensavi certo a stati d’animo personalissimi che nessuno di noi può capire se non ce li racconti e spieghi prima che noi si possa replicare..facile quindi cadere in banalità o contrapposizioni…pertanto, prendo così come sono le tue parole e le accetto per quello che sono, belle o brutte…resta solo l’oggettività di una soffitta dove ognuno conserva sè stesso

  10. grazie Zau, le randellate sono necessarie comunque, a volte, tuttavia si può farne a meno, senz’altro.
    d., concordo sull’incoscienza, tuttavia comunque si chiami è parte di noi, accompagna le nsotre passeggiate indietro per permetterci di guardare avanti e riconoscerci.
    NY, chi scrive per condividere non ritiene necessario spiegare (anche se lo faccio qualche volta) cosa intendeva dire nello specifico, ma mette a disposizione la sua fotografia agli altri cosicchè ne leggano ciò che vogliono. Se vogliono.
    buon lunedì a tutti e grazie.

  11. il coraggio di cambiare. coraggioso…
    io sono cambiata ma.
    certe cose non cambiano mai.

    dovresti scrivere un libro. tu.

  12. soffita sfitta???

    bella la casa della foto!!!

  13. prego e buon lunedì anche a te
    ps: più che una soffitta mi sembra una mansarda, ed anche ben ordinata e accessoriata di camino, differenza non di poco conto😉

  14. ho traslocato pochissime volte. Anche quando avrei dovuto non l’ho fatto.
    Non mi son pentita (mi pento poco spesso, e a volte credimi, può essere un balsamo se usato con se stessi).
    Il coraggio è anche quello di affrontare le cose che non accadono, punto.
    che non accadono e basta.
    Non se se è colpa del destino o delle nostre incapacità.
    Non mi faccio spesso domande che non hanno risposte (anche questo è balsamo..o codardia?)
    buona giornata mia cara.
    A Roma, in questa splendida (sempre!) Roma, è uscito il sole.🙂

  15. ERRATA CORRIGE:
    a Roma, piove. Ancora😦

  16. mo’ c’è il sole…

  17. non mi pento mai, anche perchè non credo che siamo padroni delle nostre vite, il coraggio naturale è andare avanti

  18. lavorando giringiro ho traslocato solo poche volte cambiando stanza d’ albergo, di ospitanti, di residence, cabina, rifugio, casermetta migliaia di volte, facendo dell’esser obbligato déraciné una virtù. E chi è sradicato si crea ingombranti soffitte per me sono due grandi stanza studio, una in città e una sul monte ingombre di migliaia di libri. In entrambe si accumulano pipe, abbozzi di radica e d’ ulivo (pipe non finite), quadri non finiti, cd, canne da pesca, mosche per fly fishing, ricordi di cavalli, armi e souvenir, in entrambe due pc ecc ecc. Oramai vecchio le “soffitte” son sempre più prigioni dove rientro sempre meno volentieri anche se piove perchè sto meglio in mezzo ai cavalli.
    “l’innocenza con cui ci puniamo per le cose che non sono accadute.” lo siento mucho!

  19. Riesci persino ad essere più ordinata di me

    (il post sopra non lo leggo, so che mi svelerebbe persino le emozioni del film)

  20. dunque avete preso la soffitta come vi pareva, quella fotografata era una finta soffitta, un abbaino di casa di alcuni amici, non vissuto comunque, scelto volutamente perché bello ma freddo, senza calore di appartenenza
    il coraggio è quello comunque di vivere nonostante tutto, nonostante le cose si lascino indietro, nonostante alcune non si raggiungano mai anche se si vogliono profondamente
    capita di pentirsi ma solo per istanti brevissimi, poi si fa spallucce e si continua
    a riordinare (sono ordinata, ps, tanto, sì) e a mettere via (vero coon, ci sono scheletri nelle soffitte, che passa la voglia di tornarci)
    ma la soffitta è anche immaginaria, un non luogo di sé che torna a coccolarti facendoti sentire a casa in mezzo a cose che non hai e non sono mai accadute.

  21. La soffitta della foto è molto trendy, mi ricorda una a Parigi dove ho soggiornato quattro giorni, troppo ordinata, troppo pulitina. E’ una mansarda. In soffitta c’è più pathos, ci sono polvere, ricordi, vecchi LP,vecchi diari di scuola, le foto dei nonni, i vestiti di quando eravamo piccoli, i cappelli con veletta della nonna e un mucchio di altri tesori. In soffitta c’è odore di cuore, in questa no. E poi la vera soffitta è quella in un angolino della nostra testa, chi non ha una soffitta dove rifugiarsi per ravanare sotto cumuli di ragnatale i ricordi più teneri?
    La soffitta, inoltre, mi ricorda lo spettacolo di Arturo Brachetti, un mito!

  22. che bella soffitta,che bel luogo dove leggere, pensare, scrivere e stare soli coi propri pensieri sotto il lucernario..


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