Sweetheart bus

-la foto è sua-

Credo che nella vita di chiunque ci siano circostanze, persone, incontri, momenti che cambiano tutto ciò che viene dopo, e se ci pensi quasi non riesci ad afferrarli tanto sono parte della vita nel suo tutt’uno.
La vita scorre senza fermarsi a dare un volto alle circostanze, ma dentro restano tutte le immagini, mescolate senza un ordine preciso, ma come quando cerchi in mezzo alle tue cose messe alla rinfusa, se vai a frugare le trovi subito, eccole, riaffiorare così d’improvviso e con una vampata ti portano indietro.
Una delle persone che più contano nella mia vita l’ho incontrata per caso. E poi è diventato il mio migliore amico. Ho trovato in lui le parole che non avevo mai pensato, le storie che avevo immaginato, gli stessi sentimenti e la stessa sensibilità. Le lacrime davanti alle stesse immagini, silenzi pieni di tutto, muti e ricchi.
Con lui ho condiviso tanti viaggi, tante avventure. Con lui ho visto scorrere dal finestrino del viaggiatore tutto il paesaggio e la musica migliore di sottofondo.
Con lui ho respirato gli odori pungenti dei mercati, il salmastro di spiagge abbandonate, il mugghiare del mare d’inverno e la nebbia ad avvolgerti che non vedi nemmeno i tuoi piedi; e sei su un ponte alto, in mezzo al niente.
Con lui ho scattato le foto più belle della mia vita, ho visto i film che hanno più contato, ho camminato più a lungo che con chiunque altro.
Ho scoperto locande e mangiato le cose più buone, bevuto vino al pomeriggio dopo un’insolazione in una cantina in maremma, mangiato mezzo chilo di burrata come se non avessi mai mangiato nulla nella vita sino a quel momento.
Quando lo vedo, quando ritorna dai suoi viaggi, basta uno sguardo da lontano e so già che il tempo che è andato via senza di noi è già dimenticato, già alle spalle, e anche se i fine settimana tutti nostri di follia non so se e quando torneranno, so che tutto quello che abbiamo vissuto insieme nessuno potrà mai portarcelo via.

(E.)

Ringrazio il coon, per il gioco dei ricordi che ha lanciato e, se volete, potete continuarlo anche voi.

Published in: on febbraio 27, 2008 at 11:11 pm  Comments (11)  

Nati sotto il segno dei pesci

Mercoledì da leoni, sotto il segno dei pesci però.
Sfogliando le pagine insfogliabili dei giornali virtuali, ché si è persa l’abitudine di sfogliare quelli veri e li si relega al fine settimana, scopriamo come si guadagnano da vivere giornalisti e ricercatori.
Mi sento sollevata nel sapere che “i pesci sanno contare”. All’università di Padova, non me ne voglia un amico che fa ricerca proprio lì, hanno scoperto questa magnificenza. Il dipartimento di psicologia generale ha scoperto che i pesci solitari messi in un angolo di una vasca tendono a riconoscere i gruppi più numerosi posti agli altri lati e ad aggregarsi appunto ai più numerosi.
Pratica conosciuta come saltare sul carro del vincitore.
Ma, sanno contare fino a quattro pare, perché riescono a riconoscere la differenza solo fra gruppi di due e di quattro, quando si arriva a mettere gruppi di sei o cinque e farli aggregare dimostrano inequivocabili di non riuscire a scegliere.
Qui mi fermo ancora per riflettere. Inizio anche a pensare ai gruppi parlamentari a questo punto.
Più sono i galli a cantare meno si sa scegliere dove posizionarsi per ottenere una poltrona.
Ma, cosa più esilarante quando sale il numero dei pesci aggregati diventano davvero esperti nel contare ad occhio: riescono nientemeno a distinguere un gruppo di otto da un gruppo di sedici!
Questo, dice il dottorando che non cito per rispetto, “ci porta a considerare che i pesci utilizzano una sorta di ‘accumulatore’ interno per individuare il gruppo più numeroso, ovvero stimano la quantità di area che il gruppo occupa”.
Mi chiedo se li abbiano intervistati, se Piepoli abbia fatto le sue rilevazioni.
Detto questo e invitando tutti a riflettere sul motivo per il quale la ricerca sia così un settore di nicchia in italia e porti inevitabilmente molte menti a fuggire dai nostri confini, non solo per motivi di stanziamenti, credo ci sia qualcosa da imparare.
Sono giorni che sentiamo che il PDL accusa il PD e viceversa sul non saper contare.
I punti di distacco sono dieci, no sono sei!
Ecco, direi che ad occhio i punti ci sono.
Per rendersi conto che la similitudine, infelice per i pesci, ci permetta di suggerire all’università di Padova di provare a mettere nella vasca i nostri politici branchiati.
Se si comporteranno come i pesci solitari in cerca di autore allora la teoria che l’uomo discenda dai pesci finalmente scalzerà quella delle scimmie.
E con le pinne, fucile ed occhiali, guarderemo la nostra bella tavola blu contando fino a quattro.

(E.)

Published in: on febbraio 27, 2008 at 7:44 am  Comments (10)  
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