Il sesto giorno extra

Balthus – la rue – 1933

Verso il cammino per le calende di marzo.
Questa giornata è speciale. Il fatto poi sia venerdì e domani si possa dormire la rende ancora più speciale.
Sanremo finisce e non ho seguito nemmeno una canzone tutta intera, il dollaro crolla miseramente e l’euro gli fa un paio di pernacchie (ignorando che se una farfalla sbatte le ali nella foresta amazzonica, una banca crollerà in Inghilterra), si prevedono nevicate dalla settimana prossima, che la primavera ha deciso come spesso accade di saltare il turno, il PD si è definito il partito del lavoro, quindi fra libertà e lavoro pare che non ci manchi niente, la Francia dichiara che non farà più il gendarme dell’Africa, speriamo non la getti nel cestino dopo averla abbondantemente usata.
Il mio omaggio oggi va a Balthus, artista francese di inizio secolo, che nacque proprio in questo giorno un secolo fa. Il quadro che Vi propongo, si differenzia rispetto alla sua opera principale fatta di fanciulle nel fiore degli anni. Con ninfette deformi, nane e bambinoni che evoca quasi Toulouse Lautrec, l’esterno della città sembra un salotto trafficato da estranei, un frammento di cucina in cui le serrande e le tapparelle fungono da mobili della notte. Di lui Walter Benjamin scrisse nel 1938: «La strada diventa qui un appartamento per un flâneur, il nottambulo che tra le facciate degli immobili è a casa propria come un buon borghese tra le sue quattro mura»
Buon fine settimana.
(E.)

Published in: on febbraio 29, 2008 at 9:42 am  Comments (19)  
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