Calma densa

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Innanzi tutto il titolo fa riflettere, come se si potesse dare una corporeità ad uno stato non fisico.
Ma la calma si può anche vedere, certo. Si vede nelle foglie ferme di un albero in assenza di vento, si vede sulla superficie di un lago di montagna in primavera.
E la densità aggiunta fa pensare ad un gorgoglìo che si agita lì sotto, come il lago di Vico per esempio, che nasconde, come tutti i laghi vulcanici, correnti inaspettate.
Oppure come la calma della lava, che scende dai fianchi del monte senza far troppo rumore, portando via con sé, nell’arancio più profondo, ciottoli, case, strade.
E la vita non è calma densa? A volte. Quando regala emozioni che puoi toccare e stringere, sensazioni che non scappano e che hanno un peso.
Veniamo al titolo. Si tratta di una mostra.
Come faccio a consigliare qualcosa che non ho ancora visto?
Si tratta di uno spazio al quale sono legata, come al suo creatore.
Uno spazio nel cuore della Roma artistica, in piena zona Macro.
La galleria, dal 29 Febbraio, ospita una mostra di piccole opere di Bruno Ceccobelli, artista umbro di respiro internazionale, fra il simbolo e la sua rappresentazione, sospeso fra il mito e l’individuo, fra il materiale e il fluido.
L’installazione restituisce questa idea e conduce il visitatore nel viaggio fra frammenti di storia e di sogno.
Non mancherò di farci un salto. Intanto fatelo voi, passanti di passaggio da questo luogo.
E ditemi.
(E.)

qui trovate il link della galleria
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Published in: on marzo 7, 2008 at 10:01 pm  Comments (16)  
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Allibratori

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Special Photograph no. 446. The quartet pictured were arrested over a robbery at the home of bookmaker Reginald Catton, of Todman avenue, Kensington, on 21 April, 1921. The Crown did not proceed against Thomas O’Brien but the other three were convicted, and received sentences of fifteen months each.
Curiosa la vita che si intreccia con il cinema, fra Woody Allen e John Cassavetes.
In un venerdì che ha del miracoloso, con vecchi merletti che spuntano da ricordi di vite di altri e sorrisi sornioni che fanno ben sperare per un po’ di riposo, mi tocca confrontarmi con la scarsa serietà dei giornali, delle trovate elettorali.
Non scommetterei un centesimo su nessuna vittoria, di solito scommetto per scherzo e mi vergogno anche quando mi viene in mente di farlo.
Non che sia moralmente inaccettabile, lo trovo solo stupido.
Rischiare e mettersi in gioco. Questo lo trovo interessante, produttivo, vero.
Puntare due soldi e aspettare che qualcuno si faccia male o cada, che il cavallo si azzoppi, che il fantino si distragga, che il portiere pari al novantesimo, che l’auto esca fuori pista all’ultimo giro, ecco, lo trovo poco interessante.
Ma poi che qualcuno parli del futuro mio e di chi amo, del futuro del mio vicino di casa, del panettiere, del futuro di chi legge o di chi non leggerà, come se si trattasse dell’ultimo inning e il battitore facesse un home run fra il coro festante degli spalti, proprio non mi va giù.
E rimpiango il peggior Cassavetes, nella sua lentezza da nouvelle vague, nel suo tratteggio del lasciare intuire più che del dire, nel suo mostrare distrattamente senza indicare.
Un venerdì di scommesse mancate insomma, almeno da parte mia.
Di desideri qualcuno, ma quelli non hanno quote e non si deve puntare nulla e soprattutto non c’è nessuno che ti dia indietro la posta.
Semmai la posta in palio è un pezzetto di cielo tutto per te, che nessuno possa rubarti.

(E.)

Published in: on marzo 7, 2008 at 8:05 am  Comments (10)