Earth

basquiat_earth.jpg
earth – jean-michel basquiat

In un pianeta in lento disfacimento, in un pianeta in cui gli uomini che lo popolano credono in maniera inequivoca di essere i migliori, i più intelligenti, in questo pianeta qui, posto a caso in mezzo ad altri in un sistema solare qualunque, ci è capitato di respirare e di fare anche le boccacce.
L’unico mondo possibile, a quanto pare. L’unico mondo che ci è dato di sapere.
E nella ricerca spasmodica di cellule che si sviluppino in fretta per permetterci di sconfiggere le malattie, nella corsa affannosa ad accaparrarsi le fonti di energia rimaste, come la gente nei supermercati prima di un tornado, annaspiamo convinti di essere unici nell’universo e soprattutto gli esseri destinati a conservarlo questo universo, a conoscerlo, a scomporlo e a dominarlo.
Se è vero che prima o poi la pacchia finirà, ma nessuno di noi ci sarà, ci si impegna ad immaginare questa fine con i film più improbabili, con asteroidi che precipitano esattamente dove la camera sia pronta ad immortalare la scena.
Il dubbio è che si viva dentro ad un magnifico copione, non scritto da divinità ultraterrene, ma da registi scellerati che cerchino di dirottare in modo che sembri naturale le nostre aspettative, i nostri intimi desideri.
Il premio è ricevere un primo piano, piccolo piccolo, di pochi fotogrammi, ma bastevole per poter dire io c’ero, io ho contribuito.
Sono stata varie volte ripresa sull’accento che pongo sulla libertà di ogni individuo e sul fatto che essa apparentemente esista, che si riduca solo all’apparenza di essa.
La mia visione dell’uomo, in questa era, supera quella platonica della caverna, perché a quell’uomo è concesso di intuire che ci sia alla fine una luce e che la conoscenza e il suo sforzo potranno portarlo a raggiungerla e a tentare di oltrepassare il muro che lo separa dalla verità.
Lo stato di torpore invece non è contemplato in questa visione, non in modo esplicito almeno.
Il torpore comodo dell’uomo in cattività, una cattività che anche se conosce non fa nulla per superare veramente. Starnazza come oca, cercando di dare un senso ai suoi lamenti, osserva l’ombra convinto sia l’immagine e si accontenta.
Immagine dell’immagine, surrogato. Come se urlare la propria diversità possa essere un delitto.
E per paura di diventare fenomeno da baraccone riempie gli spazi vuoti e unisce i numeri.
O cerca in un dio qualche risposta, con domande bislacche e attendendo risposte che si farà piacere.
E il regista di sé stesso taglia con dissolvenza.
(E.)

Published in: on marzo 13, 2008 at 8:36 am  Comments (19)  

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19 commentiLascia un commento

  1. no, amica mia, non sono convinta che l’essere umano, in questa era, sia libero di scegliere il proprio torpore e la propria cattività
    mi rendo conto, ogni giorno di più, che l’errore sta nel misurare l’altro da sè partendo dalla propria prospettiva, ampia o ristretta che sia.
    dimenticando che, al contrario, le prospettive e le basi di partenza sono profondamente diverse e non possono non interferire sulla comprensione e la conoscenza dei fenomeni.
    il che non scusa, anzi, quelli che, presuntuosamente o meno, ritengono di avere ampia visione.
    quanto al mito della caverna, sapessi quante volte ho riflettuto sul fatto che proprio questo luogo, questo ove adesso siamo e scambiamo idee, emozioni, immagini d’immagini d’immagini, ne possa essere la postmoderna manifestazione.
    e la luce riflessa sul fondo, non c’è.
    o, almeno, non riesco a vederla.
    e se spariremo, per caso o distrazione o scellerata regia, non sarà avvenuto nulla di poi così grave, nell’infinita progressione dei mondi.

  2. cara d, mi preme solo precisare che non ho mai detto che si scelga liberamente il torpore, ma che esso sia comodo e riconoscibile, come quando una mosca si posa sul naso e la lasci lì senza scostarla.
    sul resto non so, non credo e non credendo non credo nemmeno alla progressione dei mondi.
    credo in ciò che conosco. e non conosco alcun mondo all’infuori di questo.

  3. le religioni , si sa, servono a questo…ne ho parlato tempo fa e presto ne riparlerò. a presto o musa

  4. nel momento in cui mi accorgo di una mosca che passeggia sul naso e non la scaccio, divento consenziente e sto, comunque, compiendo una scelta.
    secondo me.
    neppure io credo, neppure io so. però vedo il cielo e nel cielo ci sono le stelle e, dicono quelli che guardano il cielo con gli strumenti adatti, attorno a molte stelle girano mondi.
    a questo mi riferivo, forse con termini eccessivamente poetici e poco scientifici.

  5. Emma, tiri il sasso in uno stagno di acquiescenza alla non conoscenza delle grandi risposte (e forse anche delle grandi domande), se è questo il torpore di cui parli. Ed è un torpore (intellettuale) che ci fa però essere attivi e ci fa “fare” nel quotidiano e nell’immediato, ché altrimenti saremmo fermi a pensare e saremmo come i Robot di Asimov quando vanno in loop tra diverse e contrastanti obbedienze.
    Un paradosso su cui si muove il mondo. Forse si muove male, starnazza nello stagno di cui sopra e si accontenta (altri fanno soldi e potere con le domande/risposte al dio, ma è un altro discorso).
    E la dissolvenza, infine, che però può anche essere un modo di transizione…

  6. certo che voi umani siete complicati, noi sorci quando abbiamo la pancia piena siamo a posto

  7. non essendo capce di trovare le parole adatte a commentare torpori, religioni e domande fuori e dentro la caverna.
    posso solo dire che l’unico alieno nel quale io credo è lui:

  8. paga le bollette emma! l’immagine nun se vede!😉

  9. E’ la società dello Spettacolo no?
    Sto col più strocato d’Italia.
    Con Serafina e Augusto Secondo
    attento a non farlo fiventare
    Angusto Scomodo

  10. Si spera tuttavia che esistano luoghi meno preda di torpore (alcuni libri, forse altri continenti), dissento da mp, invece. Per il resto, musa, io l’immagine la vedo benissimo e assoporo la libertà del supermercato. ZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzzzzzzzzzZZZZZZZZZZZ

  11. che è successo a Basquiat??

  12. A proposito di torpore, chiedo scusa ma non posso esimermi:

    http://it.youtube.com/watch?v=V-6TFbcUgXM

  13. questo post mi attizza

    è vero, oggi per esistere si sente il bisogno di uscire dall’indifferenza della località, apparire nelle luci del globale grazie ai nuovi mezzi straordinari – tv cellulari internet – altrimenti ci sentiamo morti o zombie, e un corso di yoga al chiuso di una stanza con altre venti persone diventa un’esclusione, una traversata in solitario peggio di un ospedale frustrante o un manicomio per i pazzi da mandare in malora, un viaggio che non si pubblica e pubblicizza un’esperienza inutile, senza cartoline per i voyeurs. abbiamo sempre avuto bisogno di testimoni, di grandi fratelli, oggi però il mondo è tutto una testimonianza di fattarielli e pezzi di fatti. non condanno la cosa, non c’è un giusto o un ingiusto, ma certi estremismi fanno girare le palle.

  14. Oggi sono andato da feltrinelli e ho visto diverse persone comprare il libro di attalì ed ho pensato che nessuno se lo sarebbe mai filato se attalì non fosse andato da fazio. Allora, il mio primo pensiero è stato come sempre snob: “i soliti pecoroni”, il secondo è stato: “ma certo, la gente cerca, in questo overloading di offerta, un consiglio, una dritta”, che orienti il disorientamento totale che ci dà quello che Desa ha chiamato “il globale” e nel quale ci muoviamo in modo talmente inconsapevole che a volte le anatre che starnazzano al confronto sembrano Kant.
    Questo per dire (per ritornare verso il tema originario) che la nostra libertà è illusoria se disgiunta dalla consapevolezza di cosa/chi/dove/perché siamo.
    C’è chi venderebbe l’anima per la libertà, ma senza anima la libertà a che serve?

  15. come si fa a non quotare la grande misura della
    desaparecida, io con lei non ho mai creduto nel giusto o nell’ingiusto e si gli estremismi sono fuori dal cosmo,
    basquiat è il nostro testimone per lo meno della
    mia teoria ne basta uno per andare avanti, per esempio
    il ragazzo di into the wild mi ha fatto ben sperare per mia figlia.

  16. MI sembra in tema con il post e al discussione sviluppata e quindi lo propongo alla padrona di casa e agli ospiti gentili: http://chinaski77.splinder.com/post/16320101

  17. emma se sei ancora in giro io e gds discutiamo se mettere a nuto Artemidoro, puo essere interessante
    vieni

  18. Congratulation! both of your blog, and this post are high ranked in
    “The top blogs of the day” report

  19. buongiorno, ieri sono sparita, ma stamattina mi sono goduta i vostri commenti con estremo piacere.
    desa, sei ufficialmente deliziosa!
    egine, prometto che non mancherò la prossima sera.
    la scelta di basquiat era appunto nel senso da te espresso.
    mp, bene, concordo, io ho sempre girato nelle librerie cercando di farmi convincere dai libri, annusandoli soltanto.
    (grazie)


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