Maternale

basf.jpg

Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”.

Musicassetta.
Una vecchia BASF.
L’avevo afferrata al volo, credendo fosse vuota. Presa al volo e portata perchè fosse riempita con un po’ di musica.
Appena messa su, distratta, ecco il primo brano.
Tre quattro note e sotto compare una voce.
La voce di mia madre che fa le prove.
Una maternale. Che inizia con “è arrivato, è arrivato”, mentre la musica sale.
La sua voce avvolgente accompagnata dalla musica.
Quella musica e quella voce insieme, in un misto perfetto.
Quella musicassetta per un caso era rimasta incisa anche con la seconda incisione sopra e mi restituiva qualcosa che non avevo mai ascoltato.
La sua voce, le parole di Pirandello, un brano teatrale.
E una canzone che apparentemente non era in sintonia, ma che regalava un tappeto magnifico a quelle parole e alla voce profonda di mia madre che si metteva alla prova, per potersi riascoltare e affinare.
“Spesso mi accade di non vedere e di non ascoltare quello che veramente si rappresenta, ma di vedere e ascoltare le scene che sono nella mia mente: è una strana allucinazione che svanisce ad ogni scoppio di applausi” (L. Pirandello)
Non ho più quella cassetta.

(E.)
sotto la musicassetta la canzone
Published in: on marzo 14, 2008 at 10:32 am  Comments (13)  
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13 commentiLascia un commento

  1. Ci immaginiamo diversi da quello che siamo, un viso allo specchio da riadagiare ogni mattina sul nostro vero vissuto.

    I want a perfect soul (cit.), grande creep.
    un buon giorno.

  2. E’ sempre un piacere venirti a trovare e..stupenda la canzone.

  3. è vero ascoltiamo quello che abbiamo in testa e viviamo le sollecitazioni della realtà. E’ una meraviglia Emma, questa Maternale che tiene assieme passato e presente.

  4. Uh Emma, ci ho avuto un raptus proustiano quando ho visto la cassetta! Io ho una basf così registrata, e ci siamo io e il mio amico Belato Angelico (lassa perde mo’ è un fico spaziale) insomma ci siamo io e il Belatro che fingiamo un’intervista.
    avevamo 12 anni:)
    E si vede che le Basf sono particolari, ma certo il tuo ricordo è molto molto estetico, tiatro!
    Buon uichende:)

  5. vengo ora dal post di bp anche li ricordi nessun
    parallelismo però sono coincidenze, ciao emma bella
    giornata di sole

    ps.da me il post si è evoluto(si fa per dire) con
    un sondaggio per via del new york times

  6. Emma, il tuo racconto è stato per me una porta magica che mi ha fatto ripensare al valore della voce delle persone care, e a quanto io sia stupito dal fatto che dei miei genitori, mancati tanti anni fa, non riesca a ricordare la voce. Non riesco a ricordarla “dentro”, a risentirla. E ho una cassetta BASF con un’intervista che fecero a mio padre… che (proprio per questo) non voglio risentire.

  7. il racconto mi piace e invidio il feticcio BASF perchè purtroppo delle cose dette e scritte e delle voci care ascoltate non ho mai conservato nulla😦

  8. Esprimo anche qui il mio desiderio di intervistare amabilmente i senatori (il coon e l’egine), per tirarne fuori qualcosa di bello, col loro permesso s’intende.
    Il teatro mi ha vista crescere, ho masticato teatro sin da piccola, con maschere squinternate intorno, con accenti diversi, cadenze, matti dovunque. Questo è un pezzo di me che aggiunge una tessera in più.
    La scusa del ricordo di una musicassetta che non ho più, cui pensavo ieri prima di prendere sonno, ha riesumato la passione per certe impostazioni di voce, per le pause, per il silenzio, per l’odore inconfondibile delle quinte.
    Non vi ho augurato un buon fine settimana, quindi lo faccio adesso, sulle note di creep.
    (la settimana prossima preparatevi che tenterò di descrivervi il profumo di un dolce che preparerò)

  9. Così è (se vi pare)!!!

  10. ora mi hai messo in testa creep – stupenda

  11. I due senatori non è che mangiano mortadella a Palazzo Madama eh😀

  12. hai usato la macchina del tempo per risentirla?🙂 come al solito uno splendido post, poi io per questo genere di cose ci sono fatto, anzi mi sono fatto per questo genere di cose!

  13. Basf rosse. Poi Sony verdi. La magia e il divertimento di farsi le copertine delle audiocassette. la meditazione delle scalette.
    Come mp ho un’audiocassetta di mamma e papà, e Creep l’ho suonata decine di volte.
    Grazie dei ricordi Emma, e del post.


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