Il mio concerto

Handmade guitar wood picks

La pasticceria è una scienza, dicono.
Dosi precise e meticolosità.
Sono meticolosa, ma non sono d’accordo.
La pasticceria, come tutta la cucina, è arte.
E io mi diverto con tutto ciò che è arte.
Sento mio ogni suo risvolto.
L’arte figurativa, quella musicale, l’arte in movimento, quella statica.
La fotografia, la pittura, il profumo delle erbette e delle spezie. La cannella, il cardamomo, i colori ad olio, l’acquaragia, la macchina fotografica, le matite colorate.
Tutto questo fa parte della mia vita.
E quindi, eccomi, come ogni anno nel periodo prepasquale ad inondare di profumi e di canzoncine di accompagnamento per occupare le ore di preparazione, il rito divertente e impegnativo del dolce pasquale. Le ordinazioni partono da natale, quindi rischio ogni volta di sfamare il continente africano, ma resisto e, anzi, con rinnovato entusiasmo cerco di fare proseliti, masochista, dei fan del mio dolce pasquale. Che è Il Dolce Pasquale.
La pastiera.
La scelta degli ingredienti costituisce il rito primario, da consumare nei giorni liberi che precedono la preparazione. I limoni migliori, le arance più profumate, la ricotta ordinata per tempo da ritirare all’ultimo momento. Finanche le scatole dove metterle. Le ho cercate sabato scorso in tutta la città approdando a brera in un negozietto in via solferino.
E stasera al mio rientro mi aspetta la serata finale, con un numero impressionante di teglie da riempire e di impasti e di pasta frolla. Dosi fatte ad occhio, ad esperienza.
Il tutto sarà accompagnato dal profumo di fiori d’arancio che farà destare il vicinato (che è allertato per l’occasione e si è anche messo in fila) e renderà il mio viso infarinato più accettabile agli occhi di chi mi vedrà.
Se sentite un profumo forte e fresco entrare nelle vostre case stasera (orario imprecisato, forno permettendo) sappiate che è colpa mia.
Non bussate perché quest’anno siamo al completo.
Sto pensando seriamente di farlo di professione, visto che uomini duri e viaggiatori hanno persino spostato le loro partenze per attendere il mio dono.
Che dite, a quanto la metto una pastiera l’anno prossimo?

(E.)

ecco le mie sei opere: 

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Published in: on marzo 19, 2008 at 8:14 am  Comments (37)