Il liutaio

la foto è mia, il soggetto a roma, zona cola di rienzo 

Costruire su misura qualcosa, farla suonare come si vuole, farla essere con le forme, i colori, la profondità che si desidera.
Oppure ripararla, trovarle asilo di pace e di ristoro.
Se si potesse passare dal liutaio tutti e rimettersi in corda, ritrovare quella luce, quel suono, quella melodia che si suonava prima sarebbe magnifico.
Sono stati giorni un po’ pesanti e di solito quando ci sono mi rintano, non ammorbo nessuno, provo a curarmi da sola per uscire al sole quando il sole possa non farmi male.
E rieccomi timida a cercare i suoi raggi benefici. Nel frattempo qui la primavera sembra volerci prendere per mano, anche se nei giorni scorsi ho visto la neve sull’appennino e ho sentito un vento gelido attraversarmi da parte a parte.
Avrei qualcosa da far mettere a punto, qualche corda da cambiare, qualche curva da limare, se potessi passerei a farmi dare una ritoccata.
Ieri ho trovato sulla mia casella di posta quattro foto di me da bambina.
Un regalo di una delle sei donne che hanno popolato la casa della mia infanzia.
Mi sono riconosciuta e commossa, ho esattamente ricordato che facessi, cosa pensassi in quei momenti e chi avevo di fronte che scattava. Ricordo persino la macchinetta, una vecchia kodak sottile e lunga, una di quelle da borsetta.
Mi è capitato di passare davanti allo specchio ieri, dopo una giornata lunga e difficile.
Avevo gli stessi occhi, ma pieghe diverse e nuova malinconia.
Il liutaio per uomini non c’è, ma ci sono cose che ti rimettono in sesto, senza lime, senza cere e vernici, senza morsetti.
Una mano di colore comunque serve.
(E.)

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Published in: on marzo 27, 2008 at 9:32 am  Comments (25)