Bike

la foto è mia 

Fermare, fermarsi.
Serrare le gambe e trattenere il respiro.
Rimanere in apnea per un paio di lunghi attimi che possano restituirti la genuinità del primo respiro. Bastassero un paio di attimi!
Respirare a pieni polmoni, fingendo che l’aria lì fuori sia fresca e non solo di temperatura.
Rincorrere i raggi del sole in controluce. Vedere il giallo del cielo scomparire e scomparire tutto il resto.
Solo te e il vento. Tutto il resto in una sorta di astigmatismo naturale.
Padroni dello spazio senza contorni.
(E.)

Published in: on aprile 1, 2008 at 11:15 am  Comments (26)  

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26 commentiLascia un commento

  1. tuttosommato quando nuoto è più o meno uguale. a parte serrare le gambe…se non sforbiciassi, colerei a picco.

  2. non pedali a milano, mi pare di capire

  3. Emma, te l’ho già detto, trovo sempre un senso di circolarità in quello che scrivi, stavolta espresso dal e con il respiro, che è il modo che abbiamo per fare nostro il vento e lo spirito. A partire dal primo respiro, il cui ricordo cerchiamo per tutta la vita🙂

  4. Pedala a Milano Bask ma forse de mattima mollllto presto eh:)))
    buon martedi!

  5. @medita in cerchio, stringo.

  6. come ogni mattina quando mi sveglio!!!

  7. è una cosa che faccio spesso anch’io la mattina, appena mi sveglio e scopro che fuori c’è il sole… un respiro profondo e via…

  8. pedalare mi da un senso di libertà e di distacco.
    l’hai descritto nel dettaglio.

  9. non ho tanta nostalgia del primo respiro… tutto insanguinato e grondante umori vari, sta cosa stretta e scivolosa da cui si è appena sgusciati, uno che ti strapazza senza neanche presentarsi… però padrone di uno spazio senza contorni non è male, è un po’ la condizione in cui trovo adesso…

  10. mi trovo

  11. Astigmatismo, eh…

  12. ho usato la bicicletta per rendere un certo senso di libertà, miei cari, non ho affatto descritto il pedalare, ma è bello ci vediate qualcosa che volete voi.
    sono astigmatica, rip, e allora?😉
    uso le mie esperienze per descrivere delle sensazioni, fra cui quando non riesci a vedere i contorni.
    in realtà volevo descrivere la sensazione che si prova quando si cerca di fotografare una cosa in movimento, che sei tentato di stare fermo e scattare ma non devi, devi seguire impercettibile il movimento per poterlo rendere.
    ed è la stessa sensazione in cui ci si trova quando si cercano sensazioni primordiali, come il primo respiro, la prima parola, il primo sorriso.

  13. se lo chiamavi orgasmo andava bene lo stesso

  14. eccolo il mago!
    vero, hai ragione egine.
    consideralo un sottotitolo.

  15. si chiama panning la tecnica di seguire e scattare una foto a un soggetto in movimento, spocchioso vero?🙂
    brava emma bella foto.

  16. LA FOTO è TUA…
    ma la bicicletta?
    sarai mica ladra di biciclette?

  17. è anche paradossale che una bicicletta in highdefinition superi un’ auto nera sgranata
    cmq ribadisco, mi piacciono le tue photo

  18. molto bella emma. Io ci vedo sia il fermarsi che il correre

  19. che strano una bici da Te e una da Pigretta, qualche assonanza su amore e movimento, nel senso che quando si fotografa un amore è già fuori campo o è cascato.
    Ti ho lasciato una musica notturna da movimento interiore. Quieto con brio.

  20. Range Rover sport nero, l’ombra veloce e sfuggente le stà affianco……quello non è pedalare liberi è un rischio, l’obbligo, la necessità……l’inconscio sfuggente di ciò che si è perso per strada.
    P.S.Aprile0802

  21. io sono miope, mi son perso qualcosa?

  22. Pedalare è stupendo. Lo faccio per sport. sia quando sono con la bici da corsa che con la mountain bike cambia la vita. Mi sento rinascere ogni volti e tutto mi scivola via🙂

    Nel nuoto è diverso nonostante l’evasione ci sia sempre da questo mondo.

  23. e scendere a vento su uno dei tanti colli romani la domenica mattina presto?
    wowwwwwwww
    Tez

  24. chi è nato in pianura tende a pedalare a gambe larghe, pigramente LOL

  25. dopo l’osteopata ho dovuto ammettere che erano circa 20 anni che non respiravo più a pieni polmoni, per davvero.
    Dovrei provare ad andare in bicicletta, ma per Roma, altro che aria buona…

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