Maîtres à penser

Marc Chagall – Hommage à Apollinaire – 1911-1912

Interpretare il pensiero occidentale.
Anche orientale, anche trasversale, quello comune.
Ma anche quello non comune, quello che dovrebbe essere, per esempio.
Non ci credo che esistano uomini in grado di influenzare il pensiero contemporaneo.
Berlusconi a parte, intendo.
Mi tocca attingere al passato e sono giorni che ci penso.
Quanto è lontano il mondo che pensa dal mondo che vive?
Sartre, lontano come non mai in questo momento, è stato un uomo catturato dallo spirito di libertà vivo sulla scena del mondo in quanto filosofo, romanziere, drammaturgo, critico letterario, giornalista.
Con le sue lenti spesse, i suoi mocassini senza età, che ultimamente mi ronzano in testa, penso spesso ai mocassini e a chi li porta, sentendomi vagamente in contraddizione perché a volte li amo, altre li trovo stupidi, soli e pigri, e le sue sciarpe, la sua pipa o le sue sigarette, Sartre soleva frequentare i caffè, sia per incontrare amici che per lavorare, ed era anche un uomo di strada e di folla, immortalato spesso in cortei, manifestazioni.
I caffè dove si parlava e non si leggeva frettolosamente il giornale gratuito della metropolitana, i caffè dove ci si ritrovava e si parlava della società, di dove si stava andando e di cosa si poteva ancora fare.
Sartre era senza dubbio uomo del suo mondo e del suo tempo, impegnandosi a vivere in tutte le vite incrociate e in tutte le scelte fatte.
Il singolare universale e la coscienza dell’esistenza.
«L’esistenza precede l’essenza» diceva, e oggi mi viene il dubbio che questa frase sia stata travisata, quasi capovolta nel senso esteriore del termine, come se in questa società sia considerato più vero esistere più che il contenere, il farsi voce di incubi e di necessità interne e dei tuoi simili.
Sento farneticare di sicurezza. Proteggiamoci da noi stessi, prima di tutto.
L’inferno sono gli altri, aggiungeva, e oggi qualche Calderoli potrebbe anche adottare il motto per gli sgomberi dei campi rom.
Gli altri ci fanno essere quelli che non siamo, forse.
Ci fanno aver paura di essere derubati, stuprati, scippati delle nostre cose.
Eppure quegli altri ci danno un senso, ci danno un nome, ci chiamano. Senza tutti quegli altri non saremmo.
E non possiamo scegliere gli altri come si scelgono i giornalisti coi quali fare le interviste.
Gli altri sono noi. Quei noi che non vorremmo incontrare mai in alcuni momenti, quegli altri che proclamano la loro contingenza e la loro esistenza e che costruiscono la loro essenza.
Gli altri, come noi, sono progetti.
Spesso scellerati, spesso ubriachi.
E torno quindi al mondo che pensa e il mondo che vive.
Il mondo che si parla addosso e pensa poco, più che altro. Il mondo moderno fatto di marchi registrati e diritti d’autore e di niente da dire. Un mondo che si protegge offendendo e imprigionando.
Manifestate consenso e non interrompete per motivi di dissenso. Ho sentito anche questo.
Le donne e i soggetti deboli, i valori sociali, i meno abbienti, le ronde e le guardie giurate.
Ci ritengono corpi abbandonati a noi stessi. Uomini abbandonati. Nelle nostre città ci salveremo non pensando ma difendendoci.
Come si diventa uomini?
Chi sono gli uomini? Quelli cui viene dato questo diritto, intendo.
A coloro che volevano impedire allo scrittore di protestare contro la guerra d’Algeria, De Gaulle disse: «Non si imprigiona Voltaire».
Ecco, non siamo Voltaire e nemmeno Sartre. Ma vorremmo vivere pensando e dimostrando dissenso.
(E.)

Published in: on aprile 23, 2008 at 8:15 am  Comments (23)  

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23 commentiLascia un commento

  1. se leggi da me, piena sintonia🙂

  2. vorrei vivere in quei caffè di Sartre! quando penso a lui, lo penso sempre seduto in un caffè con quell’odore di fumo bello e caldo (io fumo e fumo sodo..mi perdonerai)
    una cosa vorrei dirla però: è vero, lo votano, ma credo che gente come Berlusconi non influenzi il pensiero contemporaneo, nè che quella come Calderoli lo faccia, o, mettiamola così,io credo di essere in sintonia con quelli il cui pensiero si sente, se non libero del tutto, almeno non gravato dal peso di quello di quei due mentecatti.
    con quella stessa gente io mi siedo in quei bar lì..quando vorrai un caffè,sarai la benvenuta.

  3. ti faccio un’altra domanda, simmetrica alla tua.
    il pensiero, cos’è il pensiero?
    noi ci possiamo permettere il pensiero, perchè, nella piramide di Maslow, stiamo verso il vertice, non per nostra capacità, solo fortuna.
    e allora, io dico, siamo debitori, abbiamo il dovere di pensare anche per quelli che non possono farlo, perchè intenti a soddisfare altri bisogni, quelli essenziali.
    chi si rivolge alla pancia, eccita istinti primordiali.
    la difficoltà sta lì, fra pancia e mente.
    ma, forse, sono andata ot.

  4. ordunque, le deux magot me sta qui vicino. E’ diventato un posto carissimo, che ha perso senso. Invero vicino vi abita un par di mocassini verde prato che guardo con lussuria, pure, scopro che i mocassini francesi, so teribbilmente duri. E credo anche quelli di Sartre.
    Per il quale ammetto ammetto ammetto, nutro una veramente tiepida ammirazione. Er filosofo va buono, ma il narratore. Uh che Nausea.

  5. Credo esistano molte specie di pensiero e che le diversità, siano spesso abissali, il problema è convivere e non farsi conculcare. A Te Emma, a me, a molti altri Sartre dice, ma per moltissimi è nulla, un incidente ininfluente della storia. Così è per l’arte, che se fa numero vale, altrimenti non esiste. In molte analisi, l’analizzato se frega delle conclusioni. Semplicemente non aderisce e continua imperterrito a fare ciò che gli viene. Non saranno i nostri dolori, le invettive, i distinguo, le comprensioni, che muteranno il pensiero prevalente, questo sarà egemone finchè non emergerà l’utilità del cambiamento. A ciascuno la sua funzione:chi riesce a pensare e a capire come mutare il pensiero non condiviso, è arruolato. Lo deve fare. Pena l’insoddisfazione, il cinismo, l’indifferenza. Ma non basta se quel pensiero non scende dall’élite, se non si contamina e mescola con il pensiero pratico. Come posso spiegare a mia madre di non avere paura: la lega glielo spiega. La mia spiegazione deve essere altrettanto efficace e migliore, altrimenti la battaglia è persa. Vivo in una città il cui sindaco, di sinistra, ha fatto cose che io non avrei mai fatto: ha eretto muri, tirato reti. Però adesso sta facendo una moschea per quel 10% della popolazione che è musulmano, nelle scuole le classi non hanno grandi problemi di intolleranza, nelle aziende ci sono molti immigrati regolari. Ne ho discusso nei nostri pensatoi e molto,sono convinto che non sia questa la proposta del pd o della sinistra ma è una cosa concreta, senza ronde e giustizieri. Sento solo un deficit di pensiero, ma non voglio rimpiangere altri tempi, voglio vivere qui e ora. Non mi manca l’ideologia, che certo molto serviva negli anni di Sartre, mi manca il riconoscersi in un ambito che possa aspirare ad essere leader nel pensiero e nell’azione, che elevi e senta la diversità come valore.
    B & B mi preoccupano più per l’inanità che avverto attorno, piuttosto che per il loro pensiero. Come al solito ho detto più del necessario, ma la Tua sollecitazione, Emma, ha colpito.

  6. Mi è tornato alla mente un libro:
    Pino Corrias, Vicini da morire.
    non l’ho ancora letto, me ne ha parlato un caro amico.
    Lo lascio qui..

  7. un post scriptum che mi viene rileggendoti.
    Sartre, già.
    tuttavia preferisco Simone, che gli fu accanto tutta la vita. con tolleranza.
    fra i due, considerando pubblico e privato, penso che l’innovatrice vera fu lei.

  8. il sole di oggi cancella tanti pensieri di pioggia.
    i pensieri di pioggia, a parte il senso meraviglioso dello scrosciare, tendono a rimanere impantanati e le idrovore diventano necessarie.
    a parte questa idiozia iniziale che mi perdonerete, eccomi a leggervi e a desiderare di andare a prendere un caffè con lois per esempio.
    fumo anch’io, poco in realtà, meno di quanto non facessi anni fa.
    medituzzo, siamo in sintonia spesso, vabbè il caffè lo prenderei anche con te.
    d, mai stata più in tema direi: mi piace la pancia, che è la sede di sensazioni gradevolissime, ma voto per la mente. sulla mente di Simone, che dire? credo parli ancora da sola.
    zau, sui mocassini verdi non mi esprimo, sugli uomini che li portano in effetti come dico ho pareri discordanti, quanto a Sartre era uno spunto e comunque è stato un amore giovanile per me.
    willy, come sempre delizioso. Vivo qui ed ora anch’io, solo che non si può prescindere da ieri quando dobbiamo dirci chi siamo.
    davide, grazie per il libro, me lo procuro prestissimo.

  9. non capisco perchè sarte possa vivere tutte le sue vite incrociate e calderoli no, sono entrambi odiosi ed
    ininfluenti se non per un cultura destinata a perdere
    parlo del primo e del secondo aspirante svizzero, ti
    ripeto mi è antipatico ma si sobbarca tutto cio che
    noi non sappiamo affrontare, e se qualcuno cerca di
    farlo viene stupidamente etichettato come sceriffo.

  10. Purché il dissenso sia ragionato e motivato, non per partito preso…

  11. egine, destinati a perdere lo siamo tutti, non credi?
    esperimento, vorrei solo capire chi si erge a giudice della valenza di un dissenso, se è Calderoli, dissento dal giudice del dissenso!
    (ma l’ho sognato solo io che il confronto comunque aiuta a crescere? se desideriamo solo platee plaudenti diventiamo tutti con il lucido da scarpe in testa).

  12. Dipende dal fine Emma. Il confronto aiuta a crescere se chi si confronta é pronto a mettere in discussione se stesso. Altrimenti é uno sconforto.

    E se é un sogno, l’ho sognato anche io.

  13. Sartre….che mito!

  14. siamo diventati i deboli della società, e tutto questo mette ancora più tristezza se pensi che io ancora nutro fiducia nel prossimo e nell’ umanità e non ho chiesto a nessuno di difendermi

  15. … ALLORA DOVREMMO INCONTRARCI al caffé!!
    e non que
    on the air!

  16. oltre quei certi caffè a parigi ci sono quei certi speakeasy a NYC come Chumley’s dove trovi tracce dei tuoi Jean paul e Simone (una mia amica – carmè belly dancer napulitana americana – me ne fece conoscere uno con scrittoi targati anche Francis Scott e Ernest ecc ecc)

    per egine: no no calderoli non può perche ha la faccia come il culo del porco è odioso e bavoso
    sopportiamolo a montecitorio ma per favore lasciamo stare la feccia al posto suo

  17. Tiepido su mocassini e Sartre(ho avuto altri amori). Certo gli altri sono essenziali. Tuttavia non siamo disposti alle durezze a cui siamo chiamati dunque scompariremo. Qui l’aria è elegante, un pò come le parole della sinistra. Parole.
    Postdetto e ripetuto che ciò che penso dell’aspirante prossimo Prez. del Cons. appartiene alla categoria del pessimo. Un pò come la prova che di sè ha dato il governo del centro/centro-sinistra/sinistra/vari per le cui sorti non mi straccio proprio le vesti.
    Mi manda in visibilio la frase “Il mondo moderno fatto di diritti d’autore e di niente da dire” e anche l’abolizione del dissenso e dell’ascolto. Per questo un pò dissento e mi presto a farmi abolire.

  18. so di andare fuori tema, ma con l’inferno mi hai fatto tornare in mente questo brano di Calvino (le città invisibili):

    “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

    non vorrei aggiungere altro Emma, solo un saluto.
    s.

  19. non sopporto chi ha la presunzione di avere la soluzione a tutto, senza nemmeno in quel tutto averci vissuto almeno un giorno, per questo, non mi piace che cerca di proteggermi.

  20. questa sera sono tutta per Calvino.
    mi ha fatto bene ripensare a me e al mio rapporto tutto privato con Calvino che quasi quasi ci scrivo su qualcosa.
    (ringrazio pigretta, quindi, e tutti gli altri, uno per uno)

  21. oddio. mi genufletto al business per un pomeriggio e calderoli e sartre convergono in un’improvvisa esplosione di non senso. i caffé giovanili. eccerto. le delusioni e le depressioni post-parto e post-prandiali. certo.
    l’essenza dell’esistere.
    questo credo spaventi un po’ tutti.
    e un po’ tutti rifuggono.
    però sartre è vintage. bello sentirlo citare. pare adolescenza che scoppia come questo caldissimo pomeriggio emiliano. inatteso. insospettato. inutile.

  22. Calderoli e sartre nella stessa pagina. Meraviglioso.

  23. Questa sera mi sono ripiegata in me stessa.
    Le tue parole appassionate ci rimandano a una verità ineludibile, ma la paura fa parte di noi, è un sentimento spesso irrazionale e insondabile per cui non c’è una risposta unica.


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