Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione

la vignetta è di Ciro

Con questa frase di Longanesi e un paio di riflessioni sull’italiano che si siede, sulle poltrone e sui tacchi del presidente, mi ritrovo al primo maggio a pensare a cosa mi fa ridere, sorridere, a cosa mi fa star bene.
Sorrido spesso, credo sia una forma di paresi, di stoltezza o di consapevolezza che sia inutile fare il muso tanto quello che ti turba non cambia se fai una smorfia o se digrigni i denti. Anzi, semmai si spaventa e fugge via. Il dolore attacca più forte se non si sorride.
Sorrido al sole quando torna, ai colori quando posso vederli, agli amici quando solo penso a loro, agli sconosciuti, perché gratis viene meglio, a chi amo, ché a volte è meglio di una carezza.
Rido quando sento un bambino che ride di gusto, perché è contagioso, rido quando vedo la verità calpestata e ridisegnata che pare quasi vera che quasi quasi ci credi, rido quando posso cantare e non essere ascoltata, rido quando l’amaro non lo sento più, rido quando il posto a sedere lo cedo e mi illudo sia rivoluzione, rido quando il tempo per rialzarsi si trova sempre e le scarpe per camminare possono bastare.
Ringrazio Ciro, la sua catena, chiunque rida e sorrida (sei più sei) e chiunque trovi il modo di continuare a farlo.

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Buon primo maggio.

(E.)

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Published in: on maggio 1, 2008 at 8:24 am  Comments (7)