Sopra Galilei

nella foto una nuvola sopra casa di mia madre

La matematica è pura astrazione: tanto più esatta e vera quanto più lontana dalla realtà.
Sopra di noi la verità quindi, quella che possiede verità assolute e lontane.
E tutti quelli che vogliano farci credere che esistano altre verità assolute, debbono fare i conti con queste nuvole, lontane e perfette, con una matematica della vita che racchiude nella ragione la partenza e l’arrivo.
E il dubbio?
«Una teoria è scientifica nella misura in cui può essere smentita» (Karl Popper)
Ogni teoria.
(E.)

Published in: on maggio 6, 2008 at 7:40 am  Comments (23)  

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23 commentiLascia un commento

  1. Leggendo mi veniva in mente la frase forse più umana e più reale del vangelo, quando Pilato chiede “quid est veritas?”. E’ la domanda centrale, che spinge gli uomini a guardare in su, senza riuscire ad afferrarla e quindi creandosi dei surrogati per i più diversi obiettivi (tranquillità personale, controllo sociale, etc.).
    Il problema è come fare a cercare: strumenti (incompleti e contradditori, quindi forse giusti) possono essere il dubbio e la “follìa”, entrambi metodici e costruttivi…

  2. quello che hai scritto è assolutamente vero. senza possibilità di smentito.

  3. (manca un ‘essere’. o una ‘o’ dovrebbe essere ‘a’. a scelta)

  4. mi basta una pizza…bella la casa di tua madre!😉

  5. offrimi un caffè che oggi sono perplesso!

  6. Lo puó essere in quanto tale, ovvero per definizione.
    Tuttavia rifletto ancora un po’ sulla scientificitá della veritá.

  7. continuerò domani su questo argomento, intendo svilupparlo perchè lo ritengo interessante.
    per intanto lo stimolo iniziale è che la realtà e la verità non coincidono. (ma dov’è la verità?)
    partire da qui, perplessi, può bastare come inizio.
    (eccoti il caffè, egine)
    sulla nuvola sola prometto di continuare, chè mi sembra un bel continuare.

  8. Lo sai perchè mi sta disumanamente sulle palle Popper?
    Perchè questa faccenda inconfutabile sue della falsificabilità, e della veridicità scientifica, ha fatto assurgere la scienza all’unica forma utile di conoscenza e di esplorazione del significato.
    Il post è bello e secondo me la nuvoletta che io trovo tutta narrativa a Popper ni ci fa na pernacchia.

  9. Non è un caso che i matematici sappiano spesso suonare uno strumento musicale.

  10. la verità è relativa, la realtà soggettiva.
    non tutto, a mio parere, è dimostrabile sulla base di formule matematiche.
    c’è un’area che appartiene all’indicibile, di cui la ragione occupa una minima parte.
    ecco, mi domanderei piuttosto, cos’è la ragione?
    è davvero ciò che ci distingue dagli altri animali?
    e in che misura?
    bello spunto di riflessione infinita.

  11. lo dico spesso (rubando la frase a Franci)..
    …oltre le nuvole,o se possibile ancora un minuto più in là…

  12. Credo che sia necessario parlare della percezione e penso che ci stiamo ficcando in un nido di vespe, con il relativismo come via d’uscita. Ma questo non piace al papa, che si fa?

  13. La matematica è solo uno strumento di indagine e conoscenza, come la filosofia del resto e altre scienze.Credo che l’assoluto sia da cercare nelle ipotesi infinite offerte dalla scienza, nel loro poter essere capovolte e rivedute senza sosta…non è assolutamente grande tutto ciò?
    Cos’altro c’è da cercare?
    Se dio esistesse avrebbe laa forma duttile e rivedibile della ricerca: ci sarà sempre una nuova versione del conosciuto.
    laicamente ispirata, Tereza

  14. Le mie Nuvole sono […] quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica; sono tutti coloro che hanno terrore del nuovo perché il nuovo potrebbe sovvertire le loro posizioni di potere.

  15. quella nuvola da sola mi e’ piaciuta molto emma : )
    la matematica mi piace un po’ meno, non sono mai stata molto brava… anche se ho dovuto fare 3 semestri di matematica per ingegneri.

  16. Come detto lo spunto matematico continuerà nel prossimo post, ma Popper o chi per esso sono solo voci, peraltro non sempre condivise, per affrontare argomenti di vita, o per tentare di farlo.
    Sinceramente, lo dico col sorriso, ciò che piace al papa proprio mi interessa poco, invece l’indicibile è senz’altro più interessante, spinge quasi a dirlo.
    Sulla ricerca ovvio sia d’accordo, ho detto tanto e tanto ancora dirò e c’è da dire.
    Quanto alla nuvola sola, è una sorta di macchia in un cielo che pare perfetto, perché la vita è così perfetta nella sua imperfezione.
    Bella e atroce.

  17. io non credo nelle verità assolute. Ma nelle nuvole sì, altroché

  18. Scusa, ma non sono affatto d’accordo sul fatto che la matematica sia “tanto più esatta e vera quanto più lontana dalla realtà”. Diceva proprio Galileo, parola più parola meno, che Dio ha scritto la natura nel linguaggio della matematica. Per dire che la matematica possa essere il modo più naturale di formulare, studiare ed in ultima analisi conoscere le leggi di causalità che regolano il mondo fisico.
    Stranamente, non è mai il matematico o, più in generale, lo scienziato, a pensare che che questa chiave di lettura porti alla VERITA’. Chi si occupa di scienza, infatti, conosce bene i limiti di quello che studia, e se si serve di ogni strumento a sua disposizione per ampliare la conoscenza, non avrà mai la pretesa di arrivare alla verità (che è poi più o meno quello che dice Popper in questa frase). Del resto, non conosco alcuna chiave di lettura del reale che mi ci porti – altrimenti, la avremmo adottata universalmente.
    Tornando al punto iniziale, il successo della matematica nella sua forma attuale è per larga parte legato alla possibilità di descrivere il mondo fisico. La nuvola (bella foto) mi incanta, e nello stesso tempo potrei dare un modello matematico della sua formazione ed evoluzione: ci sono di mezzo la dinamica dei fluidi, le transizioni di stato, lo scambio di calore. Questi due piani sono indipendenti: da una parte la sto descrivendo matematicamente, dall’altra la sto ammirando. Due strumenti di lettura diversi e complementari del reale, nessuno dei due mi porta alla verità, entrambi ampliano la mia conoscenza.

  19. Rob, ti ringrazio per il tuo commento e prendo atto di ciò che esprimi.
    Le teorie le ho prese in prestito, tutte, come dicevo anche in un commento qui sopra; si tratta di tentativi per spiegare qualcosa del reale.
    La verità è una tensione, una ricerca, vana ma stimolante per dare un senso alla nostra vita. Che non si trovi o nessuno ce l’abbia fissata in una formuletta mi solleva. E’ bello continuare a cercare e continuare a sentire le voci degli uomini, scienziati, matematici, poeti, filosofi, che ci guidano verso le possibili risposte. Tanto poi queste voci vengono smentite o non le ascoltiamo nemmeno.
    Ma, come quando guardiamo le nuvole, possiamo guardare a ciò che ci circonda con stupore o con criterio e amare ciò che ci fa essere imperfetti.

  20. I tuoi cieli mi emozionano!
    Grazie.
    Patrizia

  21. Mi sbaglierò, ma l’umanità mi pare il punto comune di un fascio di rette. Uno degli infiniti fasci di rette possibili nello spazio. La nostra matematica, la nostra scienza hanno in comune un assioma latente, questo punto di vista comune da cui traguardare ogni semiretta. E a ogni semiretta corrisponde la semiretta opposta. Il difetto è che ci sfuggono, e ci sfuggiranno sempre, tutte le semirette, con le loro opposte, che si diramano da tutti gli altri punti dello spazio.
    La pretesa che abbiamo come esseri umani di descrivere, simulare, comprendere, subirà a mio parere il limite invalicabile di non poter costituire un altro punto d’incontro, tantomeno tutti i punti di incontro. In sostanza, credo che la nostra matematica descriva l’universo non tanto così com’è (diventa assurdo anche lo stesso “esistere”, perché è una nostra percezione, l’esistenza) ma così come esso è funzionale alla nostra percezione. Ad esempio, al di fuori della raffigurazione cerebrale, gli insiemi non esistono. Siamo noi a formunlarne il concetto, perché è funzionale alla nostra sopravvivenza/evoluzione, in quanto abbiamo bisogno di “raggruppare” e verificare similitudini (un coniglio ci sfama per due giorni, un insieme di conigli per un mese).
    Direi dunque che la matematica descrive una delle verità possibili, più ampia delle verità umanamente percettibili (anche contrapposte) ma anche limitata, posto che non può teorizzare qualcosa di cui tutti sappiamo riconoscere l’esistenza: l’amicizia. O l’odio. O l’indifferenza. A volte anche confusionaria e inconcludente, vedi Goedel e i paradossi matematici.
    Per venire al dunque: sono questi tempi in cui c’è molto smarrimento, e si torna a certe matematiche, che danno l’illusione di far tornare tutto a posto. Si restaurano dogmi, per far tornare certi teoremi, che senza certi assiomi non hanno fondamento. Cercando di dimenticare e di far dimenticare tutti gli altri punti d’incontro di tutti gli altri infiniti fasci di rette immaginabili (!) nell’universo.

  22. Ma sì piXo, hai ragione!
    Concordo che stiamo comodi quando troviamo definizioni. La mia infatti era una provocazione. In ogni caso siamo tutti tentati dallo spiegarci questa realtà in qualche modo e ci aggrappiamo a ciò che è stato teorizzato proprio per non sentirci così smarriti in questo universo di rette che ci attraversano da parte a parte.

  23. Certo, infatti la mia linea è appunto quella di vivere da punto, questo punto, ma consapevole. Da questo punto si dipartono (anche) semirette di razionalità e di sentimento, poco importa se entrambe queste semirette sono due su infinito, e poco importa se gli argomenti di una semiretta si contrappongono a quelli dell’altra: sono tutti argomenti percettibili, se ne può essere consapevoli. Aggiungerei si dovrebbe esserlo, o perlomeno provarci.


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