La porta

(la foto da corriere.it)

Sisma in Cina, come se la natura si ribellasse, bastarda, punendo la gente che poco conta, che non ha voce.
Il boato le raccoglie tutte, queste voci, le moltiplica e le annienta.
La natura ci ricorda sempre, ancora una volta, che siamo piccola cosa, che possiamo poco. Che le catapecchie e le fabbriche possono essere spazzate via senza preavviso, senza che nessuno governo, nessuna misura di sicurezza possa fare nulla.
Piccoli tutti dunque, piccoli i grandi che si interrogano sulle sorti del nostro pianeta, piccoli i sismologi che studiano qualcosa che è più grande e potente di loro, che provano a domare una furia senza ragione.
La furia contro tutto, senza guardare in faccia nessuno.
La contea di Wenchuan, epicentro del terremoto, è proprio nella zona di Aba, teatro nelle scorse settimane delle più forti proteste anticinesi dell’etnia tibetana.
Un caso, certamente.
Ma se si fermassero tutti a pensare che il mondo non è solo una scacchiera dove si decide chi è il più forte e chi deve essere soffocato nel silenzio, forse non sentiremmo questo urlo dissennato provenire dal centro della terra.
Una terra generosa, spietata, ricca, esausta, cieca.
Che chiude la porta.
(E.)

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Published in: on maggio 13, 2008 at 12:06 am  Comments (15)