Contorni

la foto è mia, rubata all’acquario di genova

La questione del mio astigmatismo l’ho già toccata.
Imperfezione comune, che non riesce tuttavia ad inficiare la bellezza del circostante, che rimane semmai appeso, in cerca di definizione. Ma esiste e abbaglia.
Mi spiace di ravvisare la stessa imperfezione anche nel resto del mondo.
Non rimane legata solo all’occhio che non riesce a limitare i bordi delle cose, ma si manifesta nelle emozioni, nelle preferenze, negli entusiasmi.
È quello che vedo quando tutti sono amici di tutti.
Quando i limiti del giusto e ingiusto, del bene e del male, del pro e del contro si sfumano in una insolita mescolanza di colori, di pennellate, viene da chiedersi perchè dobbiamo volerci bene per forza tutti. Perchè ci deve essere questo appiattimento che annienti le nostre differenze, le nostre finalità?
In astronomia l’opposizione dei corpi celesti è una posizione contrapposta di uno nei confronti dell’altro.
Inoltre, in modo del tutto singolare, i pianeti in opposizione sono visibili per tutta la notte, alternandosi lo share insomma.
Quando questo periodo più o meno lungo termina, uno dei corpi celesti tende a confondersi col Sole avvicinandosene pericolosamente sino a sparire nella sua congiunzione.
Non si vive di sola visibilità.
Ma quando guardo il cielo voglio sapere cosa sto guardando.
(E.)

Published in: on maggio 15, 2008 at 9:32 am  Comments (22)  

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22 commentiLascia un commento

  1. tu parli di astigmatismo per confondere le nostre ideee
    gia miopi, io ti dico che il trucco ottico va di moda,
    anche le specchio usano gli scotomi scintillanti, per
    portarci altrove, io mi ribello a questo trend optical
    e metto la testa sotto la sabbia!!

  2. Orco emma abbiamo le stesse ambizioni visive !- come immagino avrai appurato:)
    Mister C invece, per esempio, lui se dice “Pino è cattivo, si sente presto malissimo e ni ci vengono tutte bolle. Lui non riesce proprio a parlare male di esseri umani altri. Io invece, ce lo so che è antipatico e mi contengo. Io però le distinzioni le faccio eccome eh. Anzi, che sono miope diventano massimali. E alle volte, sto semo amichi de tutti mi irrrita.
    Pure in certi soggetti, tra i quali non annovero solo Mister C ma anche l’ottimo marito dell’amica mia Titti La bella, insomma in alcuni soggetti codesta faccenda prende la forma dell’omnia munda mundis, tutto è puro per i puri. E non lo so un po’ mi piace.

  3. miope da abbastanza a lungo. é facile che quando guardi il cielo, non riesca a vedere esattamente quello che sto guardando.
    per niente sfumata, almeno nel vivere, tutto è abbasatanza bianco o nero (o nero azzurro calcisticamente parlando).
    non ci amiamo tutti, non sorridiamo tutti e non piangiamo tutti.
    lo sa anche chi fa finta di credere che invece sia così.
    ..che poi secondo me, sarebbe tutto di una noia mortale..sai che palle a voler bene a tutti?
    naaaaaa

  4. ot. da me ci si lamenta vieni!

  5. Bisogna allineare il fascio e giocare con il wobbler. Questa in teoria sarebbe una battuta, ma temo che sia un po’ troppo specialistica😀

  6. sai Emma, proprio qualche giorno fa pensavo a qualcosa di simile ed un pò a questa faccenda dell’appiattimento. però pensavo anche al fatto che noi stessi tendiamo a circondarci di gente che in qualche modo ci assomiglia, che più o meno la pensa come noi e automaticamente ci teniamo lontani da chi vede le cose all’opposto rispetto a noi. come esempio posso prendere il mondo del blog, è un pò come se si formassero tante piccole comunità di gente che parla la stessa lingua, che condivide molti pensieri e punti di vista, che viaggia sulla stessa linea d’onda. insomma, di solito interveniamo nei blog in cui troviamo spunti d’interesse. ma questo non vuol dire che i contorni si sfumano o che le identità si annullano, credo voglia semplicemente dire che i contorni si intrecciano e le identità si arricchiscono. Certo, forse ci arricchirebbero di più i pareri contrastanti e le opinioni molto più divergenti ma, pur restando sempre aperta al confronto e all’accettazione della diversità, io mi chiedo chi me lo fa fare di rovinarmi il fegato andando a cercarmi lo scontro?

    però ora mi viene il dubbio che tu non intendessi esattamente questo…

  7. Credo sia il cruccio della concordia da compromesso..!!
    Un pò la malattia… un pò la cura..!!

  8. Come al solito interessante la pigretta che ha visto uno dei punti dai quali sono partita per scrivere le due righe qui sopra.
    Lo spunto a questo post viene da due argomenti in effetti: da un post della zauberei, o meglio da un mio commento ad un suo post, e dai tentativi annacquati, direi inesistenti, della opposizione al governo in carica.
    Parlarsi addosso non è produttivo. E’ necessario, per poter crescere, avere interlocutori sani e liberi che contrappongano le loro idee, le loro visioni del mondo alle proprie.
    Chiaro che la selezione che facciamo tutti è di avvicinarci, consciamente o no, a chi ci somiglia o a chi ci appaia familiare.
    Ma trovo sia un esercizio da adulti commisurarsi col diverso e avere il coraggio, le idee, la fermezza, di opporglisi, non per partito preso, ovvio.
    Questo è lo stesso problema che si ravvisa nel panorama politico degli ultimi giorni.
    Politici che ringraziano e che si augurano di poter collaborare, altri che si complimentano e fanno ombre cinesi a forma di struzzo o di cagnolino.
    Crescere è confronto.
    Una delle cose almeno.
    La miopia e tutte le altre patologie dell’occhio ci impediscono di vedere le cose o comunque ce le fanno riconoscere in modo del tutto approssimativo.
    Spesso l’occhio pigro, che non vede il complessivo o che non lo riconosce del tutto, tende a vedere ciò che desidera o a convincersi che la sua frettolosa impressione sia ciò che abbia di fronte.
    (confesso di non aver capito la battuta del rip e me ne scuso).

  9. hai ragione Emma, il confronto è un buon esercizio da adulti ed esige tutto ciò di cui parlati tu.

    avevo vagamente intuito che ti riferissi anche alla questione politica. credo però che in quel caso l’avvicinarsi sia solo finzione, una recita o forse solo puro opportunismo. e mi duole ammetterlo ma oggi lì davvero non vedo distinzione, è non credo sia una questione di contorni ma proprio di sostanza…

    (e per restare un pò leggeri, magari un giorno di questi ti racconto anche della pigrizia dei miei occhi)

    con affetto
    s.

  10. ciauz, oggi è tutto il giorno che mi confronto e qualche volta confesso che mi levo gli occhiali per sfumare i contorni, apposta…
    Ma il cielo lo voglio anche io vedere bene.
    Bella evocazione “circolare”, come al solito🙂
    (mi ri-immergo, a dopo)

  11. la distinzione dei piani di comunicazione e sentimento si è affievolita. Quando sia successo non lo so, ma non troppo tempo fa. Si è demonizzato il conflitto, scordando Eraclito e dando troppo spazio ad Erasmo da Rotterdam, come se fosse possibile essere ad un tempo una cosa e il suo opposto. Poichè per me l’individuo è unico, la confusione avviene quando si pensa che ogni persona con cui veniamo in contatto, non solo è interessante, ma potremmo anche farci l’amore. Hai ragione, non funziona così e i no sono più utili dei si quando non mettono in discussione il rispetto reciproco. L’avversario può diventare nemico, con difficoltà è un amico.
    Bella cosa l’ottica

  12. Beh, sarà la presbiopia in aumento, ma se qualcosa o qualcuno mi si avvicina troppo la mia prima reazione è di allontanarmi per guardare meglio. Il che, per quanto mi riguarda, ha un valore anche in senso metaforico.
    Strana e sospetta, dopo anni di vita politica basata su scontri per lo più idioti, questa sensazione che si apra una stagione di grande cooperazione. Ho il sospetto che le menti non siano cambiate (sicuramente, non in meglio), e quindi che ci sia una bufala in arrivo.

  13. Cara Emma (posso dirti cara?) fai bene a scrivere “sottovoce” quello che hai postato oggi, c’è gente in giro che non si deve accorgere che sei una pensatrice che si sforza di rimanere libera. Le scomuniche sono una specialità catto-giacobina en Italie.
    Questo per dirti che anche io (eh sì mi approprio del tuo pensiero e ti attribuisco il mio🙂 ) ho l’impressione che questo fare fronte comune della peggiore destra (i detersivi Fini-Berlusconi-Bossi) con la peggiore sinistra (Fassino-D’Alema-Veltroni) serva a meglio gestire l’emergenza democratica del nostro paese. Però ammetto: diciamo subito che non capisco un cazzo.
    Quanto al confronto, ho imparato che uscire dal coro ha un prezzo che viene sempre pagato ma serve ed è bello e utile, per la nostra dignità di esseri umani, anzitutto. Insomma sì. Infatti ho detto la mia come puoi leggere.
    Grazie per lo spazio e per il tempo e per il rapporto spazio-tempo ehehehehe!

  14. Buonasera, premetto che oggi non sono, come dire?, di umore da amenità e nonostante io cerchi di scrivere cose in cui si possano intravedere gli umori del mondo, spesso si intravedono anche gli umori miei, che in quanto particolari hanno poca importanza o comunque sono poco interessanti.
    Riprendo dalla pigretta che ha detto chiaramente che nessuno ci chiama a cercare lo scontro, che ci fa male il fegato a cercarlo.
    Non posso essere d’accordo.
    Il confronto, come dicevo, è necessario e, se porta allo scontro, va bene lo stesso. Meglio scontrarsi che diventare pecore o peggio annuire quando vorresti dire al tuo interlocutore che sei stufo di sentire le solite vecchie cose e che vorresti anche una buona volta sentire qualcosa di sensato e di concreto.
    Lo scontro quindi serve, perché costruire sul già costruito rischia di creare mostri architettonici, ristrutturare, laddove si possa, o demolire per ricostruire invece trovo sia più chiaro, più giusto, meno ipocrita.
    Il cielo lo voglio poter distinguere, medita, sì, voglio poter vedere le stelle ben distinte, sapere che hanno un nome e posso riconoscerle.
    Quanto ai no, willy, dobbiamo iniziare a ridare loro la dignità che hanno perso in questo mondo diluito. Che è fatto solo di mediazioni perverse che portano a non far cambiare mai le cose.
    Rob, il sospetto di cooperazione lo fotografa bene Ramone, quando dice appunto che il fronte comune è un éscamotage per dare una risposta (qualunque essa sia, basta che sia una risposta, anche se non risponde a nulla) alla domanda democratica, come se fosse una questione economica quasi di offerta e di domanda e di ristabilimento del trend giusto.
    Peccato che la produttività in questi casi si misura a suon di gente buggerata più che di risultati veri e propri.
    Ed è inutile fare anche le vittime, perché in fondo, se siamo noi stessi che ci risparmiamo nel confronto, il confronto stesso sarà un’illusione, come illusione è la democrazia.

  15. Sono d’accordo sul fatto che è quantomeno salutare non voler bene a tutti

  16. un saluto all’astigmatica fumatrice

  17. Questa democrazia è una rappresentazione teatrale. Né più né meno. E la democrazia dei blog è un monologo infinito, una finzione autistica.
    Però una comunità è rassicurante, per tutti. Tutti vogliono una platea e una comunità. E tutti una parte.
    La paura di perdere tutto, di perdere questa opportunità di essere, forma una condivisione spesso banale (e, su questo hai ragione, assolutamente inutile), clan indivisibili, adesioni acritiche e osannanti.
    Non le amo. Ma, in verità, non credo di avere abbastanza energie per intervenire e spesso preferisco leggere, anzi assistere, silenzioso.

  18. è parente stretta però tropicale della nostra donzella pavo
    vive fra stelle marine, stelle serpentine, ricci di mare, dollari della sabbia, gigli e cetrioli di mare, spia i polpi sperando in qualche briciola del loro pasto a granchi ma ne è attratta molto meno del serrano scriba

  19. Bello questo affresco subacqueo dello skuba coon!
    Ho paura della comunità rassicurante, Gds. E so che le energie le hai, le sento tutte.
    Saluti anche alle donzellette, tess e desa, che se le chiamo ancora donzellette non mi rivolgono più la parola😉

  20. ho la vista lunga e non son astigmatico….come il sole

  21. emma, allora ti racconto un aneddoto.
    Io ho frequentato una scuola essenzialmente maschile, perché si studiava elettronica. Eravamo quattro ragazze in tutto l’ istituto ( oggi non è più così fortunatamente ). Ebbene la nostra prof di Italiano ci chiamava donzelle. Quindi mi è più che familiare, don’t worry

  22. per quello che vale quoto gds, in fondo siamo sempre noi la nostra piccola comunità, mai veramente soli,
    se mi rimprovero qualcosa è proprio quella non esssere
    mai solo, parlo solo per me emma


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