Circus

In questi giorni ho prodotto quasi solo monosillabi. La mia vita attraversa una di quelle fasi in cui si deve fare così, altrimenti le parole scappano via tutte, inorridite.
Giorni straripanti di pioggia e di grigio, notti interminabili e giornate sfocate e affollate, come scatole di sardine affumicate.
Colonna sonora, si fa per dire, una riflessione permanente.
La sinistra che ci è rimasta, quella che si professa tale, non è nulla, è solo il fantasma di sé stessa.
Ascolto, mentre mi muovo in cucina la sera, fra pentole e miagolii immancabili, parole che il senso lo hanno perso negli anni cinquanta o sessanta. Argomentazioni inesistenti, contrapposizioni senza costrutto, vuote come cartoni del latte abbandonati sulle strade di Napoli.
Rotola via la nostra storia, mentre i miracoli di San Gennaro sembrano possibili e vogliamo crederci, come se restituissero certezza a tutto il resto, che ci manca, che ci è stato portato via, che ci è stato promesso e che troppe braccia conserte hanno osservato.
La prima casa, i mutui, i pacchetti vari, i sacchi portati via, i militari, i reati di questo e di quello.
Tutto questo, come una grande rimonta dopo otto a zero e nemmeno l’ombra di un’ombra decente. Del resto il sole non c’è. E le ombre di solito fanno paura. E invece si vede solo l’ombra di nasi da clown e di parrucche.
E il mio naso all’insù, come foca ammaestrata.
Con le zampe che sbattono le une sulle altre a mo’ d’applauso.
Venghino siori venghino.
(E.)

Published in: on maggio 22, 2008 at 10:15 am  Comments (15)  

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15 commentiLascia un commento

  1. Si abbiamo un po’ tutti questa sensazione. Per esempio coi giornali ei telegiornali. Io mica che riesco ada verci un rapporto sano e normale. Io mi ci avvicino, poi mi allontano (vomito) poi ritorno leggo solo le consonanti.
    Poi accendo la tivvù sento di Napoli colla spazzatura, e mi pare na profezia.

  2. il sole qua tenta l’uscita

  3. c’era un bel cartello ieri a napoli: Iatevenne.
    (come dire, tronate nelle vostre belle case pagate dai contribuenti, o nei mausolei che vi siete fatti costruire da quello (cascella) morto da poco, sfanculate,è ancora par condicio, e daremo apri condizioni: calci in culo a tutti..proprio tutti)

  4. amen (nel senso di conferma con enfasi..)

  5. come dici sembra tutto rotolato via, tu sei giovane…io ricordo quando la sinistra aveva il volto del dolce Enrico e quando noi ragazzini tremavamo per la sorte di Aldo Moro, eppure eravamo solo dei ragazzi…oggi ai ragazzi hanno tolto la voglia di tremare per la sorte di qualcuno? penso di si
    Un abbraccio

  6. Sicurezza: http://it.youtube.com/watch?v=paSM8blKVUI&feature=user

  7. colgo solo l’aspetto positivo, per esempio il suono delle pentole nella tua cucina, quando è che mi inviti a cena.🙂

  8. se inviti gians vengo anchio!

  9. io sento già pure un profumino…che fai per cena stasera emma ?

  10. dunque stasera pasta con cozze e zucchine.
    almeno in cucina regno quasi sovrana.
    un abbraccio.

  11. cozze e zucchine, anche figurativamente si attraggono. Arrivo, passo a prendere egine e tess, e ci trovi a tavola.🙂

  12. Abbiamo voglia d’altro, di non pensare, il circo è nella sua assurdità, l’esempio giusto, perchè nulla di quanto avviene sotto il tendone è riproducibile nella vita quotidiana. Non credo ci sia ancora consapevolezza di ciò che può accadere, nel 1940 c’erano 40.000 antifascisti in Italia, schedati dall’ovra, se Mussolini non avesse fatto la guerra alleato con Hitler, sarebbe morto nel suo letto osannato dal paese. Ciò che è nato con la resistenza stà impallidendo, basta poco. E il quotidiano benessere ci porta verso pensieri quieti e bui, senza rosso colore. Con un gesto sincrono, ingoio parole e lascio che le braccia cadono. mi succede. Poi mi dico: non sono così, non siamo così.
    Buona giornata Emma

  13. La nostra realtà finisce sul limitare della porta di casa, il più delle volte. Penso che sia una condizione umana che travalica i confini. Una sorta di chiusura che ci dovrebbe salvare, invece ci condanna.Non so se i miracoli possono realizzarsi, ma noi abbiamo bisogno di una scossa, senz’altro.
    I venti ragazzi che hanno violentato e ricattato la quattordicenne sono di un paese della provincia di Lucca, la provincia dove sono nata e vissuta tanti anni fa serenamente con qualche dubbio e con qualche idea[le] in testa. Quello che è accaduto mi fa orrore e vorrei che per loro non si trovassero giustificazioni: giovane età, presunta disponibilità, branco acefalo…No, non vorrei che finisse così.
    Un commento confuso, perdonami. Lo sono.

  14. A me quello che preoccupa è che questa aria di liberazione che sento in giro.. insomma.. sembra che la scomparsa di una parte fondamentale di uno stato democratico, cioè l’opposizione, sia la liberazione da tutti i mali…!! Ora finalmente si faranno le cose… non importa cosa.. ma si faranno..!!
    E seppur saranno nefandezze.. (spero di no.. ma l’inizio promette bene su questa strada..!!!!) nessuno se la sentirà di reagire.. per mancanza di forza.. di idee e di capacità..!! La cultura del fare… nella sua espressione più deleteria e populista.. che mai come ora riceve un’adesione compatta e acritica..!!
    Se mai è esistita una sinistra… dalla fine della prima repubblica.. ne è la principale responsabile…!!

  15. Le vostre riflessioni mi fanno pensare che non tutto è perduto, anche se sembrerebbe.
    In questi giorni provo fastidio ad ascoltare la tv, sento sempre le stesse cose e soprattutto debolezza e virilità.
    Sono due sensazioni opposte che percepisco.
    Quando uno stato è debole per non mostrarsi tale espone i suoi gioielli in vista.
    Se questi sono i gioielli davvero l’ippica sembra il mestiere più adatto.
    Un abbraccio a voi.


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