Clan-destino

la foto è di Giancarlo Rado

“…Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad…”

I cecchini piazzati nei punti strategici, a controllo delle porzioni di aria libere, a protezione dell’incolumità delle Personalità. La Nazione ospitante non è responsabile per gli accrediti non dati ai giornalisti. Capi di Stato in successione, sorridenti come fosse una giornata di premiazione e invece si parla di fame, della sempre crescente difficoltà di procurarsi i cereali, i beni primari.
Ma si condanna: non si stringono le mani ad Ahmadinejad.
L’ipocrisia fluttua nelle stanze delle conferenze stampa. Non si può accettare chi voglia cancellare Israele dalla faccia della terra!
Eppure l’Italia e i suoi imprenditori fanno affari con Ahmadinejad e il suo Paese. E nessuno che abbia detto: nessuno faccia affari con questa gente! Questo no, questo non è il caso di dirlo. Non si può. Non c’è tempo per alzare polveroni. Che se ne vada piuttosto e che qualcuno pensi a zittirlo una volta per tutte.
E la scalinata si tinge di nero: nessuno tocchi Israele.
E se in nome di questo delirio morissero tanti iraniani indifesi? Se gli Stati Uniti, sull’onda di questo consenso sdegnato, aprissero il conflitto tante volte minacciato? Riusciremmo a condividerlo?
E il tempo invece è propizio per dimostrarsi comprensivi e magnanimi, in un coup de théâtre che profuma di Chiesa e di Nazioni Unite.
Una marcia indietro verso la comprensione. Aggravante non reato. Il clandestino non è reo ma se commetta reato si trovi la giusta pena assommandone la componente clandestinità.
La Lega sbigottita, Gasparri balbettante. La calda estate del tira e molla temo abbia inizio. E l’autunno del nostro scontento lascerà il ricordo della primavera delle promesse.
La faccia va preservata, ma resta da valutare la scelta di quale.
Chi non ne ha mai avuta, dubito possa noleggiarne una.
Aperture e chiusure. In una sorta di conflitto latente.
Di micce ce ne sono da vendere. I cerini speriamo non li trovino.
(E.)

Published in: on giugno 4, 2008 at 7:52 am  Comments (23)  
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23 commentiLascia un commento

  1. Sono d’accordo su tutta la linea
    e poi “la faccia va preservata, ma resta da valutare la scelta di quale” è fantastico:)

  2. sono disgustata da tutto quello che racconti in questo post, solo una cosa leggo che mi piace, l’autunno del nostro scontento, che mi fa venire in mente quell’ inverno, pure lui scontento di steinbeck..che però è un libro che ho amoato molto!

  3. Forse i tg hanno dato più rilievo alle minacce ad Israele e alle manifestazioni a suo favore che ad altro, ma ieri le manifestazioni erano organizzate per i gay, le donne oppresse, i dissidenti e da moltissime organizzazioni: dal Consiglio della Resistenza, al Riformista, passando per tutto il resto. Su Repubblica puoi vedere alcune bellissime foto sulla manifestazione a P.zza di Spagna.
    Quanto all’ipocrisia sul commercio sono pienamente d’accordo: l’Italia è uno dei, se non il, principale partner iraniano, fornitore di quelle gru che i mullah usano per impiccare donne e ragazzini. Ottolenghi l’ha denunciato più volte, sia sul Riformista, sia sul Foglio che su altri giornali, ma a quanto pare è sempre rimasto inascoltato :((

  4. P.s. Gli striscioni neri erano il simbolo dello chador imposto, non qualcosa che ricorda Israele.
    Meglio non stringere le mani ad un dittatore simile che riceverlo con tutti gli onori (v. Columbia University) o andarci a braccetto. Non credi?

  5. cara esperimento, ti ringrazio per le notazioni, tuttavia non volevo nè dire che il nero era per ricordare israele, nè sminuire le manifestazioni pro israele, diciamo che ho parlato di ciò che ieri mi ha provocato nausea, tutto qui.
    sulla partnership commerciale con l’iran accenno appunto, senza andare a fondo, mi interessa non a che posto siamo per commerci ma il fatto che ne facciamo, ecco.
    ringrazio la zau e la lois (la citazione era voluta infatti, alludevo oltre che a steinbeck a shakespeare e al suo riccardo III).

  6. il denaro non ha odore, cara Emma, ciò consente da un lato di non stringere la mano all’iraniano e, dall’altro, di farci lauti affari.
    non si chiama ipocrisia, ma legge del profitto che vince su qualunque altra considerazione, umanitaria e non.
    quanto alla guerra con l’Iran, spero che il prossimo presidente degli stati uniti si chiami Obama e questo dovrebbe renderci (un poco) più tranquilli.
    e, infine, penso che tutta questa diatriba, all’interno del governo, fra aggravante e fattispecie penale autonoma sia stata voluta e programmata per mostrare una faccia feroce e una tollerante e transigere con l’opposizione.
    in questo modo l’aggravante passerà in parlamento con l’approvazione di tutti.
    ciò che conta è il risultato.
    bel post!

  7. in effetti penso che peggio (o meglio, a seconda delle prospettive) di così non ci si poteva comportare: si è dato all’iraniano un rifornimento di forza alla sua traballante posizione interna che sembra quasi contrattato: infatti:
    a) è venuto a Roma ed ha parlato: OK
    b) è stato ignorato da quelli che lui definisce singori del male, quindi: OK
    c) non ha partecipato ad una cena a villa madama (chi la conosce sa che solo guardarla costa uno stipendio) il cui costo da solo risolveva il debito di un medio paese africano: OK
    d) il Vaticano doveva riceverlo, poi si è scusato in modo surreale (non c’era tempo) dandoli ulteriore legittimazione: OK
    e) al posto della cena dei ricchi, ha fatto ricchi alcuni dei suoi e forse anche se stesso (con l’ncontro con “alcuni imprenditori” – sarebbe utile sapere quali): OK
    f) ha comunque versato odio e maledizione su tutto il sistema occidentale, ripreso da tutti i media con risonanza planetaria: OK
    g) ha rimarcato il fatto che Israele è un bel problema per tutti (cavalcando, si deve sussurrare, un antisemitismo strisciante che comunque, anche se marginalmente, è resente nella vecchia europa): OK
    che altro? (mi fermo, ma forse qualcos’altro c’è)

    (bel post!!)

  8. devo avere la valvola del disgusto inceppata, forse sono nato vecchio, la vita è fatta di compromessi e nessuno sfugge

  9. (prima col Tibet ora contro il nazi-iraniano Tony Pomata ci sta restituendo un giornalismo impegnato all’ anglosassone: bravo Riformista!)
    buoba giornata

  10. Non si può, tu dici, condannare un capo di stato che sostiene che un altro stato dovrebbe essere cancellato dalla faccia della terra (e non solo: è anche un negazionista dell’Olocausto, nel suo paese ha persino finanziato la produzione di un film che fa passare la Shoah come una leggenda creata ad arte dai “sionisti”) e nel frattempo fare affari con l’Iran. Soluzioni? Embargo? O legittimare un bastardo fanatico e le sue follie?

  11. A me sembra tutto grottesco. E non arrivo nemmeno a parlare del naziraniano o del dittatore africano.
    Incomincerei con queste fastose cene della diplomazia di casa nostra

  12. brava tess.
    il denaro non ha odore, certo D, ma io mi posso sdegnare per la ipocrisia becera di tutti i chiacchieroni che ci circondano?
    e non credo nella mossa approvazione di tutti, ricordiamoci che è un venditore e cerca solo cosa desidera il mercato per offrirlo al prezzo più alto!
    medituzzo, OK un tubo però…😉
    impollinaire, beato te che sei tranquillo.
    bella per te, come si dice a roma, coon!
    offender io cerco soluzioni, ma la guerra non è mai una soluzione.
    sono stata latitante oggi, e mi scuso, passate una buona serata.

  13. da fonti assolutamente attendibili, ho saputo che appena si è iniziato a parlare di fame nel mondo, tutti i partecipanti hanno pensato d’andare a pranzo, chiaramente, tenendo in angolino il terrorista.

  14. il problema per me sta proprio nel fatto che si possa avere “scelta di quale”

  15. Considero l’Iran un grande Paese e non voglio che iraniani innocenti siano le vittime di una futura guerra, ma Ahmadinejad è un pericolo, prima per il suo stesso popolo, poi per la difficile situazione mediorientale che il mondo occidentale si ostina a non affrontare seriamente.
    D’accordo con te quando dici dell’ipocrisia di non stringere la mano ( per me giustamente )al dittatore continuando a tessere affari con lui!
    OT: per un mio prossimo post mi piacerebbe utilizzare una tua fotografia, se me lo permetti. Sceglierei tra queste due; Sopra Galilei,Block notes. Posso?

  16. ‘sera.
    grazie, gians, per gli aggiornamenti!
    perfetta, i problemi sono questi ed altri.
    patrizia, certamente puoi usare ciò che credi, liberissima di farlo.
    continuo a pensare che gli imprenditori ci abbiano insegnato come gestire la nostra azienda italia, peccato che siano in bancarotta o, peggio, a spasso mentre solo cecchi gori sconta per gli altri.
    ma come ho sentito dire da un maître à penser quale zeffirelli: tutti prima o poi sbagliano.
    e allora gli errori di tutti ci sembrano meno gravi.
    basta non siano clandestini, però.

  17. ci vuole manu chao

  18. Che cosa c’entra la guerra, emma? A volte ho l’impressione tu leggi quello che hai in testa enon quello che scrivo.

  19. carissimo offender, tu poni delle domande circa le soluzioni no? e una delle soluzioni possibili sul tavolo può essere la guerra.
    mica ho detto che l’hai proposta tu, credo la propongano persone più influenti di te fra l’altro.
    ti ringrazio comunque per il tuo cortese invito alla lettura, per il quale non mancherò.

  20. emma, io nel mio commento ti ho fatto una domanda precisa: “dato che dici che non si può attaccare il presidente iraniano e contemporaneamente fare affari con l’iran, una delle due cose andrà eliminata. Suggeriresti l’embargo o la legittimazione?”. Se tu mi rispondi “io cerco soluzioni, ma la guerra non lo è mai” io mi chiedo che commento tu abbia letto, that’s it.

    E poi “ti ringrazio comunque per il tuo cortese invito”, per favore emma, non mi sembra che tra di noi abbiamo mai parlato in questa maniera, no? O “Sì”?😉

  21. temo che nessuna delle due soluzioni possa essere perseguibile, continuo a pensare che esista una diplomazia in grado di risolvere queste problematiche, senza ipocrisia o scelte difficili e insostenibili per i popoli.
    (ironizzo sul tuo modo di porti, offender, non credo sia gentile dire che il tuo interlocutore non ti ascolti o non ti legga, se pensi sia un complimento mi scuso tanto per la risposta ironica)

  22. “continuo a pensare che esista una diplomazia in grado di risolvere queste problematiche, senza ipocrisia o scelte difficili e insostenibili per i popoli.”

    Beata te. E non sono ironico

    “ironizzo sul tuo modo di porti, offender, non credo sia gentile dire che il tuo interlocutore non ti ascolti o non ti legga”

    Ok, mi spiace, però la tua risposta non era molto chiara

  23. ciao emma : )
    secondo la rae:

    clandestino, na.

    (Del lat. clandestīnus).

    1. adj. Secreto, oculto, y especialmente hecho o dicho secretamente por temor a la ley o para eludirla.

    Real Academia Española © Todos los derechos reservados

    a volte con alcune parole e i loro significato non si va tanto d’accordo. ci sara’ pero’ una parola piu’ dignitosa per chiamare quelli che non si possono chiamare.


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