Volvi – I’m back

la foto è di subcomandanta – in cochabamba, bolivia 

Torno alla paura.
Ne ho parlato tempo fa nel modo primordiale e forse infantile, prendendo in prestito Primo Levi e i distacchi, le lontananze.
Stamattina penso alla paura sociale, a quel distacco dal resto del mondo che può dare la paura di essere braccato, privato della libertà, dei propri sogni, del proprio diritto sacrosanto di stare al mondo. Della paura che la propria identità venga violata.
Quanti che hanno queste paure ci scorrono al lato e li lasciamo scorrere aspettando che colino giù nel tubo?
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria | Col suo marchio speciale di speciale disperazione | Chi tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi | Per consegnare alla morte una goccia di splendore | di umanità, di verità. (De Andrè)
(E.)

Published in: on giugno 5, 2008 at 10:32 am  Comments (10)  
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10 commentiLascia un commento

  1. Per ora, credo che ci scorrano al lato un mucchio che se ne fottono. Ogni tanto un fuggiasco che ha davvero paura. (segnalo, all’uopo, un poist agghiacciante di animapunk – sulle variazioni dell’asilo politico in vista in Italia.)
    Presto ai nostri lati, i secondi saranno di più e i primi di meno.

  2. diciamo che sicuramente gran parte di quelli che mi scorrono al lato potranno avere di queste paure. Ma vado oltre.
    Per quello che è stato fatto e stanno facendo qui io mi sento già braccata

  3. Per vincere quelle paure si può accendere la tv.

  4. mi era venuto lo stesso commento di Tess, che quindi ripropongo: il controllo sociale è una forma di violazione identitaria forte e presente anche dove la libertà di base è tutto sommato acquisita. Come sempre tutto è relativo, checché se ne dica..

  5. braccata, mi spiace, ma oggi un pò mi ci sento.

  6. Mi dispiace per l’ot, ma mi piace qui, come le foto riescono a descrivere bene il post, a completare le parole..

  7. stasera ascolto la musica suggerita dall’egine sul suo blog e mi sento più leggera, come se tutto intorno fosse sbiadito e meno definito.
    ringrazio sismorphine per la visita e i complimenti e ringrazio i vostri punti di vista, che sono tutti interessanti e stimolanti.
    scrivere in questi giorni mi fa bene più del solito.

  8. ti ho mai raccontato di quella sera con Teresa Salgueiro?

  9. ennò che non me l’hai raccontata, sono tutta occhi…

  10. post bello e impegnativo, voglio dire, come posso parlare di paure che non ho mai avuto, in genere, ho paura di ciò che non conosco, e in questo non rientrano gli immigrati.


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