Aquarela

un mio acquerello in foto

Sopra un foglio di carta lo vedi il sole è giallo,
ma se piove due segni di biro ti danno un ombrello
.

Le città possono diventare familiari anche solo se intrappolate in una immagine.
I colori passano da un lato all’altro dell’obiettivo, senza perdere la loro intima natura, quella di spunti per dare senso, contorno, vita alle cose là fuori.
E quando ai bambini dici di fare un disegno, più crescono e più disegneranno cose, perchè le persone si accorgono che sono sfuggenti, che sono difficili, che le loro espressioni possono dire e fare tanto.
E le cose sono case, montagne, soli, cose lontane da loro. E il cielo guarda sempre, sospeso, sempre azzurro, quasi mai imbronciato.

La forma artistica dell’acquerello mi è sempre sembrata difficile. Difficile rendere coi colori diluiti, con i polpastrelli strofinati un mondo di chiari e di scuri.
Ma poi ricordo una performance artistica cui ho assistito, a Roma, in Porta Maggiore, e ricordo anziani, giovani, donne e professori di una scuola d’arte del centro, entusiasti ad immortalare la porta coi suoi costoni, le sue luci, i suoi colori di terra.
Ecco. L’acquerello li aveva riportati alla loro natura primaria.
Curiosi, sereni, con le labbra serrate e le punte delle lingue fuori, come bambini di fronte ad un foglio di carta e al cimento.

Nesta estrada não nos cabe conhecer ou ver o que virá
E o fim dela ninguém sabe bem ao certo onde vai dar

(E.)

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Published in: on luglio 10, 2008 at 11:45 am  Comments (13)  
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