Hock hock hock

lo zucchero fa male ai denti, lo zucchero fa male ai denti, lo zucchero fa male ai denti… (la mia interpretazione di una foto di Sunshine Hanan)

In questo venerdì da prima della presa della Bastiglia, da luglio col bene che ti voglio, voglio condividere con voi un amore e un paio di riflessioni.
Ebbene, nonostante i consigli peraltro dotti di alcuni amici e di alcuni blogger, quando ho bisogno di stare bene, di riflettere e di sentirmi a casa, leggo sempre Roth.
So che delle mie abitudini può importarvi poco, ma è venerdì quindi conto sulla vostra comprensione.
Hock è un termine yiddish che, come spesso accade coi termini yiddish, necessita di un bel contesto per esprimere appieno il significato per cui è messo lì in bella mostra.
Quindi prendo in prestito Roth e vi do un contesto: “…non soltanto puoi portare un cavallo all’abbeveratoio, ma puoi anche costringerlo a bere: basta stargli addosso, hock hock hock, finchè comincia a ragionare e lo fa”.
Ecco un contesto, in cui quindi il termine significa stimolare insistentemente, tormentare, perforare la testa del tuo uditore sinchè non si piega.
Adesso ci sono tante riflessioni che spuntano all’orizzonte, dopo aver scoperto che se ci si comporta come con i cavalli con gli esseri umani, forse si ottiene qualcosa.
In un mondo in cui le tecniche di comunicazione diventano un importante servizio al telegiornale e in cui gli iPhones sostituiscono i più importanti desideri degli esseri umani, c’è da chiedersi: può una tecnica vecchia come il cucco, ovvero il martellamento ossessivo, essere ancora efficace?
Risposta: tutte le tecniche utilizzate, anche se si ammantano di innovazione e di stimoli nuovi e di esigenze nuove e di obiettivi stellari, poggiano e attingono a piene mani nel martellamento, sia esso di gingles su prodotti da acquistare, sia esso elettorale o post-elettorale.
Il paragone coi cavalli, nobili loro e me ne scuso, centra il punto e fa capire che sia il tuo martellatore la tua consorte che ti sfrantuma i cosiddetti per ricordarti di caricare il bagagliaio nel modo più corretto e veloce prima di partire, sia il venditore di callifughi (come diceva mia nonna che non c’è più), quello che vuole venderti al telefono urlando di tutto, da un abbonamento ad una cosa inutile alla polizza antifurto per una macchina che non hai, sia esso tuo figlio che ti guarda con gli occhi dolci e ti ripete papy papy papy insistentemente sinchè non gli compri tutto l’acquistabile, sia esso chiunque, il martellamento funziona!
Per non parlare dei nani con le ballerine. In quel caso va alla grande.
Ma Roth dopo aver parlato di cavalli e di persuasione, ecco che la giustifica. Tra la gente ci sono due tipi di filosofie: la gente che fa e che gli importa e quella a cui non importa nulla, che procrastina, che s’en fout.
Ecco, senza dubbio il martello fa, non procrastina, il martello agisce.
Hock hock hock, sempre, senza sosta, finchè chi abbisogna di consiglio lo prenda, ceda, si pieghi, accolga, si fidi.
È un segno d’amore in fondo. Chi si importa martella.
Direi, se proprio si debba applicare, di applicare la cosa agli amici e familiari. E sarebbe meglio applicarla essendo noi i martelli e non i martellati.
Alla comunicazione tout-court no, altrimenti finiamo col pensare che il nostro bene sia comprare quella vettura o, perchè no, pensare che quando si è contenti si debba gridare tutti popopopopopò. Che non è nemmeno un bel motivetto, ecco.
Buon fine settimana.
(E.)

Published in: on luglio 11, 2008 at 11:55 am  Comments (17)  
Tags: , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://milanovalencia.wordpress.com/2008/07/11/hock-hock-hock/trackback/

RSS feed for comments on this post.

17 commentiLascia un commento

  1. Marcia di Radetzky e Ebrei erranti sono tra le colonne della mia bildung, apprezzo moltissimo il tema, l’esempio e la conclusione del post: martellare è segno di attenzione, sempre che resti nell’equilibrio e non diventi un martellamento su organi sensibili: tra affetto e rispetto c’è una sottile linea non visibile ma molto sensibile.
    buon fine settimana, dico che ce lo siamo meritato!!😉

  2. Martellare è (a volte, ti concedo spesso) segno di attenzione, ma non tutte le attenzioni sono gradite.

  3. ho sempre odiato caricare i bagagliai
    ma ammetto che a volte mi martello i pensieri
    cercando però di contenermi..
    per il resto, prendo le caramelle e poi prometto di lavarmi bene i denti!

  4. Magari fingo il contrario ma Roth è indispensabile.
    Quanto al resto, mi sento di sottoscrivere queste parole:
    “Sono marcite anche le coscienze. Non esistono oramai le virtù familiari. Non esiste più la morale pubblica. Non esiste oramai un ideale, sia come sia. Tutto quello che le democrazie conquistatrici hanno partorito, è un mondo materialista, alla mercé di qualunque confusione internazionale o di qualunque dramma familiare o sociale… mondo che circonda la gioventù non è altro che un insieme di trappole sociali, inganni politici, miseria e tenebre. I politici del dopoguerra e la loro clientela, hanno la vita gradevole. Viaggiano, godono di lussuose automobili, hanno denaro, molto denaro…
    La massa, quella, è molto lontana dalla festa.”

  5. Che buffo equivoco suscita il tuo post. Come ho letto “Roth”, ho subito pensato a Philip. Poi non riuscivo a capire in che diavolo di suo romanzo si abbeverassero i cavalli. E solo allora ho afferrato che si parlava di Joseph.
    Come direbbe il mio personaggio tredicenne Michele Crismani: Chefffffigura.

  6. il libro per me fondamentale:’Il teatro di Sabbath’

  7. sono incorsa nello stesso errore di Luciano.

  8. martellare prima di essere martellati ( o essere presi a martellate ). Yeah

  9. Buonasera, a scanso di equivoci, che peraltro sono chiariti dal tag che avevo messo, il Roth in questione è Philip e il romanzo da cui è tratto lo spunto è “Patrimonio”, non si abbeverano fisicamente i cavalli ma si usa questa metafora, anzi la fa usare a suo padre.
    Quindi niente gaffes, Luciano e nemmeno tu, Laura.
    Lo spunto del post è il mondo degli affetti, certo, ma non solo, la comunicazione e il modo più o meno utile di rapportarsi agli altri.
    medita, hai colto lo spunto, grazie.
    offender, certo ci sono martelli e martelli, quelli pneumatici proprio non vanno bene!
    night, lava lava lava, hai promesso!😉
    ramone, sottoscrivo anch’io, il concetto va bene da qualunque direzione provenga.
    tess, non era proprio questo il senso, ma è meglio, certo!

  10. vabbè, c’era il tag, ma era scritto piccolo e poi parlando di yiddish si pensa a Joseph (o almeno ho pensato a Joseph!) ehehe, anche Philip mi piace, però😉

  11. quante cose si ottengono (come dici anche tu) mediante un martellamento continuo nel pubblico con i media compresa la carta stampata…le interviste con il martellamento dei dialoghi di dati e informazioni…ma quello che più mi spaventa è il martellamento ideologico…comunque meglio martellare che essere martellati!:)
    complimenti per questo pezzo…

  12. È vero che qualsiasi menzogna può diventare verità se ripetutta un sacco di volte, ma della verità ce ne si può anche fregare

  13. Mi chiedevo, appunto che c’entrasse Roth… stavo per disperare e disperdermi nell’atmosfera quando… mi hai salvato spiegandoti… c’è chi fa e gli importa e chi… condivido in toto però… coems stai ad avverbi? te ne manca qualcuno? serve qualche avverbio?
    ohoh cavallo, oh oh!!!

  14. siamo sempre martellati, a volte senza nemmeno renderci conto di questo, anche le testate giornalistiche più “autorevoli” passano la pubblicità come informazione, non mi stupisco più di nulla.🙂

  15. domenica sera di pioggia martellante e di tuoni, a proposito di martellamenti…
    saluto francesca, oscar, darioskij cui cedo tutti i miei avverbi in eccesso, e il giansolino sempre affettuoso.
    spero il vostro fine settimana il sole vi abbia fatto visita, anche se sporadica a quanto pare, perché qui si è risparmiato.

  16. ciao emma, dove hai trovato sto tempaccio, io sto a 30 gradi nel momento in cui ti scrivo.🙂

  17. sto in perfetta sintonia… mio marito dice che sono un martello instancabile per le sue orecchie … sarà un complimento?


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: