Conflitto di interessi

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così…

Agli elettori tifosi del Milan che durante la campagna elettorale mi chiedevano Ronaldinho al Milan rispondo, ecco, ho mantenuto la promessa, spero che questo porti più tifosi al Milan e alla Libertà.
Liberté, Egalité, Fraternité, direi più che altro.
Stamattina, dopo la giornata di ieri stretta in una morsa, come se rientrassi dalle ferie e non da un giorno, appena uno, di mancata presenza in ufficio, per lavoro per giunta, mi sono concessa una breve rassegna stampa e a parte il meteo che pare essere l’unica notizia seguita con serietà, a parte il disastro in borsa, che peraltro mi ha costretta ieri sera a spiegare con parole comprensibili cosa sta accadendo ad un bambino di dieci anni e la risposta, dopo tanti sforzi, che il superministro pare davvero un incapace, è stata: ma perchè non cambiamo tutti moneta?
Dopo tutto questo sono approdata ad una notizia che mi ha fatta riflettere molto, con un tocco di spionaggio, uno di sindacati e uno di legalità.
Una perquisizione è stata condotta martedì presso la sede parigina della rivista “Auto Plus” e un giornalista è stato posto sotto sorveglianza nel quadro di una inchiesta sulla Renault.
Un salariato della Renault è stato accusato di essere un informatore della rivista e posto sotto il controllo della autorità giudiziaria.
Nemmeno a dirsi, l’esplosione del sindacato dei lavoratori è stata deflagrante: non si può porre sotto accusa un lavoratore, non si possono ricercare le origini di una informazione in siffatti modi se non per motivi di assoluta preponderanza di interesse pubblico.
E gli interessi commerciali della Renault non paiono così pubblici, soprattutto rapportati al ben più importante diritto ad informare ed essere informati.
Bella risposta, parrebbe. Lo stesso giornalista si è detto sorpreso quando sono stati rinvenuti sul suo computer documenti, immagini, modelli ed ha gridato al complotto.
Eppure l’estate scorsa le pubblicazioni dei nuovissimi modelli Renault in largo anticipo rispetto al battage pubblicitario e al mercato degli avvoltoi solito ha destato una certa sorpresa, per non dire disappunto nei palazzi dei grandi manager, sputtanati prima del tempo.
I capi d’accusa del giornalista linciato sono quindi abuso, di contraffazione, di accesso e utilizzo fraudolento di informazioni tratte da sistema informatico protetto.
Ovviamente arrivare alla perquisizione di un organo di stampa, pare davvero una misura eclatante, essendo dovunque la libertà di stampa sancita da tomi e tomi di principi giuridici, francesi e non, ma il tutto avviene anche nel quadro di una revisione legislativa francese di allargare il diritto di stampa anche proteggendo le fonti di informazione (come se si parlasse di misura di protezione testimoni). Fotografia di un mondo in cui la stampa è posseduta, utilizzata, contraltare di una verità nascosta, travisata, sconvolta, rivisitata, edulcorata, manipolata. Una stampa che ha il potere, di ammannire, ammansire, persuadere, irritare, esaltare, esasperare l’opinione pubblica.
E in un mercoledì in cui i salari restano sempre gli stessi, in cui George Bush sta per lasciare la moglie, ce ne faremo una ragione, in cui c’è dell’ottimo calciomercato per farci stare buoni e zitti, la stampa ci sembra davvero il male minore e le sere così ci sembrano meno lunghe e i nostri letti sfrigolano meno sotto i nostri corpi sudati. La vita pare ben altra cosa da quella che ci raccontano, eppure ci lasciamo credere di esserne convinti e che in fondo un po’ di sano gossip possa proteggerci da una verità che sarebbe meglio non sapere.
(E.)

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Published in: on luglio 16, 2008 at 10:34 am  Comments (14)  
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