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sergio baghino e il suo senso di colore e di altezza

In ordine sparso, senza capo né coda, senza pretese di criterio o sequenze logiche di successioni necessarie, dandoci un taglio alle cose che debbono essere fatte in quel modo ed in nessun altro, perché che senso ha essere sempre coerenti se una volta, o un paio, o alcune volte, o la metà delle volte le cose si fanno un po’ come ci va di farle?
Il senso di un caso. Un caso messo a senso, senza senso preciso, ma con senso sensato.
Cose da fare. Tante. Voglia di fare. Quasi vicina al non senso. Quasi termicamente innumerabile.
E il termico c’entra poco. Ma fra le cose da fare e la volontà di farle nel mezzo si agita uno zero termico. In un luglio senza senso. Con alpinisti e scalatori, con mezzogiorno a zero gradi in una camminata con gli scarponi.
Odio la montagna.
Fra le cose da fare debbo ricordarmi di non metterci mai la montagna.
Piuttosto ci metto un deltaplano. Ché il monte Subasio aspetta solo che ci metta i piedi sopra.
Per staccarli subito da terra. E saltare di sotto.
(E.)

Published in: on luglio 21, 2008 at 9:43 am  Comments (21)