Per fare un tavolo

Pensare all’idea delle cose.
Alle cose nella loro essenza, nel loro nucleo.
A quando le cose si trasformano pur chiamandosi sempre nello stesso modo.
Col nome con cui le conosciamo seppur generico. Senza poter distinguere il nostro albero da quello di fronte.
Senza poter chiamare la nostra tazzina da caffè, quella con le stelline disegnate con il pennarello, in un modo diverso.
Le idee respirano. Attraversano le cose, le trasformano, le distruggono.
Le idee smettono di respirare quando leviamo loro l’aria in cui fluttuare e le lasciamo a morire. Quando puliamo la mente dalle cose che riteniamo futili, come il vento fa con le nuvole liberando il cielo, o lasciandoci credere che lo abbia fatto, facendoci pensare di aver fatto il proprio dovere.
(E.)

Published in: on luglio 23, 2008 at 9:43 am  Comments (23)  
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23 commentiLascia un commento

  1. ho davvero una tazza di c affè con le stelline disegnate!
    ecco.

  2. sei una sorpresa giornaliera….

  3. questo post che dà l’idea della circolarità e della circolazione delle idee, mi fa venire in mente che l’idea delle cose e della loro essenza, non ce la potremo mai avere, siamo condannati a poter dare alle cose solo dei nomi (nomina nuda tenemus) e le idee, quelle vere, ci possono solo passare accanto, magari riusciamo a vederle e toccarle per un solo attimo, poi vanno (tornano) altrove

  4. Puoi sconfiggere un esercito, ma non la forza di un’idea (cit.)

  5. “Un’idea, un concetto, un’idea
    finché resta un’idea è soltanto un’astrazione
    se potessi mangiare un’idea
    avrei fatto la mia rivoluzione”(G.G)
    http://it.youtube.com/watch?v=nDA_3lOdWI8

  6. penso che le idee sono l’unica cosa che abbiamo davvero, che non viviamo solo nel flusso, ma che la membrana osmotica di cui abbiamo rivestito l’intelligere le assorbe e le cede. Con le idee rivestiamo le cose, diamo loro un nome, una funzione, che è solo nostra e che raramente riusciamo a condividere: la tazza con le stelline è la nostra idea di tazza, la bicicletta è la mia fida bicicletta. La funzione è parte del sentimento e dell’idea di cui rivestiamo le cose che ci accompagnano, tengono, lasciano. E provocano rimpianti, sollievo, apprensione. Una nostra cosa è un dono importante per una persona cara, ben più di un oggetto anonimo mai toccato dalle nostre mani e ben infiocchettato. Le idee le lasciamo e cambiamo con maggiore facilità, ma fanno parte di noi e nascono e muoiono come le nostre molecole, con eccezione fatta per le cellule nervose. Vorrà pur dire qualcosa.

  7. per fare un tavolo ci vuole il legno
    per fare il legno ci vuole l’albero
    per fare l’albero ci vuole il seme
    per fare il seme ci vuole la g’emma

    m’è venuta così..spontanea, che te devo dì…forse è il caso di farmi vedere😉

  8. lois, la tazzina con le stelline disegnate col pennarello è un regalo, solo che non è stato usato un pennarello indelebile..
    NY, fatti vedere, specie perchè mi dici che sono una sorpresa, cosa hai scoperto, che sono curiosa?
    medita, te vedi la circolarità sempre e la cosa mi fa piacere, sei un ottimista, bene!
    rip, cito anch’io:

    Ma tutto questo è già più di tanto
    più delle terre sognate
    più dei biglietti senza ritorno
    dati sempre alle persone sbagliate
    più delle idee che vanno a morire
    senza farti un saluto

    grazie ale, gaber fa sempre bene.
    willy, l’idea di tazzina con le stelline non è l’unica idea di tazzina che ho. intendevo dire che risulta difficile pensare di dare un nome preciso ed incontrovertibile alle idee… quando esse non sono immutabili.

  9. emma, a volte togliere il respiro a certe idee può essere delizioso

  10. le cose non possiedono per loro conto nulla che le faccia diverse e le diversifichi una dall’altra poiché non hanno pensieri…eppure i nostri (pensieri) poggiati e messi a custodia delle cose le fanno vivere…soprattutto se sono ricordi
    ciao, bella Emma, un bacione da
    Tez

  11. Le idee danno forma al mondo. Abbiamo bisogno di buone idee, disperatamente.

  12. non ho capito

  13. non ci sono idee immutabili, neppure quelle scritte

  14. la bellezza di un’idea non muore mai. cit.

  15. Bello postarello
    Io ho amato molto quella frase di Gaber, quella canzone “se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”.
    Ma devo dire, mo me la rimangio. Non è vero: le idee si mangiano eccome si digeriscono certe ci ingrassano certe ci sono indigeste, ma diventano parte del nostro corpo mentale. Col tempo ho cominciato ad apprezzare sempre meno Gaber – ci sarebbe da ragionarci.
    Però il postarello mi è sintonico:)

  16. Buongiorno, riemergo dalle carte e da una nottata con poco sonno.
    Mi dispiace fan tu non abbia capito, davvero.
    Patrizia, alcune idee si lasciano adottare.
    Tess, verissimo.
    Terezita, certe cose possiedono, spesso possiedono noi, ci racchiudono.
    Briciolina, la bellezza sfiorisce.
    Zau, sono lietissima tu lo senta questo post. Gaber è come una medicina, va assunta solo quando ne abbisognamo per poi metterla via repentinamente. Prima che ci ammali.

  17. scusate se intervengo.
    vorrei solo precisare, che almeno dal mio punto di vista, Gaber non va messo via.nè in maniera repentina,nè lentamente. gaber, può saltare fuori spesso, e spesso in maniera opportuna.
    poi se volete ci ragioniamo🙂

  18. Ragioniamoci, Lois.
    Non so quali siano le motivazioni per le quali Zau abbia espresso ciò che ha espresso.
    Per quanto mi riguarda Gaber mi serve, mi cura a volte, mi innervosisce. Altre volte no, lo avrei schiaffeggiato per certe parole e per avermi anche lasciato credere che alcune cose erano possibili.

  19. gaber mi serve, mi cura, mi fa vedere ancora più chiatamente tutta l’impossibilità di certe cose e così facendo mi fortifica, mi cementifica.
    lo studio da poco, ma lo studio con passione, e metodo cronologico.
    finora non mi è mai capitato di desiderare di schiaffeggiarlo.anzi!
    vorrei solo schiaffeggiare me, per non essermi appassionata in tempo…avrei potuto vedere anche gaber, anche de andrè e anche graziani. sono i soli tre rimorsi della mia vita.

  20. mmm

  21. Come si capisce amo molto Gaber… anche quando vorrei schiaffeggiarlo.. anzi molto di più quando questo accade…!! Non accarezza.. non si arruffiana.. ti lascia lì a pensare a volte irritato e sgomento.. anche quando ti senti come scovato al bagno con il giornaletto porno tra le mani…!!!

  22. carissimo Ale, sai ciò che penso di Gaber, quindi la mia risposta provocatoria sai dove inserirla.
    sai che mi sento orfana sua, anche se spesso lui è stato un padre snaturato.

  23. l’idea delle cose, l’idea che ognuno di noi ha delle cose…e che soffoca insieme alle cose stesse quando noi gli neghiamo l’aria per continuare ad essere…è un concetto straordinario sul quale rifletterò a lungo


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