Stubborn

View From The 18th Floor – PJ Taylor

Le lotte impari entusiasmano. Il modo che possediamo per affrontarle rammenta la nostra finitezza e la nostra testardaggine a non volersi piegare ad esse.
Giocano a nascondino, ma ne percepisci l’eco, storpiata dal rumore fuori o da un sorriso onirico.
Sbiadite ma presenti, scrostate, come portate via da un muro antico.
Dipinte fresche come su una tela capovolta, che mostra i piedi in cima e la testa in alto.
Scappate da quella porta, che, usciti, è sparita.
Divano di cuscini svuotati.
Pare che tutte le lotte concernano parole.
Travisate o abortite. Fuggite o lasciate morte sul selciato.
E le parole più belle, quelle che prima di uscire fanno tremare, quelle che si vorrebbero fermare per non farle arrivare, per lasciare quei passi fra te e loro, sospesi. Quelle parole dicono di non volere rimanere. Passano di corsa.
Indossano un cappuccio e si beffano di te perchè non potrai riconoscerle.
Se le prendi si sciolgono. Come se il loro corpo sublimasse.
Testardo te che le vuoi. Rischi di rimanere in silenzio. E di camminare coi passi degli altri.
Ti porgo le mie. Se si fermano.
(E.)

Published in: on luglio 24, 2008 at 11:50 am  Comments (9)  

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9 commentiLascia un commento

  1. e poi ci sono le parole censurate, che non so se sono le stesse di quelle fermate

  2. il potere della parola… non a caso nella religione ebrea e anche in quella cristiana la parola ha una valenza creatrice: Dio crea con la parola (e Dio disse) e quando si incarna è parola (verbum)

  3. emmina, io non ho ben capito che ti frulla nella testa questi giorni… ma sto qui, zitta e buona ad ascoltare, anzi a leggere. che le tue parole fanno sempre bene. anche quando passano e non si fermano.
    ora provo a tirar fuori il pollice e chieder loro un passaggio… vediamo che succede.

  4. mi lasci senza parole, sul serio anche se ultimamente mi giungi sempre in ritardo

  5. Una lotta a parole, per finta.

  6. buongiorno,
    non mi frulla in testa nulla di particolarmente diverso dal solito, pigretta, sai?
    se non sono facilmente interpretabile mi dispiace ma non posso farci tanto.
    scrivo ciò che mi viene.
    desa, sono parenti, parenti serpenti.
    NY, non capisco cosa significa che giungo in ritardo.
    senza parole, spesso è uno slogan, spero non sia il tuo caso😉
    medituzzo, te mi stupisci sempre, invece! il respiro religioso non ce l’avevo messo e nemmeno visto. e fa piacere che ognuno prenda ciò che vuole dalle parole che intavolo.
    rip, mica tanto per finta.

  7. non è uno slogan, è la verità! giungi sempre in ritardo con i tuoi post giornalieri, una volta era più mattiniera…buona giornata diavoletto di un avvocato

  8. bene, emma, meglio così! e tu non smettere di scivere come ti viene.
    che poi le parole troveranno la loro strada e il loro tempo. magari la comprensione non è sempre immediata, ma questo non vuol dire che non arriverà. alcune parole volano via, altre restano e si sedimentano l’una sull’altra. a volte ritornano assieme ai pensieri che le hanno generate. a volte sciolgono i nodi, altre volte li stringono più forte. inquiete, un pò come noi.

    buon venerdì, emmina

  9. dunque NY, avvocato lo ero.
    mattiniera lo sono sempre, ma il lavoro impone che sia presente e che pensi poco ad altro.
    buon venerdì anche a te, pigretta cara, e grazie.


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