Grata d’asino

una delle sicilie delle mie foto

Tutti siamo roba smessa da altri.
Come vestiti del fratello maggiore, indossiamo magliette non nostre, che posseggono il profumo di altri.
Ci ostiniamo a dire che le emozioni che proviamo sono uniche e che perdiamo tutto il nostro passato tutte le volte che camminiamo in una strada diversa.
Ma le scarpe sono le nostre e il nostro istinto di aderire al terreno, di non cedere all’asfalto dei nostri tacchi fa tutto il resto.
L’istinto.
Quell’istinto d’animale in gabbia che ha smesso di sentirsi tale e crede, con le parole, i pensieri e le mirabili vacanze che fa, di potersi scordare del suo respiro ansimante, del suo olfatto, della sua coda dismessa.
Roba smessa e coda dismessa.
Un destino che per comodo ci sfiora solo se ci fermiamo nella corsa.
Però sotto quella maglietta ci siamo noi!, urliamo in quell’istante.
Ci siamo, ma siamo qualcosa che per coraggio o follia abbiamo messo un po’ da parte.
Per correre o per amare, conta poco per cosa. O tanto.
(E.)

Published in: on settembre 3, 2008 at 7:43 am  Comments (23)  
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23 commentiLascia un commento

  1. sono sorella dei cappotti dismessi da mio fratello. siamo molto diversi, nel senso che ognuno dei due è un io.
    buongiorno

  2. tutti siam oroba smesa da altri e gli altri sono spesso roba smessa da noi: destino circolare della razza umana quando va in società…

  3. sarà pur vero, ma nei momenti migliori o peggiori, quando si tocca il fondo o l’apice, bè, in quei momenti, il nostro vero io viene fuori, con tutta la grinta o la dolcezza di cui siamo capaci. a ricordarci chi siamo davvero. e a farci sentire quel senso di unicità che, in situazioni normali, ci illudiamo di avere.

  4. un Buongiorno, Emma..

  5. periodo non allegro, vero Emma? Siamo cose smesse da altri e anche da ciò che siamo stati. Spogliarci è difficile, è troppo comodo avere vestiti, pudori,ma anche ficcarci in una cassettina in cui abbiamo appiccicato l’etichetta dei nostri principi invalicabili, dei pensieri ossificati. Pare sia salutare anche, chè stare al vento alle intemperie ci si sciupa. Però, basta un entusiasmo, un amore accennato, una possibilità importante e torna il colore al grigio. in questi giorni avevo scritto due righe su un tema analogo, poi sepolte tra le bozze, le faccio riemergere. Buona giornata Emma, sorriso.

  6. da ragazzina rubavo i vestiti di mio fratello più grande, poi mia sorella minore li rubava a me..è un cerchio che gira..ma noi siam sempre al centro,no!?

  7. no, non credo. non siamo roba usata. siamo sarti, per rimodellarci ogni giorno. (e siamo vintage, al massimo)

  8. notte in bianco, oggi sono sul serio roba smessa, ho anche avuto la sorpresaccia del primomattino (oh quando mi metti tra i ci va di leggere?!?!?!?!?!??!?!?!??!?!;)

  9. Io ho smesso.

  10. Uh emma, oggi parliamo di altre cose ma boh ti sento come in sintonia uguale.

  11. ma io l’ho sempre provato un canto mio. con tutti i dubbi ed i problemi derivanti. ma l’ho sempre provato ad inventarmi nuovo. ci provo sempre, anche oggi. spesso ci riesco.
    e i vestiti li compravo a Resina (i napoletani di qualche anno sanno dov’è) e potevi scegliere un animale diverso…

  12. buon pomeriggio ancora non inoltrato
    saluto la desa che è tornata che si sentiva la mancanza del suo sibilo delizioso.
    e adesso passo a spiegare (ma perchè lo faccio?) i cappotti dismessi e le code e gli asini.
    ovvio che i fratelli maggiori non c’entrano (non ne ho nemmeno e sono io la maggiore, fra l’altro, incatenata a mettere da piccola le stesse cose della minore per sembrare gemelline, che faceva tanto caruccio, peccato che la somiglianza non c’è mai stata).
    il canto tuo, lo hai trovato, fan, lo so e lo sento, a volte è tipo quello delle sirene fra l’altro (sorrido).
    come al solito mi incarto nelle spiegazioni, mi dilungo nelle cose sciocche e perdo la lucidità nei momenti topici, quelli in cui serve essere incisivi.
    la mia prof di lettere del ginnasio mi diceva che ero svolazzante e io, permalosona, lo presi come un insulto: io? concreta come sono? e giù di improperi irripetibili. eppure non aveva tutti i torti.
    ci tengo a dire che non è un momento particolarmente brutto, anzi, tuttavia si tratta di un periodo di ricostruzione, diciamo, uno di quelli da ritorno, da voglia di non piombare nel solito, nel già detto, nel già fatto, nei programmi prestampati da stagione musicale per dire.
    alludevo ad un sentirsi in metamorfosi, col tempo e le stagioni, le previsioni meteo per esempio cui alludeva bask nel suo post, una metamorfosi di quelle che in un soffio possono trasformarsi o in baraccone o in nuvola sospinta.
    e di contro la consapevolezza, quella chiara e nitida, dell’essere asini, nel senso di animali da lavoro, da traino.
    una sorta di lotta intestina fra il liberarsi della coda e toccarla per sentire l’istinto pulsante.
    comunque smetto anch’io, rip, hai ragione!

  13. Io sono ripiombato nel già fatto… sono inesorabilmente in Svezia..!! Quì Il cappotto smesso… è da rimettere immediatamente..!! ;-)))) Beso serale

  14. […] I tutti siamo roba smessa da altri. (mi-va) […]

  15. sembrava che dicessi di me e quindi. -_-

  16. in effetti c’entri anche tu, bricioletta, c’entra, e non lo sapevo, anche altro, oltre che il giorno che viene incontro ogni mattina.
    saluto ale, che scappa sempre e lo riacciuffo ogni volta (questo è il bello del già fatto, però)
    e smetto. ripeto, smetto.
    (se passa di qui la sorella la saluto, che so che passa)

  17. Io non smetto mai, invece.Di sentirmi un po’ in gabbia.
    ( La foto l’ avevo vista in anteprima su flickr )

  18. e ce lo sapevo io!!!!! capotosta aspromontana!!!

  19. emma cara, ieri sera portavo orgogliosamente ai piedi un paio di infradito che dopo mesi sono finalmente riuscito a domare. pensavo: ma guarda! ormai mi sono anche abituato a laccetto tra le dita, nello stesso tempo, sono volato gambe all’aria nei gradini della mia terrazza e atterrando al suolo in un fragoroso frastuono di ossa e lividi ho detto queste infradito non mi appartengono. vuoi vedere che erano di qualcuno che non mi vuole troppo bene.🙂

  20. Senti, ho un’eta’ che mi esonera definitivamente dalla presunzione di essere speciale.

    La mia normalita’, i miei guizzi ed i miei errori. Quello che sono, ora, non solo lo accetto, ma ne vado fiero.

  21. L’asino c’è… e va bene.
    Manca il cane, il gatto,
    ma soprattutto il gallo.
    I briganti ce li hai?
    Ora però bisogna invertire la rotta
    da sud a nord
    verso brema
    verso il centro europa.

  22. tess, credo che prima o poi bisogna smettere; e ricominciare.
    gians, non credo nei malocchi, quindi fa’ un po’ te, ma se è servito a qualcosa, ben vengano le infradito (dismesse quelle, ormai, dalle ferie).
    rob, credo che l’età non esoneri definitivamente nessuno da nulla, ma questa è solo una mia opinione, s’intende.
    bitù, capatosta sì, vero.
    darioskji, a nord ci sono, ma il percorso non è stato così lineare, prima o poi a sud si torna, è il miglior posto per tornare.

  23. già, siamo un po’ tutti il mercato dell’usato degli altri e reciprocamente ci frughiamo l’un l’altro sulle bancarelle tutto a 2 euro signò.
    poi si fa quel che si può per non sembrare smessi e dimessi, ma a nuovo rimessi e molto vintage🙂


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