Zero in condotta

la foto è di malì

Le proposte su una regolamentazione del traffico immigrati come fosse traffico stradale fanno riflettere su come siamo davvero alla frutta. Anzi su come la frutta stessa sia andata a male dentro il frigo durante la nostra assenza.
Continuazione al tema matrimoni di cittadinanza (sulle nuove frontiere, sbarrate, dei diritti dei gay parlerò senz’altro un’altra volta) è senza dubbio la situazione in Italia.
Un’idea sulle cifre degli sbarcati ce l’abbiamo, nonostante questo governo abbia sbandierato le azioni di contenimento e di esplusione, gli sbarchi aumentano e i centri di accoglienza, che davvero mi pare una bestemmia chiamarli così, straripano di gente che riceverà probabilmente un foglio di via che metterà in tasca e rimarrà a spasso, sotto un ponte, o per cantieri a fare il muratore senza casco e senza protezioni, a trenta euro al giorno come prezzo equo per morire.
Da mesi circolano idee nuove in pentola, per trovare una soluzione alla escalation di sbarchi e di clandestini, ma soprattutto si necessita di una regola per trovare un metro di giudizio per determinare la facoltà o meno di restare.
Dopo i punti tolti per un divieto di sosta che hanno fatto diminuire le soste vietate, a tal punto che leggevo in piazza Erbe a Padova che il Comune ha incassato nell’ultimo anno sei, dico sei, milioni di euro per sanzioni amministrative, a dimostrazione che i punti contano e che la gente ci pensa due volte prima di parcheggiare dove non possa; dopo il tutor che fluidifica il traffico nelle autostrade e crea colonne serie di macchine che vanno a centotrenta che poi si schiantano al di fuori del tragitto controllato, ecco la proposta geniale: il permesso a punti.
I punti si perdono per mancanza di integrazione e per cattiva conoscenza della lingua italiana.
Infrazioni, da chi giudicate e su quale metro non è dato di sapere, che porterebbero via via alla perdita del permesso di soggiorno.
Gramellini sulla Stampa nell’esprimere la sua perplessità per l’invenzione, si chiede: e se ciò venisse esteso a noi italiani?
Quanti di noi potrebbero dire che sono integrati e conoscono bene la lingua italiana?
Quanti di noi hanno senso sociale? Quanti non grugniscono in ascensore e quanti lasciano aperto il portone quando vedono arrivare quello del piano di sotto?
Quanti di noi non hanno un solo dubbio su come si scriva una parola o su quale sia il passato remoto di cuocere?
Ma il ministro Gelmini prevenendo il tutto ha riistituito l’educazione civica, in modo tale da supportare questa Italia claudicante, grazie Ministro.
Tutto questo bailamme di punti e bollini da supermercato verrebbe arginato per gli immigrati dalla scelta di sposare un italiano o un’italiana, certo.
Ma davvero, quando i matrimoni valgono poco più di niente, l’unico modo per ottenere un diritto senza che nessuno te lo porti via rimane quello di sposarsi?
Ho sbagliato a non intuire che il business fosse quello di continuare con la carriera forense.
La menzogna ha sempre pagato ottime parcelle. Male che vada il carcere non è la peggiore delle sanzioni, pensa alle strade di Castelvolturno, per avere un’idea dei gironi danteschi.
E poi vuoi mettere i punti che si acquistano per buona condotta?

(E.)

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20 commentiLascia un commento

  1. ascoltando quello che ieri e oggi, ha detto il capo del governo al leader dell’opposizione è da imbecilli collaborare su alcunchè, ma è ancor più colpevole fare distinguo sottili su ciò che avviene sui diritti individuali e collettivi. Ci sono due idee della democrazia e della libertà, enunciare e marcare la differenza significa aver qualcosa per cui lottare.
    Buona giornata a noi degli altri mi interessa meno.

  2. io son capace di gesti inconsulti, anche quello di cedere la fila alle casse del supermercato. Non mi fa sentire migliore, secondo me è solo questione di buon senso.
    Con la Gelmini però ho scoperto una cosa, che avevano tolto l’educazione civica dalle scuole, come materia di lezione. Non lo sapevo, pure però pensavo di essere una donna attenta all’informazione, invece no.
    ecco..il fatto che a scuola non si studiasse più educazione civica, non è una dimostrazione di buion senso. la cosa porta a una cattiva condotta civile.
    insomma …non so, sono confusa, su tutto. quasi mi faccio fare un foglio di via.

  3. lois, la educazione civica non era stata tolta dalle scuole era stata semplicemente cambiata di nome.
    che non si imparasse la costituzione italiana a scuola lo sapevamo, ricordo che a me a scuola fecero fare poco e niente, ma la riforma della scuola prevedeva, parlo delle elementari, livello scolastico in cui davvero parlare di costituzione pare una parolaccia, una materia dal nome “studi sociali”, che preparava la strada verso l’apprendimento delle tematiche civili.
    preferisco gli studi sociali fatti bene alle pappardelle mandate giù a memoria sugli articoli e sui diritti (disattesi) dei cittadini italiani.
    (cedere il posto in fila al supermercato non credo sia gesto di attenzione sociale, tuttavia i furbetti che tentano di scavalcare senza chiedere ecco, io lì vado in bestia)
    willy, temo non ci sia alcuna idea di democrazia, esiste uno slogan che si ripete ormai, ma che maschera un regime, mi dispiace ma ne sono convinta.

  4. che aggiungere?
    Forse, “punto”. Non fosse che non abbiamo un “a capo”.

  5. Sono sempre più imbarazzata Emma. Tuttavia pensando che do lezioni di Italiano agli stranieri mi compiaccio per ir mio senzo der businesse. Poi se leggono come scrivo non mi fanno più parcheggiare manco er triciclo.

  6. Io vedo solo fumo…

  7. vedi che ci sono !!!

  8. Ciao Emma,
    E’ duro questo tuo post. Guarda che come sono si sono messe le cose, neanche un matrimonio con un cittadino italiano fa diventare qualcuno “regolare”.
    E’ un disastro… como dici tu, siamo a la frutta e’ questa e’ pure marcia.

  9. Storia ed educazione civica
    SPARITE NEL NULLA entrambe
    fine della Storia, fine dell’educazione civica.
    Sarà il caso tu faccia un bel discorso su
    LO STATO DELL’UNIONE… credo sia necessario.
    Dacci una data e un’ora e noi ti ascolteremo.
    DAcci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti
    a noi i debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori… amen

  10. viviamo al supermarket

  11. Scrivo dalla stazione centrale di milano stracolma di casino italiano, concordo col clima del tuo post e dico che sta milano calda fa quasi impressione😉

  12. vero medita, un caldo infernale da qualche ora a questa parte che mi si scioglie il naso (che non è un modo di dire)
    desa, il numeretto prego!
    ste, nessun a capo, infatti, non metto nemmeno il punto, infatti
    zau, ho pensato al tuo business infatti, e credo che ce ne vorrebbero di altre come te
    tessolina, al fuoco dici? temo siamo in ritardo anche sull’incendio
    egine, lo so che ci sei, e ne sono contenta, sai?
    arch190, (diana, sei tu?), prendi ciò che vuoi, serviti pure, eviterei la frutta, come vedi
    darioskji, credo siano sparite anche altre cose oltre alla storia e all’educazione civica, e nessun discorso alle nazioni, al massimo una pernacchia alle nazioni, per come sono fatta, ecco

  13. a volte penso che bisognerebbe guardare più in là, da una prospettiva più vasta, un punto di vista più alto.
    tutte queste misere beghe di questa incivile italietta un pò ridicola non sono, in fondo, la cosa più importante.
    ma chi ci prende in considerazione?
    certo, intanto le cose succedono e c’è chi si fa male, ma non vedo al momento la possibilità di cambiare.
    comunque io la patente comincerei a darla a tutti quelli che ricoprono cariche istituzionali, al primo posto nella lista la voce: senso dello stato. ne vedremmo delle belle.

  14. cittadinanza a punti?
    un popolo di marchettari?
    che carfagnata

  15. Non sono molto d’accordo su chi dice che nella scuola italiana non s’insegna più Educazione Civica. Non è vero: lo facciamo tutti i giorni anche senza libri di testo.
    La scuola, oggi, è una fucina incredibile di esperienze diverse, di incontri, di scambi e l’insegnamento alla cittadinanza si fa sul campo. Certo è difficile conseguire risultati immediati, ma non è tutto da buttare. Non capisco perché dall’esterno, le cose scolastiche siano sempre viste in modo distorto.
    Un saluto.
    Patrizia.

  16. errata : Non sono molto d’accordo con chi dice…

  17. Il buon lavoro si giudica dai risultati, non dagli intenti né dagli sforzi profusi.
    Ahinoi.

  18. un saluto e un bacio, dici che sono troppo ardito?🙂

  19. buongiorno, etciù, roba da matti non passa più!
    saluto la Patti che ha ragione, peraltro l’ho anche detto in uno dei miei commenti.
    saluto la D, che parla di senso dello stato e di prospettive ad un’Italia miope, la vedo dura.
    al ferrista dico che siamo un popolaccio, e che il futuro mai come in questo periodo mi spaventa.
    gians, non sei ardito, sei affettuoso, ricambio.

  20. cossi?


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