Perito Moreno

la foto deliziosa è di jazoni (jaakko kemppi) e sotto, con buona pace di cat stevens, maxi priest

Guardavo un documentario su raitre sull’estrema patagonia, profondo sud dell’argentina: un ghiacciaio eterno, eterno nonostante tutte le balle che ci raccontano sul surriscaldamento della terra, e su questo ho ampiamente discusso con fior fior di esperti, che possono parlare della balla colossale che ci hanno inculcato per nascondere gli altri problemi, quelli delle risorse energetiche, quelli dello sfruttamento della nostra terra, che sono ben più seri.
Dicevo in questo documentario c’era un ghiacciaio, uno dei tanti, una delle migliaia di ghiacciai del nostro pianeta, ma questo era speciale.
Ogni giorno si disfa per due metri e mezzo e si ingrossa per altrettanti, rimanendo uguale a se stesso da sempre.
Ecco, vedere quel ghiaccio azzurro cadere, quel crollo che nessuno può vedere tutti i giorni, quel silenzioso morire per rimanere in vita, mi ha commossa.
E pensare che questo mondo veloce e troppo preso da sé non sa nulla di tutto questo e che i nostri avi non avrebbero mai potuto immaginare questo esistesse. Conoscevano solo le loro città, le loro fortificazioni, le loro navi. E nulla più. E questo bastava loro.
Il cammino prosegue anche senza di noi. E quale meraviglia nel vedere che, proprio laddove noi non ci siamo, si proiettano i migliori spettacoli mai visti.
E non li vedremo mai. Ma ci sono.
Per nessuno spettatore.
(E.)

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Published in: on ottobre 14, 2008 at 9:20 am  Comments (9)  
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