Solitario

la foto è di pedro pacheco, deliziosa, come sempre, sotto da ascoltare i fun lovin’ criminals

Mostrare la propria parte migliore.
Questo viene naturale. Come quando si passa davanti allo specchio prima di uscire.
Che si tende a mascherare i propri difetti, le proprie mancanze, anche se si crede di non farlo.
Feroci con noi stessi e feroci con gli altri. In una sorta di lotta da savana, in cui vince chi non rimane solo però. E il perdente rotola, come un cappello vecchio.
Ma quanta poesia in quel rotolare. Solitario e elegante.
Come una danza del cigno prima di morire. Sinuosa e fiera.
In un mondo che punisce il debole, che lo annienta e lo distrugge, io raccolgo quel cappello.
E lo metto in testa prima di partire.
(E.)

P.s. mi assenterò per qualche giorno, nel frattempo rotolerò a Roma.
Published in: on ottobre 16, 2008 at 9:24 am  Comments (25)  
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25 commentiLascia un commento

  1. Wherever I lay my hat, ther’s my home.
    Ciao emmuz !))

  2. sono certa che saprai indossarlo nel modo migliore.

  3. mi metto il cappello e canto Scooby Snacks con te tornando anche un po’ indietro nei ricordi,la musica si sa fa questo effetto..
    buon viaggio emma, porta i miei saluti a Roma e baciala per me..

  4. ho un brufolo sul sopracciglio destro (con rispetto parlando…ma questa è la canzone e non vale) cmq lo specchio lo vede, io però ho un ottimo fondotinta, la parte migliore di me.🙂

  5. roma ti aspetta!

  6. buon viaggio, cara emma.
    mi passi il cappello? credo sia della mia misura.

  7. quando mi sento grintoso, allo specchio guardo il mio lato destro del volto, la mia cicatrice nel sopracciglio è fonte di sicurezza. buon viaggio emma.🙂

  8. ma sì, medita, proprio così, quindi io da buona chiocciolina ho la mia casa con me.
    ste, dici? adoro i cappelli, invero.
    night, te la saluto, sta tranquilla.
    lois, non credo sia la parte migliore di te, ma fa miracoli, lo so.
    NY, torna sta casa aspett’attè (la mamma è sempre la mamma).
    D, dunque il cappello è di Pedro, però, un caro fotografo, che l’ha fotografato al Sacre Coeur a Parigi (Pedro te lo cederà conosco la sua generosità).
    gians, ma non ti senti un perdente però, anzi, la cicatrice fa uomo! (pensa che mia sorella ne ha una dove dici di averla tu e, ehm, se sentisse che dico che fa uomo mi lancerebbe il cappello contro e non solo, ma vabbè).

  9. Vien voglia di raccoglierlo e metterselo in testa.

  10. vai a Roma col cappello ?
    Certo che se ognuno di noi raccoggliesse un cappello avremmo già fatto tanto.
    Buon viaggio

  11. oggi esagero pure con le g. Massì

  12. che ferocia feroce…tranne la foto deliziosa (ricit). buon viaggio.

  13. Cara emma… buon viaggio!!
    viaggiavamo sulla terra leggeri…
    sergio atzeni direbbe così. Tu ti do-
    manderai chi è Sergio Atzeni e faresti bene
    molto bene a domandartelo, qualora te lo domandassi
    ma anche no.

  14. me lo sono andato a cercare questo sergio, e ti ringrazio anche, darioskji, che meraviglia, raccontami cosa sai di lui.
    chissà se il prof riccardo, sardo e fiero, conosce questa perla.
    grazie per il dono, darioskji, davvero.
    davide, parlo di leggi della natura, se non sono feroci loro…, grazie.
    Luciano, ma insomma piace a tutti eh? lo so, Pedro è un gran fotografo.
    tessolina, raccogliamo, sì e raccogli questo bacio intanto.
    buon fine settimana a tutti, in anticipo, scusate, ma buono sia.

  15. severi con noi comprensivi con gli altri. Lo specchio accompagna un lieve trattener di respiro, giusto per modificare una curva. Buona scorribanda Emma

  16. mi piace il Tuo uso della parola feroce, Emma.

  17. in tal caso andrei a raggiungere quel capello, e riportaglielo, e a dirgli che esistono ferite ben più feroci.🙂

  18. Quanto sono solo!

  19. Cara Emma quanto estai?
    Mandame in caso na mela
    Codesti cappelli sono sempre double face, per tanto hanno pregi segreti e altre facce di medaglie.🙂

  20. Carissima Emma, un saluto a Roma. Lo specchio e il cappello che rotola mi sanno di familiarità. Un abbraccio e torna presto.

  21. Rolling rolling rolling, though the streams are swollen (cit.)

  22. un caro saluto, sapevo di non trovarti, ci sente presto.🙂

  23. è bello arrivare qui e leggere quanto hai da dire, perché tu hai davvero tanto da dire, e da dare.
    un abbraccio

  24. yawn!
    rieccomi, che non so più nemmeno come mi chiamo, torno fra poco.

  25. dunque, sono tornata, come s’era capito, e, zau, ti avrei vista volentieri ma non avendo accesso ad internet non ho potuto nè leggere il tuo commento, nè scriverti.
    gians, sai sempre tutto te, eh?🙂
    willy e francesca, grazie!
    patti, rieccomi, te stai bene?
    rip, litfiba?
    gilberto, resta con noi! non ci lassà.


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