Il gioco del mondo

Il campanaro. Strisce sull’asfalto e saltelli a due e una gamba.
Romanzi. Che raccontano le nostre piccole pagine, fatte di caselle, di sogni interrotti.
Dalla terra al cielo, dalla prima casella all’ultima. Nel mezzo passa tutto il resto.
Quel tutto che completa che fa arrivare a passi ritmati dove saremmo arrivati anche senza saltare, ma vuoi mettere?
Lo sfondo del gioco è il cortile, come una città, come qualunque luogo si voglia scegliere.
La prima casella, si parte, si lancia il sassolino, la terra apre il percorso.
Il mondo si snoda, assurdo, senza confini, cancellati dal vento e dalle scarpe.
E le caselle piano piano salgono. Camere, persone, terrazzi, aiuole che viste dall’alto paiono piccoli vasi di un verde indistinguibile.
Vista dall’alto questa terra in fondo non fa paura, eppure lì giù il dolore punge.
Ci sono romanzi che puoi scoprire presto o tardi, ci sono persone che se le incontri quando non è il momento potresti non riconoscerle e non sapere quanto valgano.
Non sarei dove sono se non avessi incontrato le persone che ho incontrato.
Gli incontri, di qualunque tipo, fanno la differenza.
E in fondo chi l’ha detto che la vita che viviamo sia autentica?
Per arrivare al cielo, dice la Maga, basta un sassolino e la punta di una scarpa.
Fosse questa la chiave.
(E.)

Published in: on gennaio 20, 2009 at 10:39 am  Comments (10)  
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10 commentiLascia un commento

  1. Questo post mi è piaciuto molto benchè l’abbia capito poco.
    Stop! Non sono ubriaco!
    Voglio dire che è un post che va in molte direzioni, un po’ come un mazzetto di fiori che se lasciato cadere, si apre a ventaglio ed appunto, indica le direzioni che vuole.
    Sono d’accordo, poi, sugli incontri che “fanno la differenza” ed ho anch’io “qualche” sull’autenticità della vita.
    Da qui l’esigenza (per me, ma forse anche per te) anzi L’URGENZA dell’arte e della musica, come mezzi spesso straordinari di comunicazione.
    Besos

  2. Completo: ho anch’io “qualche” dubbio ecc.

  3. segui una delle direzioni, riccardo.
    in ogni caso e` un omaggio a cortazar e al giorno in cui l’ho incontrato.
    e la scusa serve per ricordarci che dovunque andiamo tocca avere un buon sottofondo, cose buone da mangiare e buone scarpe. altrimenti che senso ha?

  4. girandosi indietro quanti incontri non si sarebbe voluto fare e quanti si. diventerò sapiente quando scoprirò qual è il criterio..
    ciao emma, grande🙂

  5. Se un sassolino e una scarpa sono la chiave, be’ mi piacerebbe vedere la serratura.

  6. il gioco del sassolino si faceva sempre più complesso ad ogni giro, una sorta di scuola di vita. dalle mie parti si chiamava con un nome impronunciabile. quindi non lo pronuncio. :)) ciao emma cara

  7. io,ma davvero emma, non sarei dove sono senza le persone che ho accanto, anche se le vedo poco.
    ma sul serio!!!

  8. uh, quante volte al campanaro.
    Bastava una qualunque stradina, cortile è giù a segnare caselle.
    Bei ricordi e belli i gothan project

  9. tanto che non passo…momenti particolari…latitante un pò con utti… sono qui per un abbraccio e a presto!

  10. se conoscevate cortazar, mi fa piacere, ma a nessuno di quelli che non lo conoscevano e` venuta voglia di leggerlo?
    buongiorno a tutti, giorno di mercurio, quindi pedalare!


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