Meduse

Lea Majaro-Mintz at Rokach House, Tel Aviv, Israel – foto di hanneorla

E se non hai baciato lei prima di andare via, se puoi bacia me quando ritorni.

Ci sono mappamondi su misura in questo strano mondo, mappamondi con paesi cancellati e invenzioni pure, per far piacere al signore lì e al governante là. Ci sono luoghi dove vorremmo andare senza esitazione, luoghi lontani in cui perderci per ritrovare le nostre origini, il nostro cuore pulsante senza perdere i battiti. Ci sono storie che avremmo voluto raccontare con le stesse singole parole o con quelle immagini. Ci sono fotogrammi fissi nella nostra memoria, in cui riusciamo persino a distinguere il profumo e il sapore netto sulla lingua.

Dentro fiumi di fango rotoliamo sentendoci puliti, ciechi di rabbia o di sonno, annebbiati di cielo immaginato, ché quello lì fuori riusciamo a mala pena a vederlo, distratti, scontati.

Sta lì, resta lì e questo ci consola, ci rinfranca, ci calma.

Camomilla di luce e oblio di oscurità.

Ci sono città dove sarebbe bello morire. Città mai viste ma sentite sotto la pelle, come sangue iniettato. Città di contraddizione, di palazzi e mare, come la lotta fra ragione e inconscio.

E per quanto ci si sforzi di far vincere la coscienza, è l’incoscienza ad avere la meglio.

Il mare è una zona neutrale, che cancella le differenze.

Anche tra i soldati.

Lì vorrei morire.

(E.)

Published in: on gennaio 26, 2009 at 9:50 am  Comments (21)  
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21 commentiLascia un commento

  1. in questo momento vorrei fare il giro del mondo random..

  2. Nel Mare Emma?
    Come Di caprio ner titanic!
    Io non so, è vero che il mare cancella le differenze, diciamo le sommerge, ma non so se questa cosa mi piace – sono individualista e vorrei una morte individuale, co tutta la tomba etc. ecco.
    Per terra.

  3. Registro con interesse o almeno con curiosità questo sbocco marino-panteista, cara Emma.
    Però, devo dire che forse sarebbe meglio mettere la sordina alla malinconia e pensare e SENTIRE che le città sono piene di musica, di lotte, di rumore, di libri, di amici che non conosciamo ancora, di vecchie conoscenze da ripescare e di amori.
    Non dico questo per fare il “consolatore molesto” (da qualche parte nel libro di Giobbe, querida) ma perchè penso che la malinconia possegga una dolcezza pericolosa.
    A parte questo, ti ho inserita nel rollobloggo (rubacchio qui da Zauberei).
    Besos kaì kisses.

  4. ma no, Zau, in un luogo dove c’e` il mare e la citta`, in israele.
    mi dolgo non si sia capito un tubo, lo conferma riccardo.
    mi dispiace, ero convinta si capisse.

  5. grazie, Emma… torno da una medicazione per una piccola infezione all’occhio destro… ho trovato un rigo, nella casella di posta… “ecco”, mi scrivi… e io ti rispondo “grazie”… questa la chiamo condivisione… a presto, Alfio…

  6. Alfio, era per segnalarti che avevo scritto il post di cui ti avevo accennato, peccato che non si capisca un tubo a detta dei lettori…

  7. un mio amico ubriacone mi dice sempre che il suo desiderio sarebbe di morire dentro una botte, piena chiaramente.🙂 ci torno sul post, merita un commento più sensato, certo entro i miei limiti.🙂 ciao emmuzza cara.

  8. infatti, il mio grazie era per la segnalazione… forse non ricordi, ma ti ho chiesto io di scriverlo.. si capisce, a provarsi a indossare gli occhi di chi scrive… è un po’ sempre così, con i tuoi post… non dico mai a una persona che è brava a trasmettere sensazioni ed emozioni se non lo è, poi, davvero… E, a proposito di tubi, non sarà, invece, che a volte non ci capiamo un tubo tra noi due ;-))?? [non avrai mica scritto a tutti i lettori, né tutti i lettori ti avranno chiesto di scrivere del tuo amore per quella terra, credo…] Prima pagina assicurata, occhio permettendo…

  9. … certamente non prima di aver visto il film
    MEDUSE di edkar keret!!! giudizio 5 *****
    anche autore del famoso libro le tette di una diciottene e/o ed.

  10. beh darioskji, non avevo dubbi lo avessi visto, anche a me e` piaciuto, infatti e` tratta dal suo film la prima frase del post.

  11. sì avevo capito il riferimento ai soldati e al mare.
    Forse perchè vivo sul mare e so dove si annullano le differenze

  12. @ Emma: sulla bella definizione “città di contraddizione” aggiungo che forse ti riferisci a Gerusalemme. Da qualche parte ho letto che Jerushalaim (nome ebraico della città) è un duale e significa “LE Gerusalemmi”.
    Il che conferma quindi l’idea di Gerusalemme come di città varia, non univoca. Ed appunto… contraddittoria.
    Parlando di tutt’altro: sai qualcosa della situazione della stampa a Reggio Emilia? Poi ti spiego.

  13. oggi è una giornata buona, Emma, buona per me intendo.
    perchè ho letto parole non scontate, che mi hanno commosso e incantato e fatto pensare.
    e non è facile scriverne in questo giorno.
    di questo ringrazio te e gli altri da cui ho avuto la fortuna di passare.

    anche io vorrei morire al mare, ma proprio dentro, dispersa nelle acque, cibo per pesci, per nutrire il ciclo infinito della vita ed esserne parte.
    odio le tombe.

  14. non so se il mare cancella le differenze tra i soldati sai?
    guerre se ne son fatte anche per un pezzo di mare.
    o forse in fondo ho una tale paura della morte che nessun posto mi sembrerà bello.
    magari cerco di godermeli da viva.

  15. dunque, buongiorno spiego tutto cosi levo la magia, che a quanto pare non mi sono fatta capire.
    vorrei morire in Israele, e` il mio sogno, (a Tel Aviv, in particolare, ma andrebbe bene ovunque)morire in un posto dove il clima e` mite e il mare si mescola alla citta`.
    le citta` di mare sono terapeutiche, cancellano alcune contraddizioni, ammorbidiscono gli angoli, corrodono le proprie diffidenze.
    e nel mare, anche in quel mare, un soldato, nudo, senza divisa, pare uguale agli altri, non si vede da che parte sta.
    ecco.
    questo volevo dire.
    scusate se l’ho detto male e se non leggerete la “traduzione” perche` non ripasserete.
    grazie.

  16. …sarebbe bello morire…purchi…
    un salut

  17. Non ci posso credere!… dici la fase in corsivo?
    quella che fa… bacia lei, prima di andare via ecc.
    e quando ritorni, avvisami? quella?

  18. Oui, c’est ça.

  19. e chi te l’ha detto che non ripassiamo? noi ritornaimo sempre….

  20. …sul luogo del delitto!
    ciao fan, grazie.

  21. Ripasseremo sempre.
    A me, poi, piace da matti accorgermi che non capisco le cose.
    Solo che così c’è un problema: alla fine le capisco.
    Perchè? Mah, è un mondo imperfetto ed io, in quanto ad imperfezioni sono una specie di recordman.


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