Talk to my hand

Ci sono mal di testa differenti.
Potrei classificarli in una lista di allerta.
Parlano anche, alcuni, dicono di scappare via, di mollare tutto.
Altri accompagnano come fedeli levrieri, accoccolati prima dell’ora di caccia.
Quello di oggi parla lingue strane, rammenta quanto tempo a disposizione prima del tracollo. E posso intuirlo, non avverto tutte le parole, ma sento che il tempo a disposizione sta per terminare.
Mi dice: talk to my hand, because my face, you are talking with, doesn’t understand.
Con una bella mano davanti, a negare ogni altra offesa.
 
La frase viene spesso ripetuta qui, fra queste mura, entro le quali mi agito tutti i giorni. E agito non è un verbo messo a caso.
Quando si ricevono pesanti attacchi immotivati e il sarcasmo prende il sopravvento.
Almeno rimane quello.
Almeno c’è quello.
E quindi talk to my hand.
(E.)
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Published in: on maggio 11, 2009 at 5:39 pm  Comments (4)  
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