Vecchia signora

la foto e` di terry hollis, qui sotto la minuta del mio ritorno a casa di ieri, da Roma a Milano
Come una vecchia signora. La sensazione è nitida. E la sento naturale.
Ma è la prima volta.
Distante dalle creste viste in stazione. Distante dalla ragazza che mi sta affianco con gli occhialoni perfettamente tondi anni settanta che ha praticamente dormito per tutto il tempo o ha dispensato consigli ad amiche in crisi con tono consapevole e compassionevole.
Diversa e un po’ snob, anche. Diversa anche se ieri m’hanno dato della signorina ed ero con mia madre. Complimento per me o per lei non so. So che a lei ha fatto piacere e io adesso in questo posto su un treno che mi riporta a casa mi sento una vecchia signora.
Di quelle da the e silenzio.
Ma non c’è verso. Il silenzio posso solo immaginarlo. E la vecchia signora mi fa compagnia.
Oltre al languorino e al fatto che ho ceduto il mio posto alla occhialuta, senza dirlo, per pura atarassia, che mi sono affrettata a chiamare nella cassa di risonanza del mio cervello signorilità.
Ma cosa appaio da fuori? Mi accorgo che mi è sempre importato un po’ e adesso, in questo istante, per nulla.
Ho persino fotografato dei ragazzotti in stazione. Con gli anelli al naso. Accucciati a terra.
Per sentire cosa provavano quando gli altri guardavano me a vent’anni.
E non mi importa nemmeno.
Solo questa sottile ma non conservatrice consapevolezza della vecchia signora.
Se ci fosse mia madre direbbe parla per te. Lei che da oltre dieci anni dichiara la stessa età che pare al di sotto della soglia del ridicolo. Per lei s’intende.
Ecco, torno a casa. E sento nelle mie vene, nelle mie scarpe una vecchia signora.
Non dispensatrice di saggezza. Ma amabile e rompipalle.
(E.)
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Published in: on Mag 18, 2009 at 2:46 pm  Comments (7)  
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