Chercher à noyer le poisson

Maker: Eadweard J. Muybridge (1830-1904) Title: Jumping; running straight high jump – Date: ca. 1884 – 1887 – George Eastman House Collection

La cosa che mi ha sempre affascinato, a parte la lingua in sé e il suo attraversare i tempi, le tempeste, le carestie, le influenze, le conquiste e le disfatte, sono certi modi di dire, unici.

E ci sono certi scenari deliziosi su cui far muovere i nostri personaggi, come maschere di teatro, maschere di gesso, tragiche e grottesche.

Fare cedere una persona, snervandola. Tramortirla, sino a farle dimenticare il motivo del contendere.

Sono un po’ così anch’io, ma sorrido al solo pensiero di essermi messa così sul bancone del pesce. Nuda.

Ma ci sono mercati e mercati e taluni pescivendoli sui moli delle nostre isole siciliane per esempio, come delle isolette greche poco affollate di turisti, hanno il loro fascino e la loro poesia rugosa, nascosta sotto strati di sale e di vento scolpiti sugli zigomi.

Ma l’espressione, noyer le poisson, evoca i tempi moderni e le corse di chiacchiere verso il nulla, non tanto l’abilità del pescatore di fare cedere il pesce che ha già abboccato dal proseguire a muoversi vorticosamente, lasciandolo in una pozzetta d’acqua, in poco spazio da fargli perdere le forze. Da l’epuiser, direbbero i francesi.

Alludo alle chiacchiere distraenti, alle tecniche di marketing del distrai il cliente per fregarlo meglio. A certe caricature di ammaliatori di serpenti, di casanova da quattro soldi, di parroci di campagna in delirio di onnipotenza.

Alludo a questo mondo che rotola giù senza mister muscolo, in un ingorgo di inutili chiacchiere che viene voglia di spegnerlo e di dormire.

Eppure il sonno tarda ad arrivare.

(E.)

Annunci
Published in: on Mag 5, 2009 at 10:29 am  Comments (3)  
Tags: , , , , , ,