Deriva genetica

Sono un braccio solo rubato all’umanismo. Non come movimento politico. Che mi sono fatta due risate quando l’ho visto in tivvù. Il partito umanista. Pfui. Umanismo nel senso etico, non politico. Ma anche canismo, gattismo, a patto che non si esageri considerando i nostri animali domestici come soggetti di diritto. Ecco. Mi sento male quando sento parlare certe persone che si dicono animaliste. Torno nei binari. Umanista intendo di formazione. Eppure l’altro braccio è sempre stato ancorato alla scienza. Non che non siano conciliabili, se fossi tuttavia una contraddizione non mi stupirei.  Conciliabili se non altro per via del fatto che l’umanismo ai suoi albori, quello panteista per esempio, portò lentamente all’assurgere della scienza come metodo, come strumento. Torno a terra. Formazione umanistica quindi, con abilità scientifiche sopite. Così poco femminili, dicevano. Spesso convinta anche d’essere stata catapultata per caso in questo tempo e in questo posto. Sempre cercato di andare a cercare altro posto più consono, anche, ma nessun posto ho scoperto potesse vestirmi del tutto. In tutto questo caos di intrecci inutili, ne esco subito dicendo che la mia in piccolo è una deriva genetica. Espressione della deriva genetica globale. Deriva nel senso di casualità ma non solo. Nel senso di degenerazione anche. A caso come fogli sparsi, modifichiamo il nostro ordine e le nostre cellule. Affrontando casualmente ma con successo le leggi della sopravvivenza. Quando ci stupiamo degli esemplari derivati da questa centrifuga, prendiamocela con la variazione della frequenza dei geni dovuta al caso. Con una importanza enorme dei flussi migratori, della scelta del partner e del candidato premier.

(E.)

Published in: on luglio 13, 2009 at 10:55 am  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Del resto c’è fra noi chi spara al computer troppo lento invece che deframmentarlo.

  2. Ambò io di umanista ci avrei la maggior parte del corpo e poi a sorpresa tipo l’alluce il mignolo, e le anche scientifiche.
    Invero mi sentirei gattista signorsì.
    PPP
    Ciao emmilla:)

  3. Il caso è molto meno libero di quanto pare e se l’arto umanista è il braccio sinistro è un bell’accoppiamento.
    Ho riflettuto su quanto mi hai scritto e improvvisamente m’è scivolata addosso, una doccia d’età. Per me improvvido, ti seguo nel ragionamento, ma mi manca una direzione, se non quella del lasciar fare all’evoluzione. Davvero importante la tua considerazione.

  4. Quanto è bello evolversi, da parte mia antepongo sempre la scienza alla coscienza, è un mio limite.😉

  5. quisque faber fortunae suae… il motto dell’umanesimo e – perché no? – dell’umanismo :- )
    (senza tralasciare la scienza, strumento tecnologico e anche metodo di indagine)
    ciao emmuzza : )


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